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Il 3 dicembre si terrà il Consiglio direttivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale (CDC) per rilanciarne l’azione in questa fase di grave difficoltà.
In vista di tale appuntamento i compagni  Sergio Bagnasco (CDC Piemonte), Vincenzo De Robertis (CDC Puglia), Claudia Mazzilli (CDC Puglia), Pietro Morace (CDC Lombardia), Mina Polinesiani (CDC Piemonte), Geni Sardo (CDC Trieste), Walter Tucci (CDC Lazio) hanno diffuso degli appunti per stimolare la riflessione anche nei centri periferici. Eccoli.

In questa difficile fase della vita nazionale e di attacco esplicito alla Costituzione e con il depotenziamento dei valori costituzionali a seguito di una evidente politica di inattuazione della Carta nasce  necessità di dotarci di strumenti e modalità di lavoro che possano rendere più efficace il nostro impegno ed il lavoro nei territori.
Il CDC non è un partito e crediamo che nessuno oggi desideri trasformarlo in partito, anche memori dei danni provocati dai tentativi portati avanti dopo il referendum del ’16.
Siamo una Associazione di persone libere, ciascuna con la propria sensibilità, storia e appartenenza politica … ma unite dalla comune volontà di contribuire a rendere possibile l’attuazione della Costituzione e difenderla da ogni tentativo di deformarla.
Alle proposte operative abbiamo voluto premettere gli elementi fondativi della nostra associazione al fine di renderne più evidente la coerenza con la  loro origine.

IL NOSTRO OBIETTIVO
Attuare la Costituzione deve a nostro avviso essere l’obiettivo del nostro agire; ogni proposta, ogni iniziativa deve essere finalizzata ad attuare la Costituzione nei sui principi fondamentali e nella sua visione programmatica dei rapporti economici e sociali.
Attuare la Costituzione non significa trattare la Costituzione come un Totem, ma essere consapevoli che per attuarla occorre prendere l’iniziativa e non solo mobilitarci quando qualcuno vuole deformare la Costituzione.
Questo per noi è il faro con cui illuminare le contingenze politiche, sociali, economiche che dettano l’agenda, per mettere in evidenza nel nostro agire i principi fondamentali e la visione programmatica della Costituzione. Ragion per cui la legge elettorale e l’autonomia differenziata sono senza dubbio due priorità.

Da qualche decennio assistiamo alla costante erosione del tasso di partecipazione alla politica e alla vita dei partiti, attraverso cui si dovrebbero scegliere i rappresentanti politici, tanto da indurci a interrogarci sulla crisi della democrazia rappresentativa. Forse, dovremmo interrogarci sulla crisi di rappresentazione, cioè sulla rappresentazione della realtà che viene offerta, sulla soggettività, superficialità e distorsione dei media, che costituiscono aspetti imprescindibili della crisi di rappresentanza.
La crisi di rappresentanza dovrebbe indurre a modifiche costituzionali che rafforzino il rapporto tra rappresentati e rappresentanti, che rafforzino il pluralismo e il dissenso, senza il quale non ci sarebbe democrazia, che tutelino le minoranze, perché ogni costituzionalismo è sempre nato affinché una maggioranza o la maggiore minoranza non prevaricasse le minoranze.
Modificare la Costituzione è possibile ed il CDC dovrebbe farsene promotore  per il miglioramento degli equilibri istituzionali nell’interesse dei cittadini, del pluralismo, della democrazia.

