Emergenza sanità: in Consiglio una commissione speciale

Emergenza sanità, in Consiglio una commissione speciale
Al Comune di Oristano approvata all’unanimità una mozione FdI, i sardisti lasciano l’aula

Foto Ufficio Stampa Comune Oristano

A Oristano il problema della sanità è sempre più grave. L’emergenza da Coronavirus lo ha reso ancora più evidente ed occorre una forte azione affinchè sia assicurato l’immediato ripristino delle prestazioni sanitarie. Ne è convinto il Consiglio comunale di Oristano, che ha approvato all’unanimità una mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia Giuseppe Puddu, Fulvio Deriu e Lorenzo Pusceddu che impegna il sindaco e la Giunta a intervenire con forza e determinazione presso il presidente della Regione. Diciotto i voti a favore: il gruppo del PSdAz aveva abbandonato l’aula all’inizio della discussione.

La mozione prevede anche l’istituzione di una commissione consiliare speciale, a tutela dell’utenza sanitaria locale: dovrà occuparsi di studiare e analizzare la situazione sanitaria locale, sia per arginare i disservizi e le carenze dell’ospedale San Martino, sia per arginare le forme di devianza e dipendenza legate a uso di alcol, droghe e ludopatia che sempre più si stanno manifestando in città.

La mozione è stata presentata in aula da Giuseppe Puddu (Fratelli d’Italia), che ha elencato i tanti problemi della sanità oristanese, causati da servizi carenti. “È un sistema che va verso lo smantellamento per la carenza cronica di personale e la continua fuga delle professionalità maggiori”, ha detto Puddu. “Il sistema si può bloccare del tutto se non si interviene con urgenza. Occorre dunque il reale ripristino delle prestazioni sanitarie e ospedaliere. Mi chiedo se esista un oscuro disegno da parte di qualcuno per depotenziare la sanità oristanese?”

Con la mozione, ha spiegato Puddu, “si chiede il ripristino di tutte le prestazioni sanitarie, ospedaliere ed ambulatoriali, necessarie per la cura di tutte le patologie diverse da quella legata ad infezione da Covid-19, senza trascurare quelle delle strutture di eccellenza poste fuori dalla provincia, di cui innumerevoli concittadini, a seguito di particolari e gravi patologie, sono costretti a servirsi. Per esempio, non esaustivo, l’ospedale Binaghi di Cagliari, primario centro di riferimento per l’innumerevole utenza locale e provinciale affetta da sclerosi multipla, che per fare una risonanza si vede costretta a rivolgersi alle strutture private con cospicuo esborso economico”.

Insomma, è necessario imporre l’immediata ripresa, in assoluta sicurezza per personale e pazienti, di tutti i servizi e le attività sanitarie depotenziate e/o ancora sospese a causa della emergenza Covid 19.

Per Efisio Sanna (PD) “si sta usando violenza verso questo territorio e il suo sistema sanitario”. “Sulla sanità non ci siamo mai divisi in Consiglio comunale, ma sul testo della mozione ci sono delle cose che possono essere migliorate e rafforzate. Ad esempio nei punti in cui impegna il sindaco, che invece su questo tema è già impegnato ogni giorno, e gliene riconosco i meriti. Ma anche i compiti della commissione speciale devono essere rivisti”.

“Non è la prima volta che questo Consiglio comunale si riunisce per discutere di sanità e dei tanti problemi del sistema a Oristano e dell’ospedale in particolare”, ha detto Lorenzo Pusceddu (Fratelli d’Italia). “Lo abbiamo fatto tante volte, soffermandoci sui tanti problemi dei vari reparti del San Martino, del personale. Abbiamo votato mozioni e ordini del giorno all’unanimità, ospitato l’assessore regionale alla Sanità, sentito tanti impegni, tante promesse, tante parole, fiumi di parole, ma nessuno è stato rispettato, nel tempo la situazione è solo peggiorata”.

