Paolo Pubusa a domanda risponde

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Il Consiglio di Stato con una decisione “esplosiva”, in riforma della sentenza del Tar Sardegna, che l’aveva rigettato, ha accolto il ricorso presentato da Italia Nostra, Unione Sindacale di Base per la Regione Sardegna e Associazione Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus. I giudici di Palazzo Spada hanno annullato l’autorizzazione alla RWM, rilasciata dalla Regione e dal Comune di Iglesias, di raddoppio degli impianti in agro Domusnovas-Iglesias.
Ne parliamo con Paolo Pubusa, uno dei difensori delle associazioni.

D.- Il Consiglio di Stato ha in primo luogo affermato la sussistenza della legittimanzione ad agire in capo a tutte le appellanti, Italia Nostra, Unione Sindacale di Base per la Regione Sardegna e Associazione Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus…
R.- Il Comune di Iglesias aveva tentato di paralizzare il ricorso eccependo la mancanza di legittimazione ad agire delle associazioni, ma i giudici di Palazzo Spada, dopo un attento esame degli Statuti, hanno dichiarato tutte le associazioni abilitate a impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente davanti ai giudici amministrativi. Un precedente importante anche per altri futuri ricorsi.

D. - Nel merito hanno poi accolto l’appello…
R.- Sì, il Consiglio ha accolto l’appello con il quale le associazioni hanno sostenuto che avrebbero dovuto essere sottoposti a VIA - Valutazione d’impatto ambientale - obbligatoria sia il progetto di ampliamento dello stabilimento RWM con la realizzazione dei due nuovi reparti R200 ed R210, sia la realizzazione del Campo Prove 140.

D.- Su quali basi il Consiglio di Stato ha deciso?
R.- Ha richiamato le Linee Guida europee in materia, ed affermato, in conseguenza, il divieto di artificioso frazionamento del progetto per evitare la sottoposizione a VIA…

D.- RWM sosteneva altresì che a Domunovas non c’è attività chimica. Le materie importate dal continente e dall’estero verrebbero solo assemblate…
R.- Quanto all’attività svolta dalla soc. RWM nell’impianto di Domusnovas-Iglesias, il Consiglio di Stato ha rilevato che lo stabilimento costituisce un “impianto chimico integrato per la produzione di esplosivi” in quanto al suo interno si svolgono processi di reazione chimica; alla luce di tale presupposto il Consiglio di Stato ha affermato che la realizzazione dei reparti R200 e R210 doveva essere sottoposta a VIA, e  non lo è stato.

D. Il Tar Sardegna invece aveva ritenuto il contrario…
R.- In effetti il consulente tecnico del Tar aveva negato che si svolgessero processi di trasformazione chimica, ad eccezione di un caso, ma la normativa europea ritiene che l’impiano sia “chimico” ai fini della necessità della Via, ancorché nello stabilimento si svolga anche un solo processo chimico. Quindi, in base alla normativa europea, il consulente d’ufficio aveva ammesso la natura chimica dello stabilimento.

D.- E sulla furberia di RWM, che, per scansare la VIA, ha frazionato il suo progetto di ampliamento in tante piccole unità?
R.- Come detto, il Consiglio di Stato ha applicato le Linee Guida europee che stabiliscono il divieto di artificioso frazionamento del progetto per evitare la sottoposizione a VIA… Il principio è stato applicato anche al Campo prove 140, considerato parte integrante dell’impianto, nel quale si svolge una fase necessaria del processo produttivo, consistente nel testare i materiali impiegati e prodotti nello stabilimento. In detto Campo prove, chiarisce il Consiglio di Stato, verrà garantita una fase di controllo indispensabile all’intero ciclo produttivo. Insomma i giudici di Palazzo Spada non hanno creduto al giochino di prestigio messo in scena da RWM, che invece ha “incantato” la Regione e il Comune di Iglesias.

D. - Chiaro. Quali sono le conseguenze di queste argomentazioni del giudice d’appello?
R.- Sono stati annullati il Provvedimento Unico n. 82 del 9 novembre 2018 del Comune di Iglesias, con il quale la società RWM Italia S.p.A. è stata autorizzata alla realizzazione del Reparto R200 e del Reparto R210, nonchè la Delibera G.R. n. 3/26 del 15 gennaio 2019 con cui la Regione Sardegna ha deliberato di non sottoporre a VIA il procedimento di autorizzazione del Campo Prove 140.

D. Pare che RWM, imprudentemente e con incredibile sicumera, abbia già realizzato gran parte del nuovo stabilimento. Cosa succede ora?
R.- Questo stabilimento nuovo ora è privo di titolo edilizio, è abusivo perché l’annullamento produce effetto retroattivo, è come se la RWM avesse costruito senza autorizzazione…

D.- E quindi qual è la sorte di questa costruzione?
R.- Presto detto: dev’essere demolita. Il Comune deve emettere un’ordinanza di sospensione dei lavori e di demolizione di quanto realizzato…

D.- E se la RWM fa la prepotente e non ottempera e il Comune sta inerte?
R.- Avvieremo il giudizio di ottemperanza, l’esecuzione amministrativa, molto efficace perché il Consiglio di Stato, in caso di persistente inadempimento anche del Comune, nominerà un commissario ad acta, ossia una persona che dovrà sostituirsi al Comune di Iglesias nel disporre la demolizione…

D.- Probabilmente la battaglia legale non è finita…
R.- Sicuramente, ma le associazioni e noi non molliamo, vogliamo andare fino in fondo…

D. Ho capito fino alle fondamenta…
R.- Esatto, proprio così.

Fonte: Democrazia Oggi

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