Cagliari, il caso: “Spariti con i documenti dopo l’annuncio online di un lavoro da guardiano”

L’offerta indubbiamente allettante, “1140 euro e 22 buoni pasto mensili”, con il contratto “a tempo indeterminato” per lavorare come “portinaio” a Cagliari. L’annuncio, pubblicato su un famoso portale specializzato in offerte di lavoro, ha fatto gola a centinaia di cagliaritani. In molti hanno risposto all’email, mandando il curriculum vitae. Però, prima del colloquio, era necessario spedire anche il “casellario giudiziale”. Se uno non ce l’aveva, poteva inviare una copia di un documento di identità “a colori e ben visibile così come i bordi”: più di un cagliaritano l’ha fatto, scoprendo solo dopo qualche giorno che quell’annuncio non era più disponibile in rete. A quel punto, c’è chi ha fatto spallucce, chi è andato alla polizia postale e chi si è recato nella sede dell’azienda nominata nell’annuncio: scoprendo, in quest’ultimo caso, che quella ditta non c’entrava nulla. Uno scherzo di cattivo gusto? Oppure un modo per entrare in possesso di documenti ufficiali? Maria Cristina Campus è una delle titolari della società “citata” nell’annuncio di lavoro: “Nell’ultima settimana, tra telefonate e visite, abbiamo dovuto dire a olte cento persone che non stiamo cercando nessun portiere. Abbiamo saputo che qualcuno ha utilizzato il nome della nostra realtà, tra le più antiche di Cagliari nel settore immobiliare, per proporre un’occupazione. Nella email dalla quale chissà chi ha mandato le risposte all’annuncio sono stati invertiti i nomi della nostra azienda. Insieme agli altri miei soci sto valutando il da farsi, come una segnalazione dettagliata alle Forze dell’ordine”.

 

Tra chi ha sperato di poter trovare un posto di lavoro, in questo caso per il padre, c’è Sara Venerdiano, giovane cagliaritana: “Appena mi hanno chiesto del casellario giudiziale e della carta di identità prima ancora del colloquio ho capito che c’era sotto qualcosa di strano. Ho segnalato tutto su Facebook, altri ragazzi mi hanno detto di aver vissuto la stessa esperienza e di aver anche inviato la loro carta di identità. La email dalla quale rispondevano, poi, era temporanea: ne hanno utilizzato almeno due, quando ho risposto mi è tornata indietro”. Decine le segnalazioni della società che cerca un portinaio sono giunte alla polizia Postale di Cagliari: “Confermiamo, alcune persone sono venute e ci hanno raccontato la stessa storia. Non è la prima volta e potrebbe non essere l’ultima”, spiegano dagli uffici di via Simeto, “purtroppo è un metodo utilizzato per impossessarsi di documenti fondamentali per compiere anche eventuali truffe, quali l’apertura di conti correnti all’estero o l’ottenimento di prestiti. Bisogna sempre prestare la massima attenzione e non fornire mai i propri documenti online”.

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Fonte: Casteddu On Line

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