Per Anna Maria Uras (Coraggio e libertà – Insieme) “è necessario capire l’importanza della commissione che si vuole istituire. Dobbiamo alzare la voce sul tema più importante per tutti, se avvalliamo un disservizio sanitario vuol dire che stiamo abdicando su tutto. Il servizio sanitario locale è tutela del cittadino, del lavoro, delle famiglie, è tutela di tutto. Il momento è delicato, ce lo dice anche l’Unione europea. La sanità nazionale è allo sfascio. Stanno arrivando risorse dell’Unione europea e dobbiamo essere pronti con idee e progettualità”.

“Ciò che rimane della sanità oristanese dopo anni di disinteresse e abbandono, di menefreghismo, è veramente poco”, ha detto Monica Masia (Sport, salute, volontariato, natura). “Le cose in questi mesi, dopo gli incontri e gli impegni presi anche in questo Consiglio comunale dai nostri rappresentanti politici in Consiglio regionale, tra cui anche il presidente della Commissione Sanità, sono anche peggiorate. La sanità oristanese ha dimostrato tuta la sua inadeguatezza. In questi mesi gli operatori sanitari sono stati abbandonati a loro stessi”.

“Il presidente della Commissione Sanità, Domenico Gallus, in un’intervista ha riconosciuto che la sanità oristanese è in ginocchio, ha preso atto del fatto che ci siano molte cose da fare, settori da potenziare, esattamente come un anno fa”, ha proseguito Monica Masia. “Cosa è stato fatto nell’ultimo anno e mezzo per colmare le gravi carenze della sanità oristanese? Ha già risposto Pusceddu: poco o niente. Sospendere le normali attività, come è stato fatto in seguito all’emergenza sanitaria, si configura come interruzione di pubblico servizio”.

Per Andrea Riccio (Progres – Progetu Repubblica Sardinia) “la sanità è l’argomento principale, il problema più delicato. Il sistema è allo sfascio. Tutte le promesse fatte sono state disattese e la situazione sta peggiorando”.

“Il Covid ha rappresentato un grave arretramento di tutta la sanità italiana”, ha osservato Vincenzo Pecoraro (UDC). “I giorni del lockdown si sono portati via il 22% di prestazioni che ora bisognerebbe eseguire al più presto: 12,5 milioni di esami diagnostici saltati, 20 milioni di esami del sangue non fatti, 13 milioni di visite specialistiche perse e un milione di ricoveri. Sono saltati 600 mila interventi chirurgici e di questi almeno 50 mila per paziento oncologici. I dati nazionali, calati sulla sanità locale, ospedaliera e territoriale, si inseriscono in un sistema che era già a pezzi per le scelte scellerate compiute nel passato”.

“Una sanità sacrificata in onore del dio risparmio che la fa da padrone da almeno 10 anni e che ha fatto sì che il medico più importante non fosse più il chirurgo che ti salva la vita ma il medico manager burocrate che ha dimezzato le piante organiche, chiuso reparti e ospedali togliendo l’ossigeno pian piano come ha fatto a Bosa e Ghilarza e come sta facendo per il San Martino. Una commissione speciale potrà dunque servire per stanare le molteplici bugie che ci sono state raccontate ogni giorno dai burocrati che sono i veri colpevoli della situazione attuale”.

“Devo necessariamente difendere il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Domenico Gallus, che si occupa di fare le leggi e organizzare le riforme, ma che non ha il potere di governare chi comanda la ASSL, i manager burocrati che io definisco ossiuri della Pubblica amministrazione”, ha concluso Pecoraro.

“Tutti da tempo denunciano questa situazione di disastro del sistema sanitario pubblico”, ha detto Francesco Federico (indipendente). “I tagli hanno colpito tutta la sanità, ma soprattutto i presidi periferici. Condanniamo con forza gli innumerevoli disservizi, le grave carenze e i disagi conseguenti: la farmacia territoriale, le visite ambulatoriali. Ha ragione la consigliera Masia: qui forse non si muore di Coronavirus, ma per il blocco delle attività sanitarie di qualsiasi altra patologia”.

