Sorradile e Nughedu Santa Vittoria tra i borghi dei centenari

Sorradile e Nughedu Santa Vittoria tra i borghi dei centenari
Alla scoperta di storie, persone, luoghi e tradizioni

Sorradile fa festa per la sua nuova centenaria,  Giovanna Caboni,  il 1° agosto al traguardo del secolo. Nel piccolo paese che si affaccia sul Lago Omodeo è in buona compagnia: Angelina Sanna ha spento 100 candeline nel mese di marzo, Maurizia Congiu ne dovrà spegnere 101 il 21 agosto prossimo e Salvatore De Pani, classe 1918, raggiungerà i 102 anni in autunno.

Sorradile ogni anno dedica persino un calendario ai suoi “nonnini” ed è a pieno titolo  uno dei borghi dei centenari che la Sardegna può vantare. Così come Nughedu Santa Vittoria, sulle colline vicine, anch’esso affacciato sul Lago Omodeo. Nughedu, al momento di centenari ne può contare  tre.

Antonia Maria Tatti, una simpatica nonnina che fino a poco tempo fa andava in chiesa tutti i giorni è una di loro. Calza le scarpe col tacco e cura con molta attenzione il suo abbigliamento. Sempre in ordine e sempre elegante, a gennaio scorso ha festeggiato il secolo di vita.



Una sorella di Antonia Maria Tatti è prossima al traguardo del secolo e lei se ne prende cura.

Maria Rosa Congiu, invece, è la nonnina più anziana di Nughedu: addirittura ha raggiunto i 103 anni. Tutti i giorni legge il giornale per tenersi aggiornata e a pranzo accompagna il pasto con un buon bicchiere di vino. Mentre il terzo centenario di Nughedu  è un ex pastore, Antonio Giovanni Tatti che ha raggiunto il secolo a dicembre scorso. Ha combattuto nella seconda guerra mondiale, nella vecchia Jugoslavia.

Nughedu Santa Vittoria e Sorradile, una volta un solo Comune, presi ad esempio tra i borghi sardi dei centenari, paesi dove la vita capita che attraversi i secoli.



Il paese di Sorradile. Piccolo borgo di 354 abitanti, Sorradile si trova nella regione storica del Barigadu, a 350 metri sul livello del mare. Dalla collina sulla quale sorge guarda il lago Omodeo, lago artificiale tra più grandi d’Europa. Ogni stretta via del centro abitato si apre su un panorama mozzafiato, tra il verde delle colline e l’azzurro delle acque del lago. Proprio il lago Omodeo è una delle tappe obbligate. Ai piedi di Sorradile un pontile aiuta quanti vogliono mettere in acqua una canoa o un  piccolo natante. Quando il livello del bacino si abbassa riaffiorano il nuraghe Urasala e la foresta pietrificata.

Per godere il tramonto  sul lago Omodeo davanti a un drink o con una cena romantica immersi nella natura, è possibile prenotare un tavolo nel bar, pizzeria e ristorante che si trova nella zona di “Monte Simeone”, Il Borgo Sul Lago.

Il Comune di Sorradile possiede anche un’isola amministrativa territoriale al confine con la provincia di Nuoro nella località Salto di Lochele, caratterizzata da un territorio aspro e ricco di vegetazione. Suggestiva è la gola che taglia il territorio ospitante il fiume Taloro, affluente al lago.

Tra i luoghi da visitare, nella parte alta del centro abitato, invece, c’è la chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa parrocchiale del paese prima della costruzione di San Sebastiano Martire: il Santo venerato come colui che avrebbe liberato il paese dalla peste nel giorno a lui dedicato.

La chiesa, realizzata in trachite locale nella prima metà del seicento, è tra le poche in Sardegna che conserva ancora gli arredi originali.

Sorradile

Ogni due anni Sorradile  ospita, per iniziativa del Comune, il premio Lago Omodeo, noi sardi nel Mondo, un riconoscimento al talento isolano che ha già premiato tra gli altri i giornalisti Giovanni Floris e Barbara Serra e il segretario generale del Ministero degli esteri,  l’ambasciatore Ettore Sequi.

