A.P.

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Nella presentazione  del seminario in video-conferenza “Donne e costituzione” si legge:

Le donne costituenti, molte delle quali partigiane e combattenti, dimostrarono che la Resistenza non fu solo una pagina militare, ma una fucina di partecipazione, consapevolezza ed emancipazione delle donne. Le 21 donne dell’assemblea costituente contribuirono in modo decisivo alla definizione dei principi di pari dignità sociale ed eguaglianza nel lavoro, nella famiglia, nell’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive, intrecciando queste battaglie alle tante questioni sociali di un paese da ricostruire e tracciando il solco per l’attività legislativa dei decenni successivi su queste materie.
A più di 70 anni da quell’elezione a suffragio universale e dall’elaborazione della Costituzione, è necessaria tuttavia una riflessione sulle azioni culturali e politiche in atto, alcune realmente emancipanti e altre di facciata, ancor più oggi, con il deflagrare di antichi e nuovi conflitti armati, che passano anche sui corpi e le menti delle donne”
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Della triade della Grande Rivoluzione “Liberté, egualité, fraternité” la più negletta fu la terza. In fondo la libertà è polivalente, va bene ai capitalisti, che vogliono mano libera per fare soldi e affari, e va bene ai poveracci che in essa trovano l’unico potente strumento di emancipazione.
Anche l’uguaglianza è stata intesa in molti modi, prvalentemente nel senso di astratta capacità di stare sul mercato, con l’immancabile compressione del risultato finale, ossia la mancanza di eguaglianza sostanziale. L’uguaglianza formale pur importantissima, non dà una vera uguaglianaza, anzi nasconde le paurose diseguaglianze oggi davanti ai nostri occhi.
La fraternità, invece, non consente vie di fuga. Se c’è non può che portare al riconoscimento della dignità umana e, dunque, colora di sé anche la libertà e l’uguaglianza. In fondo, la mancanza di fraternità è alla base della minorazione della libertà e dell’uguaglianza sostanzaili.
La fraternità sembra un principio religioso, e non a caso Francesco ha scritto una bella enciclica su di essa. Può essere anche tradotta in un principio giuridico, la solidarietà, che se è vera e ben disciplinata è una forma collettiva di fraternità.
Questa, la fraternità-solidarietà, è la categoria, il sentimento, che le donne esprimono di più e con più naturalezza nella quotidianità e nella vita collettiva. In questi giorni tristi, in cui davanti ai nostri occhi si riapre la vista di fatti dolorosi, di tragedie umane, di violenze e sopraffazioni, noi vediamo subito la centralità delle donne, nell’assistenza, nella cura, nella preservazione della salute e della vita. Una disponibilità senza contropartita, gratuita. Generosità allo stato puro. Ed è in questi sentimenti, tipicamante femminili, che noi ritroviamo un barlume di speranza, di fiducia nella ragionevolezza, in mezzo ad un mare di insensatezze, di pretese di dominio e di forza. Forse sperare nella parità uomo/donna è riduttivo. La prevalenza dei sentimenti femminili, in questo mondo incerto e crudele, è più rassicurante

 

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Seminario in videoconferenza:

DONNA E COSTITUZIONE

Mercoledì 9 marzo 2022 alle ore 18:00

Relatrici:

Marina Pierlorenzi (ANPI Roma)

Partigiane e madri costituenti

Alessandra Algostino (costituzionalista, Università degli Studi di Torino)

Costituzione, donne ed emancipazione

Anna Falcone (avvocata e giurista)

Donne: partecipazione e rappresentanza politica nei partiti

Introduce Claudia Mazzilli (CDC Terra di Bari).

 

Per partecipare alla riunione con ZOOM:

https://us02web.zoom.us/j/85429551121?pwd=NjU2ZE5KdTFPU2FYMG9IcFEraUdxdz09[1]

Numero riunione: 854 2955 1121 Passcode: CDC

Diretta streaming dalle ore 18.00 sulla pagina Facebook del CDC nazionale:

https://www.facebook.com/referendumiovotono/[2]

 

Fonte: Democrazia Oggi

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