Federico ha quindi proposto di rinviare il voto della mozione a giovedì prossimo, quando si riunirà nuovamente il Consiglio comunale e si potrà anche costituire la Commissione speciale, e il giorno dopo organizzare una missione a Cagliari per consegnare la mozione all’assessore alla Sanità.

Per Davide Tatti (Fortza Paris) “dopo due anni e mezzo di discussioni e denunce la situazione è solo peggiorata. Stanno chiudendo gli ospedali di Isili, Bosa e Ghilarza. Occorre un’azione forte per scardinare un sistema deciso a Cagliari a discapito di Oristano. Stiamo assistendo a un completo abbandono della nostra provincia”.

“C’è un progetto preciso di depotenziare la nostra provincia”, ha rimarcato Veronica Cabras (Riformatori), “che diventa sempre meno appetibile e costringe i cittadini a rivolgersi altrove. Questo è il momento giusto per parlarne. L’emergenza ci ha fatto capire l’importanza di avere un presidio sanitario forte ed efficiente e noi non lo abbiamo”.

Secondo Fulvio Deriu (Fratelli d’Italia) “ancora oggi Cagliari comanda il nostro territorio, depauperandolo progressivamente. Oggi parliamo di sanità, ma potremmo parlare di università e di tante altre cose. Sulla sanità le altre province hanno tutte le risorse necessarie e stanno emergendo. Non si sa per quale motivo a Oristano venga ridotta l’attenzione sull’interesse pubblico, del diritto di ciascuno di noi ad avere le cure a favore dell’apparente interesse privatistico della sanità”.

“Investire il sindaco di questa responsabilità non è un indebolimento ma un atto politico di estrema fiducia e grande importanza, perché in tutto il periodo Covid il sindaco di Oristano ha dimostrato di essere, e non di apparire, come in molti casi abbiamo visto”.

Antonio Iatalese (autosospesi di Forza Italia): “È la quinta volta che parliamo di sanità in questo Consiglio comunale e per la quinta volta facciamo finta di non sapere che per 10 anni per la sanità oristanese la gestione regionale (sia di centrodestra sia di centrosinistra) è stata quantomeno insufficiente. Sono emersi anche dei profili penali, sui quali sta indagando la magistratura. Il personale della ASSL oristanese non ha avuto le sue opportunità di carriera in base al merito, ma in base ad altri criteri e anche questo ha messo in crisi il sistema. La crisi sanitaria che ha colpito il Paese ha evidenziato che le Regioni non sono in grado di gestire la sanità perché più che badare ai servizi da garantire ai cittadini pensano ad altre cose”.

Il sindaco Andrea Lutzu ha concluso il dibattito evidenziando che “nell’era Covid il San Martino non si è comportato male. Medici, infermieri, tutti gli operatori, ma anche la struttura hanno risposto bene. Se quello che è successo da altre parti non è successo a Oristano non può essere addebitato alla fortuna”.

“Non credo ci sia un disegno per far chiudere il San Martino né che Cagliari ci comandi”, ha proseguito il sindaco. “Credo che politicamente siamo degli incapaci in questo momento. I nostri padri politici, l’avvocato Puddu, il senatore Abis, sulla sanità in un momento come questo si sarebbero incontrati con gli esponenti delle altre parti politiche, Carlo Granese, Alessandro Ghinami, e avrebbero imposto le loro ragioni a Cagliari, a Nuoro e a Sassari. In altri momenti i nostri politici sarebbero riusciti a ottenere ciò che spetta al territorio. Non abbiamo forza politica. Non è che comanda Cagliari, ci manca l’unità di intenti. La politica deve essere forte e lungimirante. Anche oggi ci sono politici che valgono, ma dobbiamo trovare forza e lungimiranza per un’azione unitaria”.

Venerdì, 10 luglio 2020

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Fonte: Link Oristano

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