Monserrato, ancora malumori per il taglio degli alberi in piazza Galba, il Sindaco: “Almeno uno verrà salvato”

Piazza Galba: “addio agli alberi”. Ancora proteste a Monserrato riguardo il taglio delle piante. Dopo il dissenso di numerosi cittadini palesato ieri mattina quando gli addetti ai lavori hanno messo fine all’esistenza di uno spaccasassi ultradecennale, in città continuano a interrogarsi se questa azione fosse veramente necessaria.Il sindaco Tomaso Locci ha incontrato alcuni residenti del quartiere per spiegare le cause di questa decisione, ossia il precario stato di salute delle piante e la possibilità da parte delle radici di sollevare la pavimentazione, certificato da una relazione tecnica. “Almeno uno dei due alberi rimasti verrà salvato” ha garantito il primo cittadino, “farò tutto il possibile”.Intanto i consiglieri di minoranza si schierano a gran voce contro la “sentenza di morte” che ha segnato il destino del povero spaccasassi: dopo l’interpellanza dei consiglieri di minoranza Valentina Picciau e Andrea Zucca, che tra l’altro hanno chiesto “per quale motivo non è stata fatta un’assemblea pubblica di quartiere per condividere coi cittadini, visto l’intervento radicale che l’amministrazione si apprestava a compiere”, oggi esprimono il loro disappunto i consiglieri Maria Francesca Congiu del PD, Miriam Picciau di Pauli Monserrato, Alberto Corda dei Riformatori, M. Antonietta Vacca e Gianfranco Vacca del Movimento 5 Stelle che “denunciano questo scempio che denota pochezza culturale”. “I tagli di alberi in piazza Galba del 6 agosto 2020 purtroppo confermano l’arretratezza culturale di taluni politici e funzionari, che continuano a considerare la vegetazione una decorazione urbana quando invece essa è un elemento vitale caratterizzante il contesto della città, e non arredo urbano. Sono un bene collettivo e un elemento di vita. Il sindaco Locci giunto in piazza dopo l’insurrezione degli abitanti, inizialmente ha declinato ogni responsabilità affermando che il progetto di riqualificazione della piazza è stato redatto durante il periodo di commissariamento. Poi ha aggiunto che comunque, dalla relazione tecnica di un agronomo, emergerebbe che gli alberi erano malati. Peccato che, a detta degli abitanti del quartiere, gli alberi fossero sani. Addirittura la loro resilienza gli ha permesso di continuare a vivere nonostante la selvaggia e scriteriata potatura di tre anni fa, effettuata durante la consiliatura Locci. Gli abitanti raccontano che dopo quell’infelice intervento gli alberi siano rimasti tristemente amputati e spogli. Le fronde che danno ospitalità a varie specie di uccelli (tortore, pettirossi, merli e rondini) che lì continuavano a nidificare saranno solo un ricordo. Peccato, perchè la loro presenza costituisce un arricchimento della biodiversità, cosa ancora più preziosa quando avviene in ambito urbano. Gli amministratori e i progettisti devono far sì che l’esecuzione dei lavori pubblici di risistemazione di strade e piazze sia fatta garantendo la salvaguardia delle alberature”.

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