Cagliari, i genitori anziani cercano di “salvare” i papà separati: “Chiedono loro i prestiti alle banche”

Matrimonio fallito, figli da mantenere e casa all’ex moglie. Eccoli, i tre passaggi che, anche nel 2020, portano migliaia di uomini a dover fare i conti con la crisi. Sono i papà separati (un esercito anche tra Cagliari e hinterland): cassieri di market, autisti, professori e giardinieri. I mestieri sono i più disparati e non c’è un identikit preciso di chi, dall’oggi al domani, si trova a dover pagare un affitto, un mutuo e il mantenimento del figlio o dei figli. Solo un dato è abbastanza consolidato, ed è quello dell’età. I matrimoni si “rompono” in mille pezzi già a trent’anni. E, in un’Isola dove gli stipendi non sono certo da nababbi, i soldi non bastano mai. C’è chi si rivolge a Caritas o altri enti pure per avere un pasto caldo al giorno e mettere da parte il denaro da versare ai figli e alla ex, e chi deve fare i salti mortali, rinunciando a tutto, per poter pagare l’affitto mensile. E, in una valle di lacrime sempre più vasta, in tanti chiedono una mano d’aiuto agli anziani genitori. Come? “Mandano loro a trattare con le banche per ottenere nuovi prestiti. C’è un esercito di nonni e nonne che, pur di garantire la sopravvivenza dei loro figli separati, offrono o provano a offrire garanzie per convincere i direttori degli istituti di credito a sganciare soldi”, spiega Marco Schirru, avvocato e segretario dell’associazione “Mamme e papà separati Sardegna”. Ma non tutti hanno la fortuna di avere i genitori ancora in vita, e spesso non rimane altro da fare che chiedere prestiti. E i debiti, ovviamente, crescono vertiginosamente. “Purtroppo, se da sposati i prestiti vengono concessi senza troppi problemi, da separati il discorso cambia. Sia i padri sia le madri non possono offire garanzie solide e, spesso, devono ancora finire di rendere i soldi del finanziamento ottenuto per comprare la casa nella quale non vivono più”. Una beffa dietro l’altra, insomma, che riguarda, seppur in percentuale minore, anche le madri separate. Schirru, già qualche anno fa, aveva avanzato una richiesta: “Uno dei tanti immobili vuoti della Regione da utilizzare per far alloggiare quanti più genitori separati possibile. Sino a oggi non c’è stato, purtroppo, nessun atto concreto”. E, inoltre, “i nonni aiutano i figli anche per gestire i loro bambini. Se non grave, è quanto meno serio che proprio loro, dopo una vita fatta di lavoro e sacrifici, arrivino a rappresentare l’ultima spiaggia per i loro figli, lasciati soli e abbandonati, spesso, anche dalle stesse istituzioni”.

Fonte: Casteddu On Line

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