Provocazione del sindaco di Bosa: “Chiudete l’ospedale, non funziona”

Provocazione del sindaco di Bosa: “Chiudete l’ospedale, abbiate il coraggio”
In una lettera alla Regione, all’Ats e all’Assl denunciate le innumerevoli carenze che pregiudicano il corretto funzionamento del nosocomio

Il sindaco di Bosa Pier Franco Casula ha chiesto la chiusura dell’ospedale Mastino. Il primo cittadino ha inoltrato una lettera all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, al commissario straordinario dell’Ats Giorgio Steri e al direttore della Assl di Oristano Mariano Meloni con questa provocatoria proposta, motivandola con la gravissime carenze che ne pregiudicano ancora il fiunzionamento.  Casula ha chiesto, inoltre, la convocazione di un incontro pubblico.

Di seguito la lettera inviata dal sindaco di Bosa.

Sono passati mesi dalla cortese visita dell’assessore Nieddu presso il nostro Presidio Ospedaliero di Bosa e la partecipazione a un Consiglio Comunale appositamente convocato per parlare di sanità a 360°, ricomprendendo nella discussione anche i servizi territoriali. Molte erano le aspettative e, non lo nascondo, la soddisfazione nel sentirla condividere molte nostre preoccupazioni e le sue intenzioni circa il futuro della struttura. Ma in questi mesi a Bosa è successo tutto e il contrario di tutto.

Saltando a piè pari questo lasso di tempo, evitando di ribadire quanto ormai è noto a tutti, arrivo direttamente all’attualità, ricca di evidentissimi segnali delle difficoltà in cui opera l’Ospedale di Bosa e i gravi disservizi in cui operano i territoriali. Quello della Pediatria, temporaneamente risolto con una soluzione a tempo determinato,  che lascia decine di famiglie senza la possibilità di iscrivere i propri bambini presso la Pediatra appena nominata e senza certezze sui tempi per la copertura a tempo indeterminato. Quello della Fisiatria e… vi pongo una domanda: è normale che una città di circa 8.000 residenti, a cui si somma la popolazione fluttuante, rimanga da due anni senza Fisiatra?

Il sindaco Pier Franco Casula

Come ho avuto modo di scrivervi informalmente due settimane fa c’è qualcosa che non va, c’è una sorta di corto circuito che non fa dialogare le parti e i problemi si sommano. Oggi posso affermare che la situazione nell’Ospedale di Bosa è al limite del baratro come forse non lo è mai stato, alcuni servizi stanno per collassare, sembra quasi di essere davanti ad un crollo ormai non più evitabile. E allora vi ripeto quello che ho detto in maniera chiara nel Consiglio Comunale di Bosa ad agosto: per tenere in vita il nostro Ospedale in queste condizioni, senza garantire il personale medico e infermieristico necessario nei vari servizi, per vivere sempre in una situazione di precarietà e incertezze, senza le strumentazioni necessarie, abbiate il coraggio e assumetevi tutta la responsabilità: CHIUDETE L’OSPEDALE DI BOSA.

Chiudete l’ospedale e trasformatelo in quello che la Politica, da tempo, ha deciso di fare: in una casa della salute, in un ospedale di comunità, in un poliambulatorio, in un RSA (residenza sanitaria assistenziale), insomma, in quello che volete. Ma adesso, dopo anni di tentennamenti, di un passo avanti e di due indietro, è giunto il momento di dire basta.

Vi faccio un’altra domanda: è possibile tenere un ospedale aperto quando mancano almeno n.3 Medici al Pronto Soccorso, n.2 Medici in Radiologia, n.1 Dirigente Medico e n.2 Tecnici in Laboratorio analisi, n.3 Medici in Medicina, con l’Anestesia che fa fatica a garantire le sedute operatorie e il servizio H24 (altrettanto dicasi per la Chirurgia) e potrei continuare?

Ripeto, se la politica non è in grado di dare risposte, se l’Ats e la Assl, non adottano o non possono adottare i provvedimenti necessari a garantire la copertura dei servizi ospedalieri, rimane un’unica decisione: la chiusura. Per evitarla dovreste intervenire subito con decisioni forti e mirate, senza tentennamenti, senza scaricare l’un l’altro eventuali responsabilità.

Ho creduto molto in una vera svolta nella politica sanitaria in Sardegna che guardasse alla particolarità di un territorio diverso da altre regioni, dove hanno sperimentato modelli virtuosi, ma in situazioni geomorfologiche e di collegamenti ben diversi dai nostri. Continuo a crederci ma in questo momento, non rimane che rivolgere un appello ad ognuno di voi e al vostro buon senso: non ci interessa di chi siano state le responsabilità, ci interessa che vi adoperiate per trovare soluzioni concrete ad evitare quello che ormai sembra essere un destino scontato.

Vi invito pertanto, nel piú breve tempo possibile, a concordare un incontro a Bosa per toccare con mano la reale situazione e per sentire dai diretti interessati le difficoltà in cui operano ma, soprattutto, per prendere decisioni.

Non c’è più tempo da perdere.

Pier Franco Casula – Sindaco di Bosa 

Lunedì, 16 dicembre 2019

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Fonte: Link Oristano

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