IL NOSTRO APPROCCIO CULTURALE
Il nostro approccio culturale a ogni tema deve essere laico, scevro da ogni retorica, da ogni faziosità. Serve un atteggiamento critico che non demonizzi e non santifichi. Serve consapevolezza.
Dovremmo rinunciare a qualsiasi forma di retorica, per privilegiare l’analisi storica e la consapevolezza della funzione della Costituzione, che deve essere al servizio di tutti e non servire interessi di parte.
Per sostenere un’idea non è necessario demolire quella altrui; più efficace cogliere l’opportunità con i propri argomenti di portare il confronto su un livello più alto di generale interesse. Ogni volta che assumiamo una posizione opposta a quella di altri rischiamo lo scontro, ma se nella posizione avversa riusciamo a scorgere l’opportunità per spostare il confronto su un livello più alto che richiami i principi e i dettati Costituzionali, per ridefinire i rapporti e gli equilibri … possiamo evitare il braccio di ferro e unire le forze su un obiettivo costituzionale di generale interesse che possa coinvolgere ogni cittadino.
Il nostro approccio culturale, coerente con la Costituzione, non può prescindere dall’analisi dei temi e dalla ricerca di idonee scelte comunicative.
Analisi dei Temi - Ogni tema deve essere adeguatamente analizzato con metodo oggettivo. Le nostre posizioni devono essere supportate da argomentazioni e ragionamenti, non da posizioni preconcette, pregiudizi o preferenze soggettive.
Restare fermi alla superficie dei problemi rischia di contribuire solo a produrre conflitti.   Lo scontro tra schieramenti rischia sempre di trascendere in scontro tra tifoserie, con l’elevata probabilità di restare ingessati o che si finisca per trovare una soluzione che non soddisfa nessuno, come avviene da tre decenni in Italia sul tema elettorale.
Non basta sostenere il proporzionale, senza andare oltre questo termine in sé poco significativo, se non si coniuga con gli altri aspetti elettorali. Spagna e Paesi Bassi adottano entrambi sistemi proporzionali, ma mentre il sistema dei Paesi Bassi consente un’amplissima rappresentatività, lo stesso non avviene in Spagna. Perché?
Va dunque non solo specificato che noi siamo per il proporzionale puro con la preferenza e con poche circoscrizioni, ancor più oggi con il taglio dei parlamentari che con l’attuale legge elettorale comporta soglie implicite elevatissime, ma occorre anche spiegare che la legge elettorale deve essere coerente con il sistema costituzionale perché possa concorrere alla stabilità politica. E nel nostro contesto istituzionale e politico, dove chi ha la maggioranza del Parlamento controlla l’Esecutivo, dispone dei Regolamenti parlamentari dai quali dipende il ruolo delle opposizioni, determina l’elezione del Presidente della Repubblica, condiziona la Corte Costituzionale, può modificare la Costituzione senza nemmeno la certezza di un referendum confermativo, è evidente che il proporzionale è più tutelante per tutti, mentre il maggioritario può costituire un pericolo.
L’analisi e l’approfondimento è un pre-requisito per combattere il populismo e chiunque speculi sulle paure e sul desiderio viscerale di cambiamento … senza considerare che il cambiamento può essere anche in peggio.
Scelte Comunicative - La scelta delle parole e degli argomenti deve essere fatta con estrema attenzione perché ogni argomento può trasformarsi in un boomerang.
In ogni iniziativa politica hanno un peso notevole gli slogan con cui si cerca di catturare l’attenzione dell’opinione pubblica, ma occorre utilizzare parole e concetti senza fare alcuna concessione alla faziosità o alla tentazione di delegittimare l’avversario. Se l’avversario costituisce un pericolo per la democrazia, allora l’azione politica deve essere finalizzata a consolidare la democrazia e i suoi istituti di garanzia, diversamente è come gridare al lupo e spalancare le porte dell’ovile. In altri termini, si perde ogni credibilità.
Bisogna, quindi, prediligere una comunicazione assertiva evitando la contrapposizione fine a se stessa.

