Investimenti passaparola: centinaia di truffati nell’oristanese. Inchiesta

Investimenti passaparola: centinaia di truffati nell’oristanese. Inchiesta
La polizia indaga su promotori finanziari fasulli e su alcune note società

La Squadra Mobile della Questura di Oristano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, sta effettuando accertamenti e riscontri su alcuni sedicenti promotori finanziari che, già da diversi anni, operano in provincia per alcune società promettendo significativi e allettanti guadagni a fronte di investimenti anche non ingenti. Secondo la polizia si tratta di società truffaldine che avrebbero già mietuto numerose vittime.

Sono infatti centinaia gli ignari investitori che, nel corso degli ultimi anni, affidandosi a questi promotori finanziari fasulli, anziché incassare i frutti dell’investimento promesso, hanno perso decine di migliaia di euro.

Le società sotto indagine sono tutte quelle collegate alla “Bolton First Credit”, e diverse altre società che, come riportato in più comunicazioni di Cansob e Banca d’Italia, non possono operare nel mercato finanziario italiano né tantomeno possono prestare garanzie di nessun tipo.

La Bolton prometteva interessi sugli investimenti pari al 5% mensile sul capitale versato più ulteriori “bonus” per gli investitori che presentavano nuovi clienti.

Samuele Cabizzosu, dirigente della Squadra mobile di Oristano

Il metodo utilizzato per attrarre nuovi investitori, fanno sapere gli inquirenti, era quello del passaparola, mediante il quale i finti promotori mostravano ai potenziali clienti dei prodotti finanziari sui quali investire i propri risparmi, con la promessa che in breve tempo questi avrebbero fruttato interessi esorbitanti, decisamente fuori mercato. Dietro il sistema, oramai al collasso, vi era invece una vera e propria truffa di enormi proporzioni ideata da scaltri truffatori che, arricchitisi, stanno facendo perdere le loro tracce.

I finti investimenti in cripto-valute, secondo quanto accertato dalla Squadra Mobile, avvenivano con l’iscrizione a portali internet riconducibili alla Bolton e ad altre società satellite della stessa, questi spaziavano dai bit-coin, all’oro, ma anche ai diamanti e altro. Le presunte quote di investimento, dopo essere state acquistate dalle ignare vittime mediante versamenti di denaro, andavano a confluire su conti correnti esteri, direttamente gestiti dalla banda dei truffatori.

La Questura di Oristano oltre a diffidare chiunque dal concludere questo tipo di “affari”, invita tutti coloro fossero incorsi in questa truffa a presentarsi negli uffici della Squadra Mobile per presentare querela, anche per l’ottenimento di un eventuale ristoro delle somme investite.

Lo schema Ponzi. Il sistema architettato, spiegano dalla Questura di Oristano, è quello del ben noto e famigerato “schema Ponzi”, una vera e propria truffa finanziaria nella quale i primi “investitori” avranno tassi d’interesse elevati, purché facciano entrare nel sistema nuovi “affiliati”, tuttavia, nel momento in cui verrà a mancare l’apporto finanziario di questi ultimi, non sarà più possibile reggere il sistema dei pagamenti e, a quel punto, i responsabili, ormai arricchiti, saranno già spariti con i soldi, mentre la base perderà tutte le somme versate.

Si tratta di una attività truffaldina, avvertono ancora in Questura, nella quale chi entra per primo avrà ottimi ritorni economici a spese dei successivi “investitori”, una sorta di “catena di Sant’Antonio” nella quale vengono promessi interessi molto elevati, pagati agli “investitori” mediante il denaro apportato dai nuovi soggetti che hanno aderito successivamente allo schema.

Il gioco funziona sino a quando resta elevata la capacità di attrarre nuovi partecipanti, quando invece il denaro in entrata non riesce più a coprire gli interessi promessi a coloro che già sono coinvolti nello schema, il circuito si blocca, manifestando la sua natura di truffa.

Pertanto, la maggior parte di coloro che hanno investito denaro lo perderanno, mentre i promotori del sistema, collocati al vertice della piramide, avranno fatto perdere le loro tracce.

Martedì, 11 febbraio 2020

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Fonte: Link Oristano

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