Cure oncologiche negate: il giudice decide, nuova istanza alla Regione

Cure oncologiche negate a Oristano: sarà un giudice a decidere
Associazioni, sindacati, sindaco e consiglieri regionali in aiuto della malata di tumore alla quale è stato vietata la somministrazione dei farmaci a Oristano

Deciderà giovedì prossimo 20 febbraio il giudice del Tribunale di Oristano Valentina Santa Cruz, se ordinare all’Assessorato regionale alla Sanità e all’Ats, di far somministrare a Oristano la terapia salvavita alla paziente oncologica che si è vista negare il trattamento dall’ospedale San Martino, perché non autorizzato dalla stessa Regione.

A fianco all’anziana paziente che ha ricorso alle vie giudiziarie, le associazioni cittadine Komunque Donne, Le Belle Donne, Cittadinanzattiva, Ail e Adiconsum, costituitesi anch’esse nel procedimento “ad adiuvandum”. L’udienza è stata fissata per le 16.30.

Le stesse associazioni, questa mattina, si sono riunite per discutere della vicenda e hanno deciso di chiedere formalmente alla Regione e dell’Ats, un provvedimento d’urgenza che consenta agli operatori sanitari di infondere la terapia salvavita alla paziente oncologica e a tutti coloro che dovessero trovarsi nelle medesime condizioni.

Ciò alla luce anche di quanto affermato dal dirigente dell’Assessorato Regionale Igiene e Sanità, Marcello Tidore, durante la riunione della Commissione Sanità, tenutasi giovedì scorso: Tidore ha affermato che il presidio di Oncoematologia opera in modo illegittimo e dev’essere chiuso.

All’incontro di stamane hanno preso parte, oltre ai rappresentanti delle associazioni promotrici dell’iniziativa, il sindaco di Oristano Andrea Lutzu, i consiglieri regionali Domenico Gallus, Francesco Mura e Alessandro Solinas, Sandro Murana in rappresentanza del consigliere regionale Emanuele Cera, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Sanna, Alessandro Perdisci e Franco Mattana.

Hanno tutti concordato sulla necessità di un’azione comune delle componenti politiche e sociali del territorio, che affermi il diritto alla salute, costituzionalmente tutelato, condiviso e fatto proprio gli obiettivi delle associazioni. Le priorità da mettere in atto, è stato detto, sono la risoluzione dell’emergenza, il riconoscimento formale del reparto di Oncoematologia e di Oncologia, per potenziare l’offerta di salute nel territorio oristanese e concorrere a risolvere il problema del “troppo pieno” dell’Ospedale Businco di Cagliari.

Le associazioni e i sindacati invieranno, inoltre, una richiesta comune di incontro urgente al Prefetto di Oristano, alla presenza dei presidenti dei distretti sanitari e dei consiglieri regionali del territorio, per rappresentare la preoccupante situazione che potrebbe crearsi in caso di cessazione delle attività, così come paventate dall’assessorato regionale, e la situazione emergenziale rappresentata dal caso della paziente.

Chiederanno, infine, di concerto con i sindacati, un incontro con l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, per invitarlo a potenziare il reparto di Oncologia e perché dia la garanzia che la struttura di oncoematologia rimanga completamente operativa e continui a erogare gli indispensabili e irrinunciabili servizi erogati sino a oggi.

I consiglieri regionali si faranno carico di chiedere al dirigente dell’Assessorato Marcello Tidore, una formale dichiarazione circa le attività che attualmente la struttura di Oncoematologia di Oristano è autorizzata a effettuare e, più precisamente, se la mancanza di autorizzazione riguarda esclusivamente la possibilità di prescrivere e infondere i cosiddetti farmaci innovativi oppure tutti i farmaci di natura oncoematologia, compresi quelli di vecchia generazione e se, nel caso della prima ipotesi, siano state previste limitazioni all’assunzione in carico di nuovi pazienti.

Lunedì, 17 febbraio 2020

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Fonte: Link Oristano

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