Andrea Pubusa

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Sale forte il tam tam. E’ necessario un esercito europeo. L’assenza di politica comune di sicurezza costituirebbe a breve o medio termine la principale minaccia alla sopravvivenza degli Stati membri contro i nemici esterni. La strada per raggiungere un obiettivo così ambizioso è ancora molto lunga. Secondo i sostenitori, bisogna accelerare.
Lo scorso anno alcuni membri dei SPD del Bundestag hanno proposto la creazione di un esercito europeo comune. Fritz Felgentreu e i suoi colleghi ritengono che, in quel campo, l’Europa abbia ancora molto da fare e forniscono un progetto di risposta concreta. Propongono che questo esercito sia comune e «comunitario»: in altri termini, che venga integrato nelle istituzioni dell’Unione, che sia composto di soldati europei e non di contingenti degli eserciti nazionali. Secondo la proposta SPD l’esercito europeo dovrebbe essere non solo compatibile ma complementare nella difesa dell’Europa  con gli eserciti nazionali; l’appartenenza alla Nato e fuori discussione.
Non mancano ovviamente le critiche. Anzitutto c’è chi obietta che «L’UE non è uno Stato, ma i suoi membri lo sono. È qui che la proposta dello SPD fallisce fondamentalmente». Altri fanno notare che non tutti gli stati son d’accordo per l’esercito comune  e che «L’UE non sopravvivrebbe a lungo ad una operazione militare della Commissione europea contro la volontà di alcuni Stati». In altri termini quali organi presiedono  all’elaborazione delle grandi linee della politica di sicurezza e assicurano la sua corretta attuazione? Chi decide il dispiegamento dell’esercito europeo? E’ il Presidente della Commissione a ordinare un’operazione militare? Su autorizzazione di chi?
Come si vede si tratta di quesiti pesanti e ineludibili, ma c’è la madre di tutte le questioni: questo esercito sarà puramente difensivo e dovrà operare solo in Europa o potrà essere impiegato anche fuori? Potrebbe partecipare ad operazioni di peace making? Ossia a forme di occupazione mascherata di territori non europei? E i costi per mantenere un esercito cd questo tipo che non voglia essere una burletta? Si stima necessario un esercito di almeno di 100.000 soldati in grado di dispiegare 35.000 uomini in modo continuo, per un costo stimato a 25 o 30 miliardi di euro l’anno, ovvero l’equivalente dello 0,3 % del PIL degli Stati membri. E’ «finanziariamente responsabile» per l’Unione destinare un tale importo per un esercito comune?
Di fonte a tali e tati problemi, non sarebbe meglio pensare ad un’Europa di pace e basta?
No, l’esercito europeo non è una necessità. Un’Unione senza esercito comune è garanzia di pace.

Fonte: Democrazia Oggi

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