“Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

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Egregio Presidente del Parlamento Europeo on. David Sassoli,
come molte altre persone che le hanno scritto nei giorni scorsi per sollecitare un impegno suo, del Parlamento Europeo e dell’Unione Europea per la liberazione di Leonard Peltier, da oltre quarant’anni detenuto innocente per delitti che non ha commesso, ho ricevuto ieri una stravagante lettera da un anonimo burocrate di una tale “Unita’ Richieste di informazioni dei cittadini del Parlamento europeo”, lettera che allego in calce.
L’anonimo estensore afferma che la citata “Unita’” e’ stata delegata (non e’ specificato da chi) a rispondere in sua vece. Ignoro se lei ne sia informato.
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Egregio Presidente del Parlamento Europeo on. David Sassoli,
l’anonima lettera scritta da qualcun altro al suo posto (e mi sia lecito dubitare che lei ne abbia visto ed approvato il grottesco contenuto) esordisce con alcune amene banalita’ (all’incirca: che lei, on. Sassoli, non e’ il Presidente dell’America ne’ il sovrano del Sacro Romano Impero) che nulla hanno a che vedere con la richiesta che nelle nostre lettere le ponevamo.
Poi prosegue riportando sinteticamente, ed ignoro quanto fedelmente, una dichiarazione del 2015 attribuita all’on. Mogherini (definita goffamente come “ex capo della diplomazia UE”, volendo intendere che all’epoca era l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza) che riporto testualmente: “la sig.ra Mogherini ha affermato di non essere a conoscenza di alcun nesso tra l’attivismo politico di Peltier e la sua incriminazione e condanna per omicidio, e nemmeno con il rifiuto della sua richiesta di liberta’ condizionale”.
Questa affermazione e’ a dir poco scandalosa e inquietante.
E valga il vero.
Leonard Peltier e’ detenuto per essere stato condannato nel 1977 a due ergastoli per la morte di due agenti dell’FBI avvenuta il 26 giugno 1975 nella riserva indiana di Pine Ridge (Sud Dakota) nel corso di un conflitto a fuoco in cui mori’ anche un indiano, per l’uccisione del quale nessun procedimento giudiziario e’ mai stato avviato.
E’ noto che negli anni e nei mesi precedenti in quella riserva erano stati aggrediti e uccisi molti indiani che si battevano per difendere la loro terra dalle mire delle multinazionali estrattive che volevano appropriarsene. La famigerata polizia privata dell’altrettanto famigerato vassallo locale Richard (Dick) Wilson, con la complicita’ del Bureau of Indian Affairs e del Federal Bureau of Investigation, stava attuando una politica di persecuzione che aveva messo capo a veri e propri omicidi politici degli indiani che difendevano la Madre Terra dalle scellerate intenzioni speculative, inquinanti ed irreversibilmente distruttive.
Quel 26 giugno 1975 il conflitto a fuoco fu, da parte degli indiani, un flagrante caso di legittima difesa, come giudico’ il tribunale statunitense che successivamente assolse due degli indiani che per difendere le proprie vite resistettero con le armi in pugno all’attacco da parte delle polizie private e pubbliche impegnate nella persecuzione e negli omicidi mirati degli indiani che difendevano i loro diritti umani, le loro vite, la Madre Terra.
Leonard Peltier non uccise i due agenti dell’FBI.
Le cosiddette prove e le cosiddette testimonianze contro di lui furono dimostrate false. Inequivocabilmente false. Definitivamente false. Lo riconoscono anche i suoi accusatori. Lo riconoscono anche i magistrati che pure lo hanno incredibilmente condannato.
Ma non solo le cosiddette prove e le cosiddette testimonianze sono risultate false: vi e’ anche la confessione resa anni dopo dal vero uccisore dei due agenti durante il conflitto a fuoco: confessione piu’ volte ripetuta e raccolta la prima volta il 17 febbraio 1990 e successivamente pubblicata dall’illustre scrittore Peter Matthiessen nella seconda edizione del suo libro sulla vicenda di Leonard Peltier, un libro fondamentale disponibile anche in edizione italiana. Peraltro la confessione del vero uccisore e’ stata confermata da chi era presente. Lo stesso Leonard Peltier aveva visto chi aveva sparato e colpito gli agenti, ma non ha mai voluto denunciare un’altra persona (che aveva agito per evidentissima legittima difesa) per salvare se stesso dall’ergastolo.
