Cagliari, il “caddozzone” grossista della cocaina: “Dammi cinquanta grammi di panini”

“Dammi cinquanta grammi di panini”. È questa una delle frasi in codice utilizzate da Francesco Melis, 31enne di Cagliari e gestore della paninoteca di viale Bonaria a Cagliari trasformata, da oltre un anno, in una centrale dello spaccio di droga. Non solo panini con wurstel e cipolla o bistecche di manzo: dentro “Lo Sfizio numero 1”, stando alle indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Carbonia, c’era anche un fiorente spaccio di droga. Cocaina, soprattutto: i “clienti” sapevano che lì potevano trovare lo stupefacente, che veniva venduto al ritmo di 500 grammi alla settimana. Il modus operandi scoperto dai militari era ormai consolidato: Melis forniva lo stupefacente  acquistato anche da alcune persone per rifornire la zona del basso Sulcis. In particolare, il 27 gennaio 2019 i carabinieri di Sant’Antioco, agli ordini del comandante Antonio Manicone, hanno arrestato Fabio Cadeddu dopo averlo pedinato sino a Cagliari: in tasca gli sono stati trovati oltre cinquanta grammi di cocaina, risultata purissima. Un arresto che però non ha bloccato i “viaggi” della polvere bianca dal capoluogo sardo sino a Carbonia e Sant’Antioco: il posto di Cadeddu è stato rimpiazzato da altre persone, sino a quel momento “semplici” consumatori di droga. In seguito, in manette sono finiti anche Salvatore Urigu, 52enne di Sant’Antioco, e suo nipote Gian Manuel Pau, nato nel 1993 a Carbonia. Come emerge nell’inchiesta, uno dei gestori della paninoteca ha rifornito più gruppi di spacciatori provenienti anche dal Nuorese e dall’Oristanese, oltre che dal Cagliaritano.

 

Insomma, al termine delle indagini coordinate dal pm Alessandro Pili è stato possibile scoprire un vasto traffico di spaccio di droga nel “caddozzone” di viale Bonaria: tra i tavoli finivano panini e bistecche mentre, in un furgone accanto al chiosco, attaccate con dei magneti sul tetto, c’erano le dosi di droga, fiutate dai cani dell’unità cinofila. A casa del fratello di Francesco Melis, Antonio (indagato) sono stati rinvenuti 115mila euro in contanti. “Cocaina, hascisc e marijuana vendute, trovate dentro la rivendita di panini. Le tecniche di occultamento dello stupefacente erano innovative: dentro lattine vuote o nascosto con l’utilizzo di magneti”. E poi c’è anche quel “grande quantitativo di denaro in casa di uno dei due fratelli”, spiega la comandante dei carabinieri di Carbonia, Lucia Dilio, “non giustificati da alcuni tipo di attività lecita”.

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Fonte: Casteddu On Line

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