Andrea Pubusa

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C’è molta confusione sotto il cielo e l’informazione non aiuta. Ciò che è certo è che più di 300 professori e ricercatori si sono espressi ufficialmente contro l’obbligo della certificazione verde negli ambienti accademici, firmando una petizione online.
Come e’ noto, infatti, al pari di quanto successo per la scuola, anche per l’università il green pass diventa obbligatorio. E qui la certificazione verde viene richiesta anche agli studenti, i quali senza green pass non possono frequentare in presenza i corsi universitari, né tantomeno prendere parte agli esami. Una decisione che secondo i docenti firmatari dell’appello è di natura “discriminatoria” ed è per questo che chiedono al Governo di fare un passo indietro.
Ora, depurando la posizione dalle diverse versioni, un punto sembra dirimente: se il governo vuole l’obbligo vaccinale lo disponga proponendo un d.l. e facendo approvare dal parlamento una legge secondo il dettato dell’art. 32 Cost. Imporre il green pass, senza l’obbligo vaccinale disposto con legge, è un modo surrettizio di stabilire un obbligo, pur mantenendo una facoltà di scelta. Insomma, la libertà con una mano la si dà e con l’altra la si toglie.
Da un punto di vista costituzionale è fuori discussione che esiste una facoltà di scelta tra il vaccinarsi e no, perchè la legge che rende obbligatorio il vaccino non c’è, e, pare, non la si voglia per ragioni di equilibrio politico. Per cui il green pass effettivamente appare una misura che forza la libertà di scelta pur senza obbligo di legge.
In questi termini, l’appello pare condivisibile. La riserva di legge posta dall’art. 32 cost. è - come tutte le riserve - un presidio della libertà dei cittadini, usare un marchingegno per limitarla rientra in quella purtroppo ampia gamma di furbizie con cui le autorità di governo aggirano e violano la Carta, apparentemente rispettandola.
A ben vedere, e avanzando una considerazione più generale, questa situazione pare il frutto tipico di questa stagione in cui fascisti, fascisteggianti e antifascisti stanno al governo assieme sotto l’ala protettiva di Draghi, col risultato che la Costituzione viene posta in un limbo in cui la sua violazione sostanziale prevale sul suo rigoroso rispetto.
Se il governo ritiene validi i risultati della comunità scientifica, dovrebbe, applicando con chiarezza l’art. 32, imporre l’obbligo vaccinale. Punto.

Ecco il testo dell’appello

Appello dei docenti universitari: “No al green pass”

L’appello dei docenti universitari contro la natura discriminatoria del “green pass”, per ribadire che l’Università è un luogo di inclusione e per avviare un serio e approfondito dibattito sui pericoli di una tale misura, evitando ogni forma di esclusione e di penalizzazione di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo.

Dal primo settembre per frequentare le università italiane, sostenere gli esami e seguire le lezioni si deve essere in possesso del cosiddetto “green pass”. Tale requisito deve essere valido per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti e ciò estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico.
Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia. Tutti noi, però, reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”) e con quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021, che chiarisce che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate” per diversi motivi o “che hanno scelto di non essere vaccinate”.
Nello specifico della realtà universitaria, i docenti sottoscrittori di questo pubblico appello ritengono che si debba preservare la libertà di scelta di tutti e favorire l’inclusione paritaria, in ogni sua forma. Nella situazione attuale, o si subisce il green pass, oppure si viene esclusi dalla possibilità di frequentare le aule universitarie e, nel caso dei docenti, si è sospesi dall’insegnamento: tutto questo viola quei diritti di studio e formazione che sono garantiti dalla Costituzione e rappresenta un pericoloso precedente.
In sostanza, la “tessera verde” suddivide infatti la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione).
Quella del “green pass” è una misura straordinaria, peraltro dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere.
Auspichiamo che si avvii un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto (incluse le sue fondamentali componenti amministrativa e studentesca), per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l’accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari.
Chiediamo pertanto che venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione.

Visualizza a questo link i sottoscrittori: https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/s/

PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO OCCORRE INVIARE UNA MAIL INDICANDO NOME, COGNOME, QUALIFICA, AFFERENZA (opzionale) DAL PROPRIO INDIRIZZO ISTITUZIONALE A: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
LA SOTTOSCRIZIONE VIENE RESA PUBBLICA SUL SITO: https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/s/

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



Fonte: Democrazia Oggi

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