Referendum e il gioco delle tre carte

Pepe Sini del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno stralcio di questo scritto vivace per il NO

 Il gioco delle tre carte e il trucco dei trucchi

La propaganda truffaldina e fraudolenta dei golpisti travestiti da Arlecchino ripete all’infinito tre corbellerie da gabbamondo che farebbero ridere i polli, ma il principio della pubblicita’ ipnotica e’ che se una cosa la ripeti all’infinito, e sia pure la scempiaggine delle scempiaggini, prima o poi qualcuno ci crede.
E vediamole queste tre corbellerie da gabbamondo.
La prima: il parlamento costa, che lo teniamo a fare visto che ormai c’e’ internet e noi ci abbiamo lo smartphone?
Tradotto in lingua corrente: la democrazia costa, meglio la dittatura (condita con qualche selfie e le partite in diretta tv, naturalmente).
La seconda: troppi galli a cantare non si fa mai giorno.
Tradotto in lingua corrente: basta con tutte queste discussioni, basta con la gente che vuol metterci becco: decida tutto il capo, e a chi non e’ d’accordo diamo il vecchio buon consiglio: taci, il nemico ti ascolta (e la purga e il manganello sono gia’ pronti).
La terza: la politica fa schifo, votate si’ per abolire la politica e diventiamo subito subito un megagalattico paese dei balocchi.
Tradotto in lingua corrente: adesso al governo ci siamo noi, e ci vogliamo restare dovessimo farvi schiattare tutti, e finche’ siamo al governo noi “o Francia o Spagna, pur che se magna”.
*
E poi c’e’ il trucco dei trucchi: far votare le persone senza che sappiano su cosa si esprimono.
Chi ha come unica fonte d’informazione la televisione, non lo sapra’ mai su cosa e’ il referendum.
Chi vive in una delle regioni o in uno dei comuni in cui si vota per rinnovare i consigli regionali o comunali subira’ la pressione della propaganda dei gruppi dirigenti dei partiti padronali e arraffatutto che diranno che il referendum non conta niente, conta solo garantire l’assessorato allo zio che poi sara’ buono con gli amici ed i parenti.
Chi vive in una delle zone in cui si vota solo per il referendum sara’ indotto a credere che si tratti di una questione algebrica o contabile che non lo riguarda e che e’ meglio che pensi alla salute: chi glielo fa fare ad andare a votare in un posto dove c’e’ passata tanta gente e chissa’ quanti agenti patogeni ci sono per aria? Esporsi all’epidemia e rischiare la pelle per meno di niente?
Se tutte le persone sapessero su cosa realmente si vota con il referendum, il NO vincerebbe a mani basse.
Ma le televisioni non glielo dicono. Ma i maggiori partiti politici non glielo dicono. E la propaganda dell’eversione dall’alto, la propaganda del popolo delle scimmie, la propaganda della rivoluzione passiva, la propaganda dell’autobiografia della nazione dilaga e devasta le nostre liberta’.
Ci vorrebbe che fosse viva Hannah Arendt, ci vorrebbe che fosse viva Tina Anselmi, ci vorrebbe che fosse vivo Lelio Basso, ci vorrebbe che fosse viva Laura Conti, ci vorrebbe che fosse vivo Piero Gobetti, ci vorrebbe che fosse vivo Antonio Gramsci, ci vorrebbe che fosse vivo Sandro Pertini, ci vorrebbe che fosse viva Simone Weil: ci fossero loro oggi a parlare, il NO vincerebbe a valanga.
Ma sembra si vada incoscienti e indifferenti verso la resa alla catastrofe.
E invece NO.
Invece NO. Falla tu la cosa giusta.
Invece NO. Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere.
*

Le ragioni per cui votare NO
Le ragioni per cui votare NO sono chiare e inconfutabili.
Ma richiedono lo sforzo del ragionamento.
Ma richiedono la virtu’ dell