Presidio Piazzale Trento di Cagliari: “No all’apertura del centro rimpatri a Macomer”

 Il Presidio Piazzale Trento di Cagliari ribadisce il no all’apertura del CPR di Macomer. Il Centro Permanenza Rimpatri è un modello da abolire: calpesta i diritti umani dei detenuti, rappresenta una nuova servitù dello stato italiano su un territorio economicamente impoverito e non è la soluzione alla questione migratoria. Il Presidio – che aderisce alla campagna LasciateCIEntrare – è contrario all’apertura del CPR di Macomer e in generale a qualsiasi struttura del genere, ovunque si trovi. Il modello dei CIE, ora rinominati CPR, diffusi in ogni regione, come piccole galere amministrative appaltate ai privati, è l’ennesima servitù dello stato italiano che lascia briciole nella ex zona industriale del centro Sardegna. Briciole per sfamare pochi lavoratori il cui scopo è quello di trattenere in prigione altri disperati che hanno perso un documento di soggiorno ma che combattono la stessa guerra per la dignità e il lavoro. Il modello CPR viola i diritti umani, lo dimostrano anche il numero dei detenuti che muoiono apparentemente per case naturali o forse per negligenze su cui nessuno vuole indagare. Questo modello di privazione della libertà è fallimentare e produce violenza istituzionale su altra violenza. Per finire dentro un CPR è sufficiente non essere in regola con il permesso di soggiorno, anche se non si ha commesso alcun reato. Una fattispecie molto comune ormai dopo l’entrare in vigore del primo decreto sicurezza che ha impedito il rinnovo di numerose tipologie di permesso di soggiorno e che esteso la detenzione nei CPR fino a 180 giorni. Sul rispetto dei diritti umani all’interno di queste strutture dovrebbero vigilare i garanti dei detenuti, ma il Consiglio Regionale della Sardegna non ne ha ancora nominato uno, nonostante sia previsto dalla legge dal 2011. Altrettanto dovrebbe fare il Comune di Macomer, la cui amministrazione si bea di trovare una nuova occasione di rilancio del territorio, tramite un appalto vinto da una multinazionale su cui diversi giornalisti investigativi hanno indagato. Nel 2020 possiamo già contare due morti di Cpr in meno di 20 giorni: Aymen 34enne tunisino, detenuto a Pian del Lago (Caltanissetta) e un cittadino 20enne georgiano detenuto a Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Nel 2019 nel CPR di Torino è stato il turno di Faisal, un bengalese di 32 anni, morto in isolamento. Nei mesi scorsi si sono verificate rivolte nei Cpr di Milo (Trapani) e di Torino, tentativi disperati di lotta per la libertà e per far giungere all’esterno la voce dei trattenuti. Non si può escludere che i detenuti più tenaci nella lotta per la libertà sia trasferiti a Macomer per punizione. La Campagna LasciateCIEntrare ha preso una posizione ufficiale, pienamente sottoscritta dal Presidio, che si può leggere alla pagina: https://www.lasciatecientrare.it/sullapertura-del-cpr-in-sardegna-macomer/

Fonte: Casteddu On Line

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