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Continua la protesta femminista nel Cile sulle note di “Un violador en tu camino” (uno stupratore sulla tua strada)

4 Marzo 2021
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Rosamaria Maggio

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Mentre in Italia si forma un movimento di maschi contro la violenza alle donne, Rosamaria Maggio ci informa di una importante iniziativa di proteta femminsta in Cile, riprendendo la testimonianza di  Darinka Rodriguez.

Quattro donne di 31 anni hanno promosso una protesta femminista con un centinaio di voci. Sono le cilene che crearono “Un violador en tu camino” (uno stupratore sulla tua strada). La canzone è diventata virale durante le proteste del 2018, per combattere e sradicare la violenza contro le donne in Cile: El violador eres tu (Lo stupratore sei tu).
” E la colpa non era mia, né dei mio modo di vestire”, dice il verso più ripetuto in questo intervento: ”El violador eres tu”, è la condanna nelle parole di questa canzone che è stata riproposta dai media a livello internazionale.
Si tratta del collettivo Lastesis, fondato da Dafne Valdes; Paula Cometa, Sibila Sotomayor e lea Caceres, tutte originarie di Valparaiso nel centro del Cile.
“Ci chiamiamo Lastesis perché la nostra premessa è di usare le tesi teoriche femministe e portarle all’attenzione della gente perché si diffonda il messaggio” dicono tre delle quattro militanti al Verne-El Pais, nella intervista telefonica.
Le parole di questa canzone nascono da una indagine che hanno fatto le quattro donne sulla violenza di genere nel paese sudamericano.
“Un violador en tu camino” è parte di una performance femminista molto più ampia presentata nell’ottobre 2019 ma che si propone di provocare una rivolta sociale nel paese. “Molte donne detenute per le proteste nel 2018-9 ci mostrano come i carabinieri e lo Stato usino la violenza sessuale per intimare paura, perché le donne non si esprimano ed esercitino il loro diritto di protestare”, segnalano.
Una delle strofe di questa canzone è un estratto dell’inno dei carabinieri cileni.
“E’ fuori luogo dire che la polizia vegli sul sonno delle donne, per questo li citiamo, per evidenziare la contraddizione, in senso ironico”, commentano le cilene.
Si tratta della quinta strofa dell’inno dei carabinieri.” Dormi tranquilla bambina innocente, senza preoccuparti della bandiera, che per il tuo dolce sonno e sorriso veglia il tuo amorevole carabiniere”. Secondo una informazione del Human Right Watch, durante i primi 30 giorni di protesta, in Cile ci sono state 442 querele, 71 di queste sono per abusi sessuali.” Durante le proteste esiste la possibilità che ti torturino, ti denudino e ti violentino”, segnalano le attiviste.
Uno dei i casi più recente di violenza contro le donne è quello di Daniela Carrasco che fu ritrovata morta dopo essere stata arrestata dai Carabinieri.
Commosse pure l’omicidio della fotoperiodista Albertina Martinez Burgos a Santiago da parte di chi aveva coperto le proteste e le repressioni nelle manifestazioni negli ultimi mesi.
In accordo con le indagini di Lastesis, in Cile solo l’8% dei giudizi per violenze sessuali ricevono una condanna e per questo criticano i giudici.
“I processi di condanna non stanno funzionando c’è una incompetenza dei poteri nel lavoro sopra le denunce, le morti per mano della polizia e dei militari. “Il patriarcato è un giudice che ci giudica per nascita” dice l’inizio della canzone.
La critica di questa canzone conduce al Presidente Pinera che nel 2017, durante la sua campagna elettorale, fece un commento misogino sulla violenza. Però non è stata l’unica volta che il Presidente ha fatto commenti di questo tipo.
“Ricordiamo le sue nefaste dichiarazioni quando parlò di una bambina violentata ed incinta a 11 anni”, ricordano. In Cile una delle maggiori cause di aborto è legata alla violenza sessuale. Il Presidente applaudì la decisione della bambina di non abortire dicendo che le sue parole mostravano “profondità e maturità”.
In seguito alla massiccia diffusione di questo video in rete, le quattro cilene decisero di convocare più donne possibile, perché ripetano assieme “Un violador in tu camino”, sia in Cile che in tutti i paesi, il 29 novembre, giornata della violenza sulle donne.  “Vogliamo che lo adattino e la facciano in una loro versione in sintonia col luogo nel quale si incontrano, con vestiti e diverse lingue”, dicono.
Il collettivo si è formato nel 2018 e cerca di trasmettere la teoria femminista attraverso il linguaggio audiovisivo.
Uno dei loro primi lavori è basato sul libro “Calibano e la strega” della scrittrice italiana Silvia Federici.  “Speriamo che molte donne si aggiungano. Continuiamo a fare questo lavoro di trasmettere la teoria femminista”, concludono.
Le quattro donne cilene sono da giugno scorso inquisite dall’autorità giudiziaria di Valparaiso, per “attentato contro l’autorità e minacce contro il corpo dei Carabinieri”.

References

  1. ^Zona bianca per chi? Per lombardi & C.? Quandomai, solo per noi nativi! (www.democraziaoggi.it)
  2. ^Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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