A.P.

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Si sprecano le dichiarazioni di solidarieta’ alla CGIL dopo il vile assalto dei neofascisti. Addirittura sorprende  l’ampiezza dei messaggi di vicinanza. Perfino l’ex cavaliere ha chiamato Landini, lui che da presidente del Consiglio disertava ostentatamente le manifestazioni del 25 aprile. Ma, nonostante tutto, rimane una questione irrisolta. In Italia la destra e’ sempre stata anticostituzonale. Salva quache pattuglia di veri liberali, ha sempre mantenuto le distanze dalla Resistenza e, anche nelle componenti non apertamente fasciste, non ha mai combattuto o condannato il neofascismo. Oggi, anzi, forze di governo (Lega) e di opposizone (FdI) hanno relazioni con frange di  nostalgici militanti. Abbiamo così un governo che include forze non antifasciste, anzi tiene dentro dei simpatizzanti del ventennio nero. Un sottosegretario ha perfino ritenuto di poter proporre di intitolare una piazza al fratello del duce! L’attacco alla CGIL ha il suo humus in questa zona opaca con la quale Draghi collabora e dialoga, chiudendo gli occhi e le orecchie e tappandosi il naso. Si spiegano così anche le incertezze e le omissioni della ministra dell’Interno. PD, Leu e 5 stelle devono pretendere un chiarimento da Draghi. I neofascisti non possono avere agganci addirittura nel governo! Vanno combattuti con fermezza. Messi in condizione di non agire, secondo Costituzione.

Fonte: Democrazia Oggi

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