Ora la beffa: “Oncoematologia non può operare. A Oristano deve chiudere”

E ora la beffa: “Oncoematologia a Oristano non può operare e deve chiudere”
Audizione in Commissione del direttore dell’Assessorato alla sanità. Denuncia dell’Adiconsum

Il comunicato ufficiale non lo dice e anzi annuncia un intervento della Regione per trovare soluzione al caso dei malati oncoematologici che a Oristano non possono ricevere la somministrazione di particolari farmaci, ma la discussione su questo problema avvenuta ieri nella Commissione regionale sanità, secondo quanto riferito dal presidente dell’associazione Adiconsum Giorgio Vargiu, ha persino aggravato e di molto la situazione: “Sostanzialmente il direttore generale ha ribadito che la struttura di oncoematologia di Oristano non esiste e che (di fatto) non è legittimata ad operare, dunque chi chi vi opera lo fa illegittimamente e illegalmente, a proprio rischio e pericolo”.

“Ergo”, prosegue Vargiu, “la struttura di oncoematologia di Oristano deve immediatamente porre termine alle proprie attività lasciando privi di assistenza sanitaria i 350 pazienti attualmente in terapia e le migliaia di persone che annualmente vengono seguite dall’ambulatorio”.

“E’ questo quello che si vuole?”, domanda polemicamente il presidente regionale di Adiconsum, “e i cittadini della provincia di Oristano, assieme ai loro rappresentanti politici del territorio, possono accettare questa decisione?”

Giorgio Vargiu

Una beffa, insomma, a sentire le parole del presidente Vargiu che aveva denunciato nei giorni scorsi il caso della paziente affetta da una forma tumorale,  costretta a rinunciare alle cure salvavita per l’impossibilità di raggiungere l’ospedale di Nuoro, dopo il divieto alla somministrazione dei farmaci nell’ospedale San Martino di Oristano. La discussione in Commissione regionale è partita proprio da qui, ma non ha sortito gli effetti sperati.

“Purtroppo l’audizione di ieri in Commissione non ha sortito gli effetti sperati”, commenta il presidente Vargiu. “L’assessore non si è presentato (ha inviato il direttore generale dell’Assessorato) creando uno sgarbo istituzionale nei confronti della Commissione, dei consiglieri di Oristano e del territorio oristanese”.

“Il direttore generale”, prosegue Varfgiu, “ha sostanzialmente dato parere negativo alle tre proposte che le associazioni avevano avanzato nel corso della conferenza stampa del 10 febbraio per risolvere il problema della paziente R.B., un’emergenza); per risolvere il problema del mancato riconoscimento formale della struttura di oncoematologia dell’ospedale San Martino di Oristano e per ampliare la struttura di oncologia e di oncoematologia contribuendo a risolvere il problema del “troppo pieno” dell’ospedale Oncologico di Cagliari”.

“Il direttore generale dell’Assessorato”, spiega ancora il presidente dell’Adiconsum Sardegna Giorgio Vargiu, “motivando il proprio parere negativo, ha affermato una serie di inesattezze: per autorizzare la struttura di Oristano non è necessaria alcuna riconversione di posti letto; i posti letto per l’oncoematologia di Oristano esistono già e sono due. Quanto alla paziente R.B. ritiene che per fare un decreto d’urgenza per l’incarico al referente della struttura di oncoematologia di Oristano per la prescrizione e l’infusione dei farmaci innovativi (come richiesto dalle associazioni), è necessaria una urgenza sanitaria che al momento non si sta verificando poiché nel caso della paziente R.B. si tratta “solo” di un problema di carattere sociale: bisognerebbe spiegare al direttore generale che c’è in ballo la vita di una persona alla quale non viene garantito il diritto costituzionale alle cure”.
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Venerdì, 14 febbraio 2020

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Fonte: Link Oristano

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