Cosicche’ Leonard Peltier e’ del tutto innocente di quelle uccisioni a lui ascritte. Chiunque si e’ occupato della sua vicenda lo sa. Lo sapevano e lo sanno i suoi accusatori, lo sapevano e lo sanno i suoi giudici, lo sapevano e lo sanno i Presidenti degli Stati Uniti d’America da allora succedutisi alla Casa Bianca che fin qui mai hanno voluto compiere un doveroso atto non di clemenza, ma di giustizia; che fin qui mai hanno voluto con atto presidenziale restituire la liberta’ a Leonard Peltier. Che in questa drammatica vicenda e’ semplicemente un eroe dell’umanita’ intera, che in questa vicenda e’ l’umanita’ come dovrebbe essere.
Nelson Mandela, il Dalai Lama, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu’, innumerevoli autorita’ morali e civili di tutto il mondo nel corso di oltre quattro decadi hanno chiesto la sua liberazione.
Possa il Presidente Biden compiere finalmente questo atto di tardiva riparazione, questo atto di tardiva giustizia.
E possa lei, on. Sassoli, essere una delle persone che abbiano agito per ottenere questo fine. Se lo fara’, ne potra’ essere giustamente orgoglioso.
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Egregio Presidente del Parlamento Europeo on. David Sassoli,
ignoro se lei abbia preso visione personalmente delle lettere che le hanno inviato illustri personalita’ della cultura, delle istituzioni, della riflessione morale e dell’impegno civile come - per fare tre nomi soltanto - l’ex-vicepresidente del parlamento Europeo Luisa Morgantini, il prestigioso parlamentare emerito Raniero La Valle, padre Alessandro Zanotelli: in esse la si sollecita a “una iniziativa umanitaria per la liberazione di Leonard Peltier, l’illustre attivista per i diritti umani dei nativi americani, vittima di una spietata persecuzione politica, dal 1977 ingiustamente detenuto dopo un processo-farsa in cui gli sono stati attribuiti delitti che non ha commesso”.
E’ in suo potere esprimersi ed agire. Attendiamo ancora una sua risposta e un suo impegno coerenti con le sue frequenti e lodevoli dichiarazioni in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
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Egregio Presidente del Parlamento Europeo on. David Sassoli,
la detenzione ultraquarantennale di Leonard Peltier, del difensore dei diritti umani e della Madre Terra Leonard Peltier, del perseguitato politico Leonard Peltier, dell’innocente Leonard Peltier, dovrebbe indignare e quindi muovere all’impegno ogni persona senziente e pensante ed a maggior ragione chi ha incarichi pubblici in civili istituti.
Continueremo a scriverle, Presidente, continueremo a sollecitarla fino ad una sua adeguata, pertinente risposta, ad un suo adeguato, pertinente impegno.
So che ce ne sara’ grato.
Augurandole ogni bene,
Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo
Viterbo, 7 luglio 2021
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ALLEGATO. IL TESTO DELLA LETTERA CHE HO RICEVUTO IERI DA UN ANONIMO BUROCRATE DEL PARLAMENTO EUROPEO
Gentile Signora/Egregio Signore,
l’Unita’ Richieste di informazioni dei cittadini del Parlamento europeo conferma ricezione del Suo messaggio inviato all’on. David Maria Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, sul caso di Leonard Peltier.
La nostra Unita’ e’ stata incaricata di risponderLe.
Abbiamo letto attentamente il Suo messaggio e preso atto del suo contenuto.
Il Presidente del Parlamento europeo non ha alcun mandato per risolvere situazioni che rientrano nelle competenze delle autorita’ nazionali, in particolare per quanto riguarda i procedimenti amministrativi e giudiziari. Inoltre, non puo’ dare istruzioni di voto ai deputati al Parlamento europeo, che sono liberi e indipendenti nel loro ruolo, come previsto dall’articolo 2 dello statuto dei deputati del Parlamento europeo.
Diversi deputati al Parlamento europeo hanno sollevato in precedenza il caso di Leonard Peltier. Ad esempio, il 19 maggio 2015 i deputati hanno presentato un’interrogazione parlamentare, relativa alla detenzione di Leonard Peltier, a Federica Mogherini, ex capo della diplomazia UE. Il ruolo del capo della diplomazia UE e’ quello di definire e attuare la politica estera e di sicurezza dell’Unione. Nella sua risposta, la sig.ra Mogherini ha dichiarato di essere a conoscenza di questa situazione. Tuttavia, la sig.ra Mogherini ha affermato di non essere a conoscenza di alcun nesso tra l’attivismo politico di Peltier e la sua incriminazione e condanna per omicidio, e nemmeno con il rifiuto della sua richiesta di liberta’ condizionale.
La ringraziamo per aver contattato il Presidente del Parlamento europeo.
Distinti saluti,
Unita’ Richieste di informazioni dei cittadini
www.europarl.europa.eu/askEP/it

Fonte: Democrazia Oggi

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