Rosamaria Maggio

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Mi domando se coloro che ancora una volta hanno dato retta al Senatore di Rignano, defenestrando il governo Conte 2, non abbiano oggi un rigurgito nei confronti di sé stessi.
I più fanno parte di un Governo raffazzonato, che fa cose né di destra né di sinistra o a volte di destra o di sinistra. Non fa neanche quelle cosiddette riforme che pare ci chieda l’Europa…il mantra cui sembriamo credere tutti, senza sapere effettivamente quali siano e se ci sono.
In compenso, ancora dipendenti dal partitino del 2%, non sappiamo se finirà la legislatura, né abbiamo una idea istituzionale di chi mandare al Quirinale.
Si infittisce il toto nomi dal quale si è per fortuna tirato fuori il Presidente Mattarella, riportando la questione nel suo alveo costituzionale. In compenso si rincorrono idee originali, come una sorta di semipresidenzialismo di fatto con Draghi-Macron, che dal Quirinale guidi anche il Governo. Al limite del golpe. Né mi piace che Conte, in questa fase, parli di riforma costituzionale assieme a Berlusconi. Forse la bicamerale di D’Alema non gli ha insegnato nulla. Oltre tutto a fine legislatura. È vero che le riforme costituzionali si fanno con tutti, ma ai 5 stelle dovrebbe bastare quella che hanno già fatto e di cui forse per primi si sono pentiti.
Credo che in un paese serio si sarebbe dovuto tenere in piedi il Governo Conte, che stava facendo bene ciò che c’era da fare per la pandemia, che avrebbe fatto la campagna vaccinale come è stata fatta dal Governo Draghi, né più, ne’ meno.
Avrebbe anche gestito l’avvio del PNRR, di cui può vantare la paternità, forse con la capacità di frenare gli appetiti che invece ora sono allo stato brado e che impediscono al Governo di andare in una direzione ben definita, dovendo invece accontentare a destra e a manca.
E soprattutto avremo blindato Mario Draghi, che sarebbe potuto essere un giusto candidato al Quirinale, possedendo quel profilo morale ma anche politico da poter essere gradito a quasi tutto l’arco costituzionale. Non siamo più ai tempi in cui il Presidente seppur di parte, poteva essere in grado di fare il Presidente di tutti.
Ora la vedo difficile. Anche perché i problemi costituzionali non mancano.
Stando così le cose, Draghi non mi sembra possa essere eletto. Il Presidente del Consiglio dei Ministri non può essere eletto Presidente della Repubblica. Non perché la Costituzione lo vieti, ma perché se succedesse, dovrebbe dimettersi nelle mani di sé stesso per poi nominare il Presidente del Consiglio incaricato. Un evidente obbrobrio istituzionale.
La strada praticabile dovrebbe essere quindi una immediata crisi di Governo pilotata, dimissioni nelle mani di Mattarella, il quale dovrebbe dare un nuovo incarico non potendo per fortuna sciogliere le Camere. Diversamente ci troveremo in un vuoto istituzionale che per fortuna la Costituzione non prevede. Per far ciò occorre che Draghi dia la sua disponibilità all’elezione, che le forze politiche siano in grado di gestire una crisi, in questo momento di quarta ondata Covid in avanzata e di gestione del PNRR. Inoltre questa crisi dovrebbe essere aperta e chiusa in modo fulmineo. Che non è certo nella prassi del nostro paese.
Continuo quindi a ritenere che sia stata una follia la crisi del Conte 2, con la soluzione Draghi acclamata a gran voce. Forse lo stesso Mattarella non aveva valutato a sufficienza l’evoluzione di quella scelta, per non ottenere nulla di speciale se non qualcosa che sarebbe stato raggiunto ugualmente. Abbiamo solo vissuto della rendita di posizione derivante dalla figura di Draghi sul piano internazionale e ci siamo incartati.
Ora sarebbe più prudente individuare una qualche figura super partes. Sono certa che nel nostro paese non manchino figure di alto profilo. Mi auguro che questo politica sia in grado di individuarla.

Fonte: Democrazia Oggi

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