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Ecco un contrinuto al webinar di oggi sul credito come fattore di sviluppo della Sardegna.

Mariella Montixi

Faccio questo mio intervento nella duplice veste di componente della scuola di cultura politica ma anche direttrice amministrativa di una realtà imprenditoriale radicata nel territorio sardo, e proprio da questa esperienza vissuta quotidianamente in prima persona mi sento di sollevare qualche quesito.
Gli ospiti del webinar di oggi presiedono due banche che rivestono ruoli centrali sia nella realtà isolana che in quella del capoluogo. Quando parlo per esempio di Banco di Sardegna, nonostante tutti sappiamo che la proprietà è ora in capo alla BPER, il cuore e l’anima sono ancora in Sardegna ed a me piace pensare ancora ad una banca dei Sardi, che lavora affianco ai Sardi e che consente loro di crescere e intraprendere nuove attività imprenditoriali.
Si intravede una timida speranza di ripresa e vi è fiducia che la campagna vaccinale porti la cosiddetta immunità di gregge con conseguente riapertura “duratura” di tutte le attività commerciali  ed ora più che mai vi è la necessità di intervenire affinché  le aziende superino questo momento di crisi e riescano a risanare i loro bilanci. Le necessarie misure adottate per contenere la diffusione del virus hanno prodotto conseguenze economiche e sociali che hanno indotto pesanti cali di fatturato e redditività con conseguente aumento di indebitamento ed erosione di patrimoni aziendali.
Noi in Sardegna siamo in estrema sofferenza, ci sono problemi strutturali  che vanno a sommarsi agli effetti della pandemia, per uscire dalla crisi abbiamo bisogno non solo  di una iniezione di fiducia ma di  un reale sostegno che faccia ripartire la nostra economia, il tessuto produttivo della nostra isola è costituito per la maggior parte da piccole e micro imprese alcune a conduzione familiare e talvolta anche solo predisporre la documentazione per l’accesso al credito diventa  oneroso e gravoso,  forse c’è bisogno di più sprint, di meno burocrazia, di accelerazioni che consentano agli imprenditori di non dover anticipare somme che tolgono liquidità destinate alla produzione.
Una piccola impresa su tre oggi è in vita solo grazie ai prestiti garantiti da Medio Credito Centrale, il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che sostituendo le garanzie particolarmente onerose degli istituti bancari e accelerando i tempi di istruttoria ed erogazione dei finanziamenti ha dato in parte respiro alle aziende, spesso poco capitalizzate, che in molti casi hanno difficoltà di accesso alle forme di finanziamento. In queste circostanze gli Istituti di Credito operano come cinghia di trasmissione delle decisioni governative, così come nelle attuazioni di momentanee sospensioni delle rate di mutui e prestiti , le cosiddette moratorie.
Su questo punto mi sentirei di porre ai nostri interlocutori alcuni domande:
1. Che possibilità ci sono che si possano concedere delle proroghe di moratorie o nuove moratorie per i clienti ancora in stato di sofferenza a causa della pandemia?
2. Perché allo stato attuale in alcune banche vi è solo la possibilità di moratoria ordinaria con conseguente classificazione di “cliente in difficoltà” con peggioramento del rating e scarso accesso a nuovi investimenti?
3. Quanto è alta la probabilità che un cliente classificato attualmente come “in stato di difficoltà” a causa della situazione epidemiologica attuale abbia ripercussioni future nelle eventuali successive richieste di accesso al credito una volta terminato lo stato di emergenza dovuto alla pandemia?
4. E’ vero che alcuni istituti di credito facciano pressione verso i loro clienti inducendoli a rinunziare alle sospensioni paventando un deterioramento del rating con conseguente peggioramento dei tassi e delle commissioni?
Le banche a mio avviso devono porsi come partner dell’impresa, non devono avere paura di scommettere sul tessuto imprenditoriale, devono farsi parte integrante di una ripresa di cui loro stesse ne trarranno beneficio, devono lavorare in sinergia con gli imprenditori che hanno necessità oltre che di maggior sicurezza anche di supporto pratico durante l’adeguamento di modelli aziendali volti alla ripresa delle loro attività al fine di aumentare l’efficienza e l’efficacia dei finanziamenti ottenuti.  Una sana crescita economica della Regione che vede il sistema creditizio pilastro della rinascita porterà sempre di più un consolidamento tra aziende e sistema bancario isolano. La sfida che ora più che mai si richiede al sistema bancario è quello di progettare dei supporti finanziari pratici, smart ed a misura di aziende che abbiamo una duplice funzione, quella di sostenerle in questo momento di impasse e quella di farle sviluppare, crescere, creare posti di lavoro.
Nell’ottica di una ripresa e del raggiungimento di una economia solida, quanta influenza ha e può avere il sistema bancario e creditizio?
Perché non convogliare l’enorme risparmio accumulato nella fase covid verso l’investimento produttivo e soprattutto verse le aziende che hanno necessità di risorse per sopravvivere?

References

  1. ^Quale credito per lo sviluppo della Sardegna? (www.democraziaoggi.it)
  2. ^Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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