La rapina con bottigliate e il colpo di catena in testa: così hanno agito gli algerini arrestati a Cagliari

Una notte di violenza, purtroppo l’ennesima, quella che si è vissuta domenica scorsa in via Newton, fuori da una discoteca. Due algerini arrestati, uno denunciato, e padre e figlio cagliaritani che hanno “rimediato” bottigliate e colpi di catena. Il giovane, dopo essere stato accerchiato dai tre stranieri, uno dei quali gli ha strappato una collanina dal collo e, poi, il portafoglio dalla tasca, ha chiesto aiuto al padre. Una volta intervenuto, è stato colpito violentemente con una catena per moto, mentre il figlio si è beccato una bottigliata sulla testa. Anche nelle scorse settimane, in via Newton, ci sono state aggressioni e rapine. Il “trio” è stato poi trovato dalla polizia, che è riuscita anche a ritrovare la macchina, una Honda Civic rubata, con la quale sono fuggiti dopo aver malmenato i due malcapitati. Anche nelle settimane scorse, sempre in via Newton, si sono registrati episodi di violenza, e in alcuni casi i “protagonisti” erano degli stranieri, due dei quali si sono visti rifiutare la richiesta di asilo. Il dirigente della squadra mobile di Cagliari, Roberto Pititto, dopo aver brillantemente concluso l’operazione che ha portato all’arresto di Mohamed Zidane Ounas, ventenne algerino senza fissa dimora, Ahmed Mrakkeb, 18enne algerino residente in una comunità a San Nicolò Gerrei, e alla denuncia in stato di libertà per rapina e per ricettazione di un terzo straniero, analizza la “situazione” di quella che sembra essere diventata una delle zone “calde”, la notte, del capoluogo sardo: “È una via caratterizzata dalla presenza di discoteche e dalla presenza di giovani, qualcuno forse beve di più rispetto al normale e ciò può determinare eventi del genere. Da parte nostra c’è la massima attenzione, tra prevenzione e controlli, in intesa con la Procura di Cagliari. Più prevenzione? Sì, gli utenti devono segnalare sempre quando avvengono fatti simili, chiamando le Forze dell’ordine e dando tutte le informazioni utili ad agevolare le indagini”.

 

Nel caso del padre e figlio rapinati e aggrediti, il giovane ha chiesto aiuto al padre. E l’invito-appello a chiedere sempre e solo aiuto alle Forze dell’ordine, da parte di Pititto, c’è tutto: “Farsi la giustizia da sè non ha un grande senso, ci sono degli organi preposti in tal senso, cioè le Forze dell’ordine”.

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Fonte: Casteddu On Line

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