Roberto Mirasola

scpfc-27-04-21

 

La Scuola di Cultura Politica Francesco Cocco prosegue con i suoi incontri, aprendo martedì 27 aprile un nuovo ciclo dal titolo: “Economia e Sviluppo Locale”. Si inizia con “Le politiche del credito” , relatori i presidenti dei presidenti del Banco di Sardegna e della Banca di Cagliari.
Ecco la presentazione dell’evento di Roberto Mirasola, moderatore del dibattito.

Proprio l’amore per la nostra terra ci induce in questo periodo a sviluppare l’argomento del credito alle imprese, la gestione della stabilità finanziaria, gli strumenti innovativi per il sostegno all’economia ed è per questo che vogliamo parlarne con i rappresentanti delle due realtà bancarie maggiormente legate al nostro territorio, l’Avvocato Antonio Arru, Presidente del Banco di Sardegna ed il Prof. Aldo Pavan Presidente della Banca di Cagliari. L’impatto che il Covid sars 19 ha avuto sull’economia è stato, se vogliamo usare un eufemismo, dirompente. Il sole24ore, facendo riferimento a dati Istat, parla di un crollo della domanda interna a livello nazionale del 12,3%, riportando i consumi indietro nel tempo al 1997. Uno dei settori più colpiti, ma questo non dovrebbe sorprendere, è quello ricettizio.  Pagano un conto salato i consumi turistici, gli alberghi e i ristoranti. Con un calo reale pari al 40%. Di fronte all’incertezza dilagante le famiglie hanno preferito incrementare la quota del loro reddito destinata al risparmio, ma il crollo dei redditi sia di lavoro dipendente che di impresa è stato rilevante. I dati relativi all’economia regionale non sono migliori, anche per l’importanza che il settore ricettizio ha nel complesso dell’economia sarda a partire dal turismo dove forte è stato il crollo dei turisti in particolare stranieri. Ma il calo secondo i dati della Banca d’Italia, riguarda anche il settore dei prodotti da raffinazione del petrolio, la chimica e altri ancora. Settori per la verità già in crisi ancor prima della pandemia. Anche le previsioni della CNA regionale non sono incoraggianti: un’impresa su cinque ha subito perdite superiori al 50% del fatturato con grossi problemi di liquidità. Tra giugno e novembre 2020 il 39% delle imprese sarde ha fatto ricorso a nuovo indebitamento bancario con un forte rischio di una intensa restrizione del mercato del credito nonostante le aziende siano in forte crisi di liquidità. D’altro canto, il sistema bancario ha registrato nel 2020 la percentuale più alta di crediti deteriorati nel panorama nazionale. Preoccupano in particolare la tenuta delle piccole e medie imprese e delle microimprese, che rappresentano la maggioranza del tessuto imprenditoriale sardo. Confesercenti parla di un rischio chiusura per 1,5/2 mila imprese con conseguenze drammatiche sul piano occupazionale con ripercussioni anche sulla vocazione auto imprenditoriale di un numero crescente di Sardi. L’importanza della funzione del credito alle imprese di fronte allo scenario descritto è essenziale per tamponare i problemi di liquidità delle stesse, così come risulta essere fondamentale avere la  possibilità di finanziare i necessari investimenti per rimettere in moto il motore economico. Lo scenario Europeo sta assumendo connotazioni differenti avendo non più all’ordine del giorno le penalizzanti politiche dell’austerity ma la consapevolezza che il sostegno con interventi eccezionali come i fondi della nex generation eu possa far ripartire un’economia a tratti agonizzante. Quali saranno le politiche del credito che le banche introdurranno? La risposta alla crisi finanziaria del 2007 fu una più attenta valutazione del profilo di rischio generato dall’attività creditizia e, quindi, un più prudente approccio all’erogazione di prestiti a privati e imprese. Oggi questo appare insufficiente e si dovrà osare di più.

References

  1. ^25 aprile. ANPI Cagliari. Perché arrendersi non è possibile (www.democraziaoggi.it)
  2. ^Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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