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Bel dibattito organizzato dall’ANPI sulla guerra in Ucraina. Alla base il documento chiaro dell’ANPI[3] nazionale diffuso nei giorni scorsi, in cui con chiarezza condanna dell’invasione, cause della guerra e la soluzione non militare, ma diplomatica della papce vengoo unite.
Calo’, coordinatore nazionale, illustra il documento dell’ANPI. Ferma condanna dell’invasione, azione forte per la cessazione immediata delle operazioni belliche, trattativa che assicuri sicurezza, indipendenza e liberta’. Un discorso appassionato e al tempo stesso tranquillo.
Interviene poi la vicepresidente dell’Anpi di Cagliari Michela Lippi, che esprime il desiderio di pace dei giovani e rilancia l’idea di una mobilitazione vasta di sensibilizzazione per neutralizzare la spinta propagandistica dei media.
Andrea Pubusa ribadisce la necessita’ di  una soluzione diplomatica in cui l’Europa deve svolgere un ruolo centrale, riprendendo la sua ispirazione originaria: democrazia, liberta’, diritti, convivenza pacifica. Non è una proposta di resa[4] dell’Ucraina, che comporta una deposizione delle armi, accettando incondizionamente la volontà di Putin,  ma una trattativa internazionale, da concludere con un accordo, presidiato dall’ONU o dalle maggiori potenze, che garantisca la sicurezza dell’Ucraina e della Russia.
Rosa Maggio fa una dotta e brillante  trattazione degli aspetti giuridici ed economici dello scontro. Risultato: non servono le sanzioni che allontanano e affamano i popoli. Occorre riprendere il libero scambio. Sul piano giuridico l’art. 11 cost. impedisce l’invio di armi, che e’ una forma indiretta di partecipazione alla guerra e indica nelle convenzioni internazionali la via per una convivena pacifica.
Giacomo Meloni dice: noi pacifisti siamo sempre stati dalla parte degli aggrediti contro gli aggressori. E lo siamo ancora oggi. E siamo contro il riarmo, siamo perche’ la Russia che e’ Europa venga a far parte della “Casa comune europea”. La cultura russa e’ europea alta, di cui tutti noi siamo imbevuti.
Meloni ha poi concluso indicando nella trattativa l’unica soluzione e nvitando a battersi per un’azione pacificatrice della UE. “Siamo alla radice contro la produzione di armi e quindi contro il loro uso e invio”.
Interviene li vescovo ortodosso di Cagliari, che parla delle stragi attuali di forze naziste in Ossezia e nei dintorni. Dice che la religione ortodossa ammette solo la guerra difensiva. Quindi gli ortodossi partecipano con convinzione ai movimenti e alle manifestazione di pace. Preghiera, meditazione, ma anche impegno democratico.
Gianna Lai parla dei pericoli della militarizzazione, con l’incremento di produzione e commercio di armi. Con l’attezione verso l’aspetto militare, vien meno la politica come dimostra la classe politica italiana ed europea, subalterna agli USA e ai gruppi finanziari europei. E’ in atto la distruzione dell’opinione pubblica libera e critica. Il pensiero unico fa perdere senso alle parole, come quei giornalisti che chiamano partigiani i combattenti neonazisti esistenti in Ucraina con divise e svastiche. Fa infine un elogio dell’essere disarmati, meglio la dialettica delle idee e dell’incontro rispetto alla dialettica delle armi e della violenza.
Non sono mancate le riflessioni sul contesto storico e il quadro internazionale, come fa, del resto, il documento dell’ANPI. Bella riunione non di discussionec astratta, ma militante per stare nei movimenti per la pace. Grazie Anpi, non ci fai sentire soli.

Fonte: Democrazia Oggi

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