Ogni prima domenica di agosto,  invece, la grande cena dei rioni del paese, “Chena in Corte ‘e josso e Corte ‘e susu”, con le tavolate allestite nelle stradine  del centro storico.  Mentre a febbraio, invece, c’è “Magasinos Apertos” per assaggiare il buon vino nelle  cantine dei produttori locali, aperte per l’occasione. Si possono assaggiare anche i tipici dolci locali di mandorla.

Il paese di Nughedu Santa Vittoria. Nughedu Santa Vittoria sorge su un costone di roccia vulcanica che si affaccia ugualmente sullo splendido scenario del lago Omodeo, a ridosso del monte di Santa Vittoria, all’origine del toponimo del paese, insieme a nughe, a indicare una zona in passato ricca di alberi di noce.

Piccolo centro agricolo, di soli 460 abitanti, ha una grande ricchezza paesaggistica caratterizzata da spettacolari guglie e massi granitici intervallati da vegetazione e torrenti.

Il monte di Santa Vittoria è impreziosito dal bosco di lecci e sughere secolari di Assai, dove dimorano cervi e daini, protetti da un’oasi faunistica.

All’interno dell’oasi di Assai, vicino alla foresteria del cantiere forestale, è stato allestito il museo avifaunistico (Ingresso gratuito. Info: Forestas, tel. 0783 34341). Ospita esemplari impagliati di fauna sarda e anche qualche specie non autoctona. In un angolo è riprodotta la foresta, dove grande protagonista è l’aquila reale, che nidifica nel territorio del paese. Ancora, esemplari di topo quercino, poiana, daino, cinghiali, donnole, il gatto selvatico e lo sparviere.

Non solo animali, nel museo sono contenute sezioni di diverse essenze legnose della macchia mediterranea e dell’alto fusto, ed una collezione di minerali e fossili provenienti da tutta la Sardegna. All’esterno del museo è stata riprodotta fedelmente  una carbonaia e una pinnetta, dimora dei pastori. All’interno dell’Oasi di Nughedu Santa Vittoria è possibile mangiare nell’Agriturismo Belvedere, che propone anche piatti tipici.

Un cucciolo di daino nella riserva di Assai

Nel centro abitato di Nughedu Santa Vittoria da vedere anche la chiesa parrocchiale di San Giacomo, realizzata nella parte più antica. La contraddistinguono la facciata con uno splendido rosone e il portale tardo-manieristico.

A due chilometri dal  paese si trova il novenario di San Basilio magno. Una chiesa campestre in stile tardo gotico-catalano, arricchita da un porticato e un loggiato circondato da quindici muristenes: gli alloggi che ospitano i pellegrini durante i novenari.

Nelle campagne di Nughedu Santa Vittoria non mancano i nuraghi, come quello di “Su Casteddu”. Un cosiddetto protonuraghe, con attorno un villaggio di capanne e una struttura megalitica.

Da qualche anno Nughedu sperimenta il “social eating”, che trasforma il paese in un ristorante sotto le stelle, nel quale cuochi e camerieri sono proprio gli abitanti, aiutati da chef stellati. Nel periodo autunnale gli ospiti sono ricevuti direttamente nelle case. Le iniziative rientrano nel progetto Nughedu Welcame.

Altra iniziativa di successo promossa a Nughedu Santa Vittoria è un progetto contro lo spopolamento, sfociato nel documentario di Vincenzo Ligios, Le stagioni di Nughedu, frutto di una lunga convivenza  con la comunità del piccolo centro del Barigadu.

Lo scorso anno il paese ha ospitato per cinque mesi un “manager di comunità”, una figura che ha studiato da vicino le soluzioni contro lo spopolamento delle zone interne, proponendo diverse attività che hanno coinvolto in prima persona gli abitanti del piccolo centro. Il progetto denominato SpopLab  è nato dalla collaborazione tra i Comune e Sardarch, un gruppo interdisciplinare di progettazione e ricerca, che studia fenomeni di trasformazione urbana e territoriale e propone strategie per l’ambiente urbano con la partecipazione attiva dei cittadini.

Link utili
Comune di Sorradile
Pro loco Sorradile
Comune di Nughedu Santa Vittoria

Dove dormire
Sorradile – B&B Su Ferreri
Nughedu – B&B Tatti

Sabato, 1° agosto 2020

(Questa pagina è realizzata in collaborazione con l’Assessorato al turismo della Regione Sardegna)

 

 

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Fonte: Link Oristano

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