“A Cagliari bambini con gli smartphone già a 9 anni, vanno vietati in tutte le scuole”

I dati, prima di tutto, utili ad inquadrare il fenomeno: a Cagliari e in tutta la Sardegna l’ottanta per cento dei bambini tra i nove e i dieci anni hanno già uno smartphone. Il venti per cento di loro naviga già sui social network e tre bimbi su dieci giocano con videogames vietati ai minori. A snocciolare i numeri è l’associazione Cybercrime diretta dal cagliaritano Luca Pisano e lo “stop” ai telefonini nelle scuole elementari della città è tra i punti contenuti nella “Carta di piazza Yenne”, firmata anche dal sindaco Paolo Truzzu. “Bisogna liberare le scuole elementari dagli smartphone, i genitori devono essere più responsabili e capire che regalare un telefonino al proprio figlio, magari per la prima comunione, è uno sbaglio. A dieci anni non si è adulti e i rischi della rete sono elevatissimi”, spiega Pisano. “Il mio progetto prevede che psicologi, assistenti sociali e pediatri incontrino i genitori nelle scuole e li responsabilizzino. Molti minori entrano in contatto anche con ‘yotubers’ adulti che propongono contenuti inadatti a loro”. Non solo: tra gli altri punti della “Carta” ci sono anche l’attivazione di progetti con educatori di strada (laureati in Pedagogia o Scienze della comunicazione) che organizzino “attività all’aperto per i più piccoli per tenerli lontano da alcol e droghe. Vogliamo mettere in tutta la città dei manifesti informativi, per ricordare che fumare, drogarsi e ubriacarsi non sono azioni normali a nessuna età, figurarsi sotto i diciotto anni. Purtroppo, da tempo, stiamo assistendo a una normalizzazione di azioni sbagliate e, in alcuni casi, criminali”, prosegue Pisano.

 

Con la “Carta di piazza Yenne” sono previsti anche appuntamenti periodici “con gli youtbers più influenti della Sardegna, che dovranno far capire ai minorenni tutti i rischi di internet”. Un progetto dettagliato e, a tratti, ambizioso, quello preparato con il supporto dei Lions di Cagliari e “sposato” da prefettura e questura. Il sindaco Paolo Truzzu, dopo aver firmato il documento, promette di reperire “i fondi per fare partire la campagna di comunicazione e le altre iniziative entro il 2020. Da parte mia c’è il massimo impegno. È chiaro che, come sindaco, non posso dire ai presidi di vietare i telefonini nelle classi, ma posso comunque creare il modo per sensibilizzarli sul tema”.

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Fonte: Casteddu On Line

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