Andrea Pubusa

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Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“. Quando ho studiato la Carta e poi l’ho con passione insegnata nei corsi di Diritto pubblico ho sempre detto che “tutti” vuol dire tutti, proprio tutti: cittadini, stranieri, apolidi, operai, professori, ristoratori, baristi, pastori, contadini, calciatori, mendicanti e tutti gli altri. Tutti! Ora apprendo che una ministra della Repubblica annuncia azioni di responsabilità nei riguardi di una vicequestora che ad una manifestazione, come libera cittadina, ha affermato che l’obbligo di green pass confligge col dettato costituzionale. E’ una sua opinione, che, giusta o sbagliata che sia, può essere liberamente manifestata. Art. 21, primo comma! E può esserlo nel corso di una manifestazione, posto che, sempre secondo l’art 21, il pensiero può essere espresso “con la parola… e ogni altro mezzo di diffusione”.
Del resto, la vicequestora è in buona compagnia. Barbero, ad esempio, ha detto la stessa cosa, e cioè che con legge si può obbligare al vaccino, ma che il green pass è un modo surrettizio per imporre tale obbligo. Certo, appare contraddittorio non vincolare al vaccino con legge e quindi dare la facoltà, ossia la libertà, di vaccinarsi o no, e poi dall’omissione del vaccino far discendere la limitazione di libertà o attività importanti. Dall’esercizio di una libertà non può farsi discendere una sanzione. E’ una questione di linearità, che il legislatore dovrebbe avere.
E’ giusto? E’ sbagliato fare queste considerazioni? Chissà. La discussione pubblica è aperta. Può un cittadino, che fa di mestiere il vicequestore, partecipare al dibattito, esprimendo la sua opinione? Rientra o no in quel “tutti” dell’art. 21? Perdoni la ministra dell’interno, ma pare proprio di sì. La vicequestora può.
Altra cosa sarebbe se, in servizio, il pubblico ufficiale omettesse di controllare il possesso del green pass, quando dovuto, in ossequio alla sua opinione e violando le norme e le disposizioni superiori. Ma un’opinione, correttamente espressa, non viola nulla, anzi! arricchisce la discussione.
Finalmente una bella poliziotta si richiama alla Costituzione e vogliamo anche punirla? Suvvia, signora ministra!

Fonte: Democrazia Oggi

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