Amsicora

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(Massimo Galli: “Mario Draghi sulla pandemia non ne ha azzeccata ancora una”)

Di tutto potete accusarmi. Di superficialità, di complottismo, di faziosità ed altro ancora. Ed io accetto, non contesto. Davanti al giudice, a domanda risponderei: “è vero vostro onore“. Confermo: tutto vero. Ma non potete certo imputarmi l’insincerità. Questa no! Non l’accetto. E allora col cuore in mano, vi dico che Draghi è la più grande sciagura che potesse oggi capitare a noi poveri mortali. Non nego i suoi meriti, la sua professionalità. Anche Charles-Henri Sanson (Parigi, 15 febbraio 1739 – Parigi, 4 luglio 1806) era molto professionale come boia, addetto alla  ghigliottina in quel di Paris negli anni della rivoluzione francese. Nel cesto ai piedi della grande lama, da lui azionata, rotolarono fra le altre le teste di Maria Antonietta, moglie del sovrano francese e quindi regina di Francia, e di molti aristocratici, ma anche di diversi esponenti di fazioni rivoluzionarie, quali Jacques-René Hébert, Georges Jacques Danton e i suoi sostenitori, i Girondini, Robespierre e i Montagnardi. 2.918 decapitazion in tutto, non c’è che dire quanto a competenza!
Ora Draghi non usa la ghigliottina, ma certo, dando spago a Salvini & C. rischia di contribuire alla ripresa della pandemia, che di vittime ne miete ben di più. Avete sentito Massimo Galli? Non è l’ultimo arrivato in materia di virus e infezioni ed è severo, duro con Draghi, dice che in coscienza non può non contestare le misure di Draghi sulle riaperture.
Bene. Vi siete mai chiesti perché SuperMario è così sordo alle campane degli esperti e così ubbidiente agli strilli di Salvini e B.? Credete che ciò derivi dalla maggior ragionevolezza delle proposte della destra? Che, in fondo, esse siano più convincenti e coraggiose di quelle della sinistra? Che, a ben vedere, siamo già fuori dal guado e quindi possiamo osare “il liberi tutti“? No, amici e compagni, non è così. Nella partita si sono insinuati fin da subito interessi estranei all’onesto esame delle risultanze sanitarie della pandemia. Salvini ci ha messo dentro la sua necessità di parare l’avanzata della Meloni e fare bottino pieno alle prossime elezioni politiche. Insomma miserabilmente sfrutta la pandemia per grattare voti da piccoli imprenditori, partite IVA, precari falcidiati dalle chiusure. Draghi - obietterete - è fuori da questa irresponsabile bottega. Ma è così? Ne siete certi? Ecco qui vengono le dolenti note, non è che anche SuperMario abbia interessi fuori dalla pandemia? Preoccupazioni che frenano e deviano la sua razionalità? Uffa! Di nuovo complottismo! No, signori miei belli. No. Beh, pensate a questo. Draghi viene chiamato alla presidenza per far fuori un personaggio popolare (Conte) che sulla lotta alla pandemia si gioca tutto e che nel risultato e solo in esso può fondare le sue chances in campo politico. E per Draghi non è la stessa cosa? Non proprio. SuperMario, al contrario, ha un percorso segnato: Palazzo Chigi oggi per il Colle domani. In sequenza. La maggioranza parlamentare a sostegno del governo oggi è quella che serve per saltare sul Colle.  In questa composita maggioranza c’è una parte, il centro-sinistra, che sosterrà sicuramente Draghi perché lo considera dei suoi. La destra invece può votarlo, ma a condizione che dia prova di ascoltarli e di assecondarli. Come sta facendo sulle riaperture contro le preoccupazioni e le motivate obiezioni di tanta parte dell’area non di destra politica, culturale e medica. Draghi quindi lancia segnali fuori dal centrosinistra e lo farà fino all’elezione del nuovo presidente e in vista di quella scadenza.
Non aspettiamoci razionalità, dunque, sulla lotta alla pandemia. Li si giocano altre partite ben più importanti. La nostra pelle viene dopo. Invochiamo solo la clemenza divina. Che Iddio ce la mandi buona!

References

  1. ^Mario Melis, un libro ricorda il Presidente dei sardi (www.democraziaoggi.it)
  2. ^Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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