Sardegna Solidale compie vent’anni e rilancia. Ecco le nuove sfide

Sardegna Solidale compie vent’anni e rilancia
A Donigala riuniti i volontari sardi

Foto Sardegna Solidale

C’è un momento in cui il percorso dei singoli diventa storia collettiva, da ricordare e tramandare. Per questo, Sardegna Solidale ha voluto affidare a un dvd la storia dei suoi primi vent’anni di attività. “La Forza della solidarietà” è il titolo del documentario che è stato presentato lo scorso 22 gennaio a Donigala Fenughedu nel corso di un incontro a cui, insieme a tanti volontari, hanno preso parte il presidente del comitato promotore Sardegna Solidale don Angelo Pittau, il presidente del Csv Giampiero Farru, l’ex presidente del Co.Ge Sardegna Bruno Loviselli e Raffaele Callia di Caritas Sardegna. Prima e dopo la proiezione, il giornalista Vito Biolchini ha moderato il dibattito che ha dato interessanti spunti di riflessione. Perché in trentadue minuti e grazie a trentasette testimoni, “La Forza della solidarietà” (realizzato da Artevideo con la regia di Enrico Spanu e le illustrazioni di Stefania Costa), racconta sì il percorso ventennale del volontariato sardo (passato da 400 a oltre 1700 organizzazioni) ma getta anche un ponte sul futuro.

“Vent’anni di attività sono un patrimonio che deve essere tramandato”, ha spiegato Farru, “un patrimonio che nessuno nella nostra regione, a parte Sardegna Solidale, può vantare. Sono testimonianze per il futuro e voglio ringraziare pubblicamente chi ha voluto partecipare al progetto”.

“Il dvd rappresenta una grande iniziativa culturale che ci dà speranza” ha spiegato don Angelo Pittau, “perché queste interviste segnano un percorso di riflessione soprattutto sul futuro del volontariato in Sardegna. La nostra regione attraversa un momento difficile. La povertà si sta trasformando in miseria e sta toccando ambiti che non sono solo quello economico. Il volontariato punta a costruire comunità, a costruire servizio e a darsi per gli altri. Per questo, essendo presente capillarmente in tutti i territori, può dare il suo contributo di inventiva e di creatività per una nuova società in cui si abbia coscienza di una promozione integrale dell’uomo”.

Sardegna Solidale e Caritas da tempo percorrono un sentiero comune, come ha voluto ricordare Raffaele Callia. “Basti pensare solamente l’esperienza ad Haiti, con il nostro impegno congiunto dopo il terremoto volto a ricostruire una scuola” ha affermato. “Con la sua azione Sardegna Solidale ha ribaltato quella maledizione che grava su noi sardi di essere ‘mal unidos’ e dimostrato che è possibile invece lavorare assieme e mettere assieme i talenti in nome del bene comune”. Ma il ragionamento di Callia si è allargato fino a prendere in esame la crisi dei corpi intermedi. “Il rapporto quasi diretto tra i cittadini e i loro rappresentanti rischia di svuotarli, ma è proprio ai corpi intermedi che la Costituzione demanda il raggiungimento di obiettivi importanti”. Altro concetto fondamentale è quello di gratuità (“È il vero termometro della genuinità del volontariato”), nella capacità di ognuno di noi di passare dai gesti (“che non possono restare personali”) ai legami di solidarietà, in un rapporto con le istituzioni “che non può essere sostitutivo. “Il volontariato non può trasformarsi in un attenuatore della protesta sociale” ha concluso Callia, “perché è necessario accendere i riflettori dove ci sono le ingiustizie”.

Chi ha osservato da vicino il percorso di Sardegna Solidale è stato senza dubbio Bruno Loviselli, che negli ultimi vent’anni è stato ininterrottamente il presidente del Co.Ge, il Comitato di Gestione dei fondi per il volontariato. “Fui nominato per la prima volta nel maggio del 2000 su indicazione della Fondazione Compagnia di San Paolo e non ho difficoltà ad ammettere che allora non sapevo neanche cosa fosse il volontariato” ha affermato. “Riconfermato di biennio in biennio, sono rimasto in carica fino allo scorso 19 ottobre, quando ha iniziato ad essere operativo l’Otc, l’Organismo territoriale di controllo voluto dalla riforma del Terzo Settore”. Loviselli non ha nascosto la sua emozione nel ricordare le battaglie condotte insieme a Sardegna Solidale “per difendere il volontariato dagli attacchi della politica. Ma abbiamo fatto tanta strada assieme e sono orgoglioso dei numerosi progetti portati avanti, primi fra tutti Scuola & Volontariato e i Sa. Sol. Desk”. L’applauso dei volontari è stato il giusto riconoscimento a vent’anni di impegno, “e di sicuro Loviselli farà ancora parte della nostra famiglia perché la sua esperienza è una grande ricchezza per Sardegna Solidale” ha affermato Farru.

Foto Sardegna Solidale

Nell’Auditorium del Centro di Spiritualità delle Suore Giuseppine non sono mancate le voci dei volontari che hanno voluto dire la loro sul documentario. Per Pino Tilocca, dirigente scolastico del Liceo De Castro di Oristano e da sempre vicino a Sardegna Solidale, “molte volte pensiamo che la storia sia fatta da grandi personaggi, invece in una regione come la nostra la storia è fatta dalle persone e dalla loro capacità di creare reti e reti e relazioni. A prendere il microfono sono stati poi Rita Latu (“è un video molto bello, con tante testimonianze”), Giovanni Demarcus (“dovremo anche ricordare i tanti amici che non sono più tra noi”), Rita Polo (“Grazie a Sardegna Solidale per avere avuto rispetto della diversità delle singole associazioni”), Emilio Garau (“l’Osservatorio regionale del volontariato non viene convocato da tre anni e mezzo, forse è venuto il momento di farci sentire dalla politica”) ed Elizabeth Rojo, che ha annunciato la nascita di un coordinamento delle associazioni fondate dagli stranieri in Sardegna.

“In quale direzione vogliamo dirigere il volontariato in Sardegna?” si è chiesto in conclusione il presidente Farru. “Ci sono quattro indicazioni e quattro sfide. La prima indicazione è che il volontariato è capace di costruire fiducia ma la fiducia è un prodotto fragile che va sempre rinnovato. C’è poi il concetto di rete, con la consapevolezza che le reti ogni tanto si spezzano e vanno riannodate. Anche il rapporto con le istituzioni è importante, anche se purtroppo in questo momento segna il passo. Con la giunta precedente non abbiamo portato a casa nessun risultato e anche la giunta Solinas, sollecitata in tutti i modi, non sta dando alcuna risosta. Ma il rapporto con le istituzioni è obbligatorio e noi continueremo ad insistere perché ci sia. La quarta indicazione – ha proseguito Farru – è l’attenzione alle persone: i volontari non discriminano nessuno”. Poi ci sono quattro sfide. “Innanzitutto, la povertà. Che non è scomparsa ma che si sta estendendo alla sfera relazionale. Poi i giovani che, come dice don Ciotti, non sono il nostro futuro ma il nostro presente. La difesa dell’ambiente, strettamente legata alla lotta per la giustizia sociale. Infine, i migranti. La nostra è ormai una società multiculturale. E chi si oppone va contro la storia”.

Venerdì, 24 gennaio 2020

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Fonte: Link Oristano

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