Massimo Villone, Pres. del Coordinamento per la democrazia costituzionale

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 Pubblichiamo questo appello di Massimo Villone, sottolineando la gravità della situazione istituzionale e politica del nostro Paese. Si è formato un nuovo governo sotto la pressione di una massiccia campagna mediatica dei gruppi forti, volta a convincere la popolazione dei poteri salvifici di un esponente del sistema bancario-finanziario. Sostegno che è stato negato al Presidente Conte, che pure godeva di un ampio e spontaneo consenso popolare. Il risultato è un governo che ha reinserito B. nei posti di comando insieme a Salvini, creando una coalizione scarsamente riconducibile ad unità. La manovra, che ha messo Dragi a Palazzo Chigi, ha anche ottenuto il risultato di spaccare il M5S, che costituiva il principale riferimento per la costruzione di uno schieramento alternativo al centro-destra.
Si apre uno scenario ricco di oscurità e di rischi. Ecco perché l’appello del Presidente del Coordinamento per la democrazia costituzionale merita una diffusa adesione di quanti in questi anni hanno fatto le battaglie in difesa dalla Costituzione- (A.P.)

Dopo  l’ultimo  Referendum  il  Coordinamento  per  la  Democrazia  Costituzionale,  sulla  base  della  discussione  nell’Assemblea  nazionale  dei  Comitati  e  nel  proprio  Direttivo, ha deciso di rilanciare l’attività in difesa e per l’attuazione della Costituzione italiana. Le  vicende  che  il  nostro  Paese  sta  attraversando  e la  perdurante  crisi istituzionale, economica  e  sociale,  aggravata  dalla  pandemia,  stanno  evidenziando  l’esplosione della diseguaglianza, la frattura nei corpi sociali e tra territori.  Si evidenzia una classe dirigente la quale, avendo perduto il riferimento ai valori costituzionali,  brancola  nel  buio,  inseguendo  interessi specifici,  incapace  di  trovare risposte  in grado di rispondere alle esigenze di tutto il Paese. La   crisi della rappresentanza politica (causata dalle pessime Leggi elettorali di questi ultimi decenni) non consente,  nella discussione parlamentare e politica, di far pesare i diritti e gli interessi di ampi settori sociali, in particolare quelli più deboli. La  discussione  sulla  cosiddetta  Autonomia  differenziata evidenzia,  di  fronte  ad  una  domanda di inclusione e solidarietà come risposta alle difficoltà del Paese (e la crisi pandemica lo ha ancor più evidenziato), un disegno di rottura che fa emergere gli interessi dominanti,  una cultura del “si salvi chi può”, una indifferenza per l’ unità della Nazione e il suo benessere collettivo.
Questi sono solo due importanti argomenti nei quali si è perso il filo della nostra Costituzione, ma vi sono altri,  innumerevoli, aspetti (sanità, scuola, diritti sociali, ecc.) in cui l’applicazione dei principi costituzionali offrirebbero la strada per soluzioni efficaci ed eque. Il   Coordinamento per la Democrazia Costituzionale si propone come strumento per questa battaglia di difesa e applicazione dei valori costituzionali. Il Direttivo e l’Assemblea nazionale dei Comitati hanno deciso di chiamare tutti coloro che condividono il senso del nostro impegno a sostenere il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, attraverso una adesione individuale dei componenti i diversi Comitati territoriali e dei sostenitori. L’ adesione non vuole alludere alla formazione di alcun partito o movimento politico ma evidenzia  soltanto  il  bisogno  di  un  sostegno  politico  ed  organizzativo  al  Coordinamento  per  la  Democrazia  Costituzionale,  sostegno  di  cui  abbiamo  assoluto  bisogno per garantire risultati alla  nostra iniziativa.

References

  1. ^La parentesi Draghi deve servire a rendere Renzi inoffensivo (www.democraziaoggi.it)
  2. ^Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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