Manovra, sanità e piano casa in Consiglio

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La riforma della sanità, il disegno di legge di modifica del Piano casa e la prima manovra della legislatura: il crono programma di gennaio in Consiglio regionale è fitto. Subito dopo l'Epifania approderanno nelle commissioni i due provvedimenti varati dalla Giunta nell'antivigilia di Natale. Nella sesta (Sanità) è atteso il testo di 49 articoli che istituisce otto Asl con personalità giuridica e autonomia patrimoniale e che conferma l'Azienda regionale della Salute (Ares), già presente peraltro nella prima bozza del testo ma ridimensionata grazie ai crescenti poteri di controllo dell'assessorato. Contemporaneamente in commissione Governo del territorio entrerà il Piano casa della Giunta: in questo caso i 21 articoli prevedono incrementi volumetrici nella fascia dei trecento metri dalla battigia, l'edificazione di fabbricati per fini residenziali in agro consentita anche ai non imprenditori agricoli, e il posizionamento delle strutture al servizio della balneazione ammesso per l'intero anno solare.
    I presidenti dei due parlamentini, Domenico Gallus e Giuseppe Talanas, sono pronti ad avviare l'esame dei due testi. Entrambi con l'obiettivo di fare in fretta, possibilmente prima che scatti la sessione di Bilancio e l'iter per approvare la Finanziaria da 9 miliardi di euro. La sensazione è che la riforma della Sanità sia più "blindata", e per un motivo molto semplice: la previsione di otto Asl che elimina almeno il cinquanta per cento delle discussioni.
    Più scivoloso il terreno dell'urbanistica, con una legge che per la prima volta andrebbe a intaccare la fascia dei 300 metri.
    Ma c'è di più. Dopo l'impugnazione della legge sull'elezione diretta di Consigli e presidenti provinciali c'è anche la necessità dichiarata dalla Giunta di accelerare sulla data delle elezioni: l'obiettivo è arrivarci ben prima che la Corte Costituzionale si riunisca. Prima quindi dell'1 luglio, termine fissato nel provvedimento contro il quale il Governo ha presentato ricorso. Ma al voto non si va senza il testo unico degli enti locali che determinerà anche il numero degli enti intermedi. La riforma, in questo caso, deve essere ancora approvata dalla Giunta. (ANSA).
   

Fonte: Ansa

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