ORGANIZZIAMO LA NOSTRA AZIONE
Il nostro impegno deve sempre condurre a iniziative pratiche e operative che consentano lo sviluppo della consapevolezza, della conoscenza, della cultura democratica e costituzionale.
Dobbiamo agire per coinvolgere tutte le persone che si sono avvicinate e mobilitate nei Comitati CDC per la difesa della democrazia costituzionale, bisogna agire perché i Comitati territoriali partecipino alla crescita della cultura e della consapevolezza costituzionale. Inoltre, è necessario agire perché l’ampia rete di collaborazione e partecipazione dei comitati locali, con associazioni e organizzazioni impegnate su temi sociali e culturali, diventi una risorsa in collegamento con le capacità relazionali del centro.
E’ necessario adottare un metodo di lavoro bidirezionale: dalla periferia al centro e viceversa il cui cardine è rappresentato dal Consiglio Direttivo con i rappresentanti regionali e le personalità culturali e accademiche che ne fanno parte.
Svolgere questo ruolo con la chiarezza dell’obiettivo e dell’approccio culturale, richiede che il Consiglio Direttivo ottimizzi la sue modalità di lavoro per favorire un omogeneo processo analitico e decisionale.
Proposte - Con le finalità esposte indichiamo alcune punti di ottimizzazione.
Sviluppare l’analisi e l’approfondimento con gruppi di lavoro su specifici temi, utilizzando le ampie competenze presenti nel Direttivo, aperti alle esperienze e componenti dei comitati locali.
I Gruppi di lavoro hanno la finalità di approfondire determinati temi realizzando materiali che possano essere utili a ogni Comitato locale per la propria azione sul territorio. Aiuterebbero a creare un linguaggio comune e a sviluppare logiche comunicative condivise. Non basta essere per qualcosa o contro qualcosa se non si posseggono gli argomenti per sostenere una determinata tesi. Non possiamo trasformarci tutti in docenti universitari, ma non possiamo nemmeno contribuire alla difesa della Costituzione e alla diffusione della cultura costituzionale trincerandosi dietro slogan, bandierine e giudizi tranchant.
Riteniamo necessari i gruppi di lavoro sui seguenti temi:
- legge elettorale - La legge elettorale è uno strumento necessario per la formazione del più importante organo costituzionale: il Parlamento. Evidente dunque che ogni legge elettorale va valutata all’interno del sistema istituzionale di cui è al servizio. La comprensione della funzione della legge elettorale e dei meccanismi tecnici che caratterizzano ogni legge elettorale aiuterà a uscire dalla trentennale improduttiva contrapposizione tra chi sostiene il proporzionale e chi invece sostiene il maggioritario, comprendendo che, al di là della formula elettorale adottata, per elaborare la legge elettorale è necessario un livello più alto di consapevolezza istituzionale, cosa che le forze politiche non hanno saputo fare dopo il referendum del 1993. Se manca tutto ciò, saremo condannati ai giudizi da bar sport del tipo “il mattarellum ha funzionato”, “io sono per il maggioritario”, “l’importante è che il prossimo governo sia scelto dagli elettori” (nell’ordine, Enrico Letta, Stefano Bonaccini, Giorgia Meloni).
autonomia differenziata – Siamo tutti consapevoli dei rischi che l’attuazione pratica di quanto previsto dal 3° comma dell’art. 116 della Cost. può comportare rispetto all’unità della Repubblica e allo spirito solidaristico che è un dovere costituzionale e non un optional, ciò nonostante va ricordato che la Costituzione da sempre prevede due regimi regionali e funzioni legislative in capo alle regioni e non possiamo ignorare che la riforma del 2001 ha costituzionalizzato la competenza esclusiva dello Stato nel definire i livelli essenziali delle prestazioni per garantire i diritti sociali e civili, aggiungendo (art. 120) che il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni al fine di tutelare i livelli essenziali delle prestazioni in ogni parte del territorio, rafforzando anche quanto già previsto all’art. 119 della Carta del 1947 con l’istituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale, in aggiunta alle risorse aggiuntive assegnate per rimuovere gli squilibri economici e sociali. La consapevolezza della complessità del binomio Stato-Regioni può aiutare a fare scelte comunicative adeguate evitando di cadere per l’ennesima volta nella trappola dei Pro e dei Contro, dei regionalisti e degli statalisti.
Strumenti comunicativi - Attualmente la frequentazione degli strumenti di comunicazione centrali (pagina facebook e sito) è scarsa, per contro sono attive molte pagine locali con buona partecipazione oltretutto in un ampio panorama di altri strumenti e di esperienze locali.  Crediamo sia necessario che un qualificato gruppo di lavoro, operando la mappatura delle realtà e competenze locali, elabori delle proposte di modalità e strumenti per una migliore penetrazione della comunicazione che unisca il centro e la periferia con una più ampia e articolata, ma unitaria azione del CDC.
Attualità politica-legislativa - Il CDC, per la sua relativa consistenza, potendosi attivare con un criterio di priorità solo su alcune campagne, crediamo abbia il dovere di prendere posizione sull’attualità politica-legislativa e disponibile ad aderire ad iniziative promosse da altri.  La nostra posizione o adesione però non deve essere di parte, ma deve avere la sua ragione nel riferimento ai Principi e dettati costituzionali contribuendo a rendere VIVA la Carta e non reliquia di un’altra epoca.  Le proposte di questo gruppo di lavoro su prese di posizione ed adesioni devono essere portate alla discussione e decisione del Direttivo.
Svolgere una funzione formativa con seminari di cultura costituzionale nella evoluzione storica della sua applicazione legislativa con particolare riferimento ai “Principi Fondamentali”
Dare continuità al lavoro del Direttivo con periodicità delle riunioni - di norma una volta al mese - favorendo la più ampia partecipazione in giornate e orari utili anche per chi lavora.  Programmare sia riunioni operative  su singoli specifici temi sulla base anche dei contributi dei gruppi di lavoro, sia riunioni di analisi generale sulla situazione istituzionale, politica e sociale e seminari formativi-informativi con libera partecipazione.
Dare attuazione alla parità di genere deve essere centrale nel nostro agire, nel nostro linguaggio e nella composizione dei nostri organi statutari; non come riconoscimento di quote rosa, ma come necessario equilibrato confronto delle diverse sensibilità di genere.
Procedere all’aggiornamento della mappatura dei comitati locali, della loro consistenza e operatività; a un sondaggio tra gli iscritti nella mailing list nazionale per comprendere il grado di interesse verso specifiche problematiche.

Fonte: Democrazia Oggi

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