Rosamaria Maggio

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In questa elezione del Presidente della Repubblica stiamo assistendo a diversi inediti.
Nei vari interventi di opinionisti e giuristi, non ho letto alcuna riflessione che avesse a che fare con i problemi istituzionali ai quali stiamo assistendo.
Intanto, mai si sono viste, in passato, autocandidature con conta di voti da parte di leader politici, ne’ autocandidature di Presidenti del Consiglio in carica.
Nel mio piccolo di insegnante di Diritto Costituzionale nelle scuole superiori, credo che se fossi stata ancora a scuola mi sarei sentita fare dai giovani cittadini-studenti alcune domande di fuoco ineludibili.
In base alla nostra Costituzione può essere eletto Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio dei Ministri in carica?
Dovrebbe forse rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica ancora in carica per pochi giorni, prima della votazione?
Ed in questo caso, il Presidente della Repubblica dovrebbe conferire l’incarico di formare un nuovo Governo e proseguire nelle consultazioni fino alla fiducia del Parlamento?
Ma pochi giorni di mandato del vecchio Presidente della Repubblica non sarebbero sufficienti.
Ed allora il nuovo Presidente dovrebbe/potrebbe proseguire le consultazioni fino al giuramento?
Ci troveremmo di fronte ad una crisi di Governo inedita, aperta con un Presidente della Repubblica, proseguita con un altro.
Le domande di questo tenore potrebbero essere molte ancora.
Le consultazioni portate avanti dall’attuale Presidente del Consiglio con le maggiori forze di governo, per quanto negate dalle stesse forze politiche, sembrerebbero dirette da un lato a sostenere l’autocandidatura di Draghi stesso e dall’altra a ipotizzare nuovi scenari governativi, con un altro Presidente del Consiglio ed un nuovo Governo contrattato con le stesse forze di governo e l’attuale primo ministro, in pole position per il Colle.
Ma quindi, il prossimo Presidente del Consiglio ed i ministri sarebbero in un pacchetto in cui l’attuale capo di governo ed il leader dei partiti avrebbero un ruolo essenziale?
Ed il Prossimo Presidente del Consiglio sarebbe un fantoccio eterodiretto, magari dal nuovo Presidente della Repubblica, senza alcun potere decisionale?
Ci troveremmo di fronte ad un Presidenzialismo strisciante a Costituzione invariata? Quasi un golpe!
Ed allora mi chiedo, ma circa un anno fa Mattarella, Draghi e tutti “i migliori”, non avevano pensato a questo? Ed il Senatore di Rignano, che volgarmente si vanta di aver fatto la grande operazione politica di “mandare a casa Conte”, non ci aveva pensato?
E tutti i giornalisti che si sono sperticati nell’entusiasmo per il governo Draghi, non hanno un rigurgito di onestà intellettuale?
La soluzione più in linea con le regole mi sembrerebbe essere, a questo punto, di lasciare il Governo così com’è, cosa che garantirebbe la tenuta della maggioranza, la prosecuzione della gestione della pandemia e del PNRR senza troppi scossoni, trovando un accordo su un Presidente condiviso e votabile con una maggioranza qualificata.

Fonte: Democrazia Oggi

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