Gianna Lai

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Buona domenica e buona lettura del nuovo post sulla storia di Carbonia, dal 1° settembre 2019[1].

Su L’Unità dell’8 agosto 1947, a firma Marco Giardina, Segretario della Camera del lavoro di Carbonia, ancora un allarme: “Nessuna influenza straniera, le miniere devono restare patrimonio degli italiani. Il compagno Togliatti nel suo discorso alla Costituente, per la ratifica del trattato di pace,  ha levato un allarme per i tentativi stranieri di impadronirsi delle nostre possibilità minerarie, ………che rappresentano una sorgente non trascurabile di produzione per l’economia italiana. E  costituiscono quella concorrenza  marginale che impedisce ai trust minerari internazionali di dominare  e sfruttare incontrastati il mercato italiano. Sorge tra questi gruppi capitalisti  l’interesse ad impadronirsi di queste risorse, di queste miniere, di queste fabbriche, per annientarle, chiuderle, smobilitarle. Il pericolo è grave, se pensiamo che il bacino  del Sulcis ha possibilità di sviluppo gigantesche nel campo delle industrie elettriche e chimiche, utilizzando integralmente il prodotto mediante la distillazione e la gasificazione, invece di usarlo come combustibile. …..Si tratta di superare le differenze di costo di produzione esistente tra le nostre miniere e le miniere estere, e sappiamo che le produzioni chimiche  sarebbero tali da risolvere i problemi di rifornimento di materie prime  per una grandissima quantità di industrie tra cui, importantissime, quelle farmaceutiche, dei coloranti e degli esplosivi….. la consistenza industriale nostra sarebbe accresciuta ed aumentato il fastidio che daremmo ai monopoli internazionali angloamericani ……. Occupa attualmente, il nostro bacino, 18.000 operai che, in condizioni di sacrificio estreme, producono oltre 100.000 tonnellate di carbone al mese. Non possiamo tollerare che venga pregiudicato questo avvenire, ed il monito del compagno Togliatti al governo è ripetuto da tutti gli operai coscienti, con la forza di chi difende la propria vita”.
Quegli “operai coscienti”, mobilitati  infatti nelle lotte contro il caro vita e contro la politica della SMCS, astenendosi dal lavoro in 400 a Bacu Abis, Pozzo Est, il 18 luglio, “per chiedere l’allontanamento  del caposervizio Giuseppe Bencivegni, accusato di scorrettezze amministrative, …che viene allontanato”, come leggiamo sulla relazione del prefetto. E continuano poi a scioperare il 26 luglio,  sempre a Bacu Abis, contro il  divieto di tenere comizi nei cantieri, a seguito delle disposizioni del ministro. In sciopero i ferrovieri delle Ferrovie Meridionali Sarde, che potrebbero “bloccare l’intero bacino”, a detta del prefetto, ricomposta poi la vertenza “grazie all’intervento dell’Alto Commissario.
E poi le agitazioni e gli scioperi dei lavoratori dell’esterno il 12 agosto, ancora a Bacu Abis e Cortoghiana,  per richiedere indumenti e calzature, e di 300 operai di Serbariu, il 26 agosto, e di 170 di Nuraxeddu, il 29, per il mancato uso dell’ascensore, che mette a repentaglio la sicurezza: senza soluzione di continuità, le agitazioni, rispetto agli scioperi che già si annunciano  a sostegno del programma della CGIL. Perché sempre molto basse si mantengono le paghe  nel Sulcis Iglesiente, nel distretto di Iglesias cioé, che ha competenza per tutta la Sardegna: paga oraria netta percepita dagli operai di fondo delle miniere nel 1947, minatori lire 116, manovali lire 109, riportate da G.Are- M.Costa, in “Carbosarda”. E queste le tabelle salariali giornaliere SMCS, aggiornate al 1 agosto 1947:

Operaio specializzato interno, paga base giornaliera lire 351,20. Contingenza 292. 3°elemento 48. Indennità mensa 40. Indennità sottosuolo 40.
……………………………  Paga base  Conting.     3°elem.  mensa  sott.
Operaio qualificato   316,80      292,80        34,80.    40.      40
Operaio comune        299,20.     292,80        30,40     40       40
Manovale comune      275,60     292,80        14,40     40       40.mn

Donne C.F.                   192,80     254,75      30,40      40
Ragazzi 16-18 anni      192,80     219,60      23,20      40.
donne 16-18 anni C.F. 155,20     184,45      26,80      40
donne e ragazzi             144,80     146,40                     40.
inferiori ai 16 anni

Operai addetti a lavori discontinui ragguagliati a 10 ore giornaliere.
Operaio specializzato  333,20    299,80       52,50
qualificato     300,80     292,80       47,40
comune         283,60     292,80       44,70
manovale comune       261,60     292,80       41,20

N.B. Qualifiche e tabelle paga per operai Esterno corrispondono a quelli dell’Interno.

Mentre il 1 giugno 1947 è salito da 41 a 56 lire il costo di un chilo di pane,  con decreto del nuovo governo appena insediato. Per questo gli operai partecipano in massa alla mobilitazione organizzata dalla CGIL, che prende inizio nell’agosto successivo, in particolare, contro la disoccupazione e contro l’aumento del costo della vita, e che denuncia i bassi salari del Sulcis,  rimasti tali di fronte al continuo aumento dei prezzi, nonostante l’intesa firmata da CGIl e Confindustria per tenerli bloccati, così come per i salari. E in grave contrasto con la Democrazia cristiana cittadina, a specchio di quanto, a livello nazionale, si stava verificando nella CGIL e nei suoi rapporti interni fra le correnti.  Dice Turone che, durante quella “agitazione nazionale  contro l’aumento del costo della vita, decisa a maggioranza dall’esecutivo della Confederazione, contrari i democristiani, la corrente sindacale cattolica rispose pubblicamente denunciando -il carattere politico della manifestazione- e rivolgendosi ai propri rappresentanti periferici, per esortarli a impegnarsi, sul piano locale, contro le decisioni della maggioranza. Mentre Giulio Pastore otteneva di potersi rivolgere ai lavoratori dalla radio, per indurli a non partecipare”. Aggiunge Candeloro che, data la situazione, l’unità sindacale sarebbe stata “tenuta insieme faticosamente”, ma solo per alcuni mesi ancora. E  che, “sebbene su alcune questioni sussistesse un certo accordo tra le correnti di sinistra e quella democristiana”, non poteva non rilevarsi “l’indebolimento sempre più forte dell’unità interna” e l’esito dei “suoi effetti sull’azione della CGIL in difesa dei lavoratori”6). Sembra che la mobilitazione nazionale indetta dalla CGIL per l’autunno del 1947, contro la politica einaudiana inaugurata dal nuovo governo De Gasperi, apra una vera e propria nuova stagione di proteste anche in città, in adesione alla politica delle leghe e della Camera del Lavoro cittadina: le restrizioni delle libertà sindacali in fabbrica e nei cantieri, a Carbonia, cioè, i piazzali della miniera,  parlano chiaro, affiancandosi alla riduzione di potere di acquisto per salari e stipendi.

References

  1. ^dal 1° settembre 2019 (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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