Suarez, perche guardargli la lingua anziché i piedi?

Amsicora

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Compagni ed amici, una rivelzione! Sono molto amante del calcio. E forse perché da calciatore ero un terzino più fabbro che fine, mi piacciono i campioni; di fronte ai campioni rimango in estasi, non guardo la maglia, li ammiro e basta! Come puoi dare rilievo ai colori delle bandiere quando vedi le giocate di Messi, Ronaldo, Ibra o Dybala. Godi e basta. Ecco perché sono stato felice quando ho appreso dell’arrivo in Italia di Suarez. Non avrà una bella faccia, ha dei brutti denti, ma ha dei piedi meravigliosi! E proprio per questo mi chiedo che c’entra l’esame di lingua per farlo venire a giocare in Italia. Se ciò che conta sono i piedi o la testa per spingere la palla in fondo alla rete, cosa c’entra il cervello o la lingua? L’esame di Perugia è una burletta perché non lì, ma semmai a Coverciano va esaminato il calciatore che chiede di venire nel nostro campionato. Ci dà lustro? Migliora la qualità? Può insegnare qualcosa ai giovani pallonari? E sopratutto ci delizia con le sue giocate?  Se sì, sia il benvenuto, senza altri oneri buroocratici. Se no, venga messo alla porta.
Se le cose stanno così, secondo la logica della materia calcistica, signori miei, come si fa a sbarrare le porte a Suarez, a rispedirlo al mittente? A me pare una follia, un esito manifestamente illogico. Invertendo, è come se un prof. universitario venisse giudicato, per la chiamata in cattedra, dalla sua capacità di tirare rigori o punizioni.
Ma direte, sei sempre stato giustizialista e adesso cadi su una buccia di banana? Come non vedere la miseria di quell’imbroglio perpetrato nell’Università di Perugia? E come non cogliere l’ingiustizia, lo promuovono Suarez  per dagli la cittadinanza anche se non sa una mazza d’italiano, mentre la cittadinanza la negano perfino a ragazzi che sono sempre vissuti in Italia e parlano la nostra lingua come noi! Amici e compagni, certo che la vedo l’ingiustizia: ai ricchi ponti d’oro, ai poveri calci in culo, così va il mondo, anche se la Costituzione proclama il contrario. E che vergogna questa genuflessione ai potenti della c.d. accademia per  miserabili affarucci! Chissa quanti esami si vendono lì, mi viene da sospettare. Chi lo fa, lo fa sempre in grande e in piccolo. Sì proprio così è una intollerabile vergogna a livello planetario per la notorietà dell’esaminato. Ma io parlo d’altro e dico che se devo prendere un pallonaro guardo i piedi non la testa, se devo accogliere un poveraccio guardo il suo cuore, le sue intenzioni, la sua condizione, penso che è una persona come me, un mio fratello: la lingua in fondo si può sempre apprendere e se si è accolti, si fa in fretta. Quanti di noi da bambini parlavano solo il sardo, eppure erano cittadini italiani, e poi in men che non si creda hanno imparato anche la lingua non madre, l’italiano.
Insomma la vicenda mi sembra assurda da tutti i punti di vista, da quello calcistico è comica e tragica, da quello morale è solo tragica.

References

  1. ^Non è lavoro quello che va contro i diritti umani (www.democraziaoggi.it)
  2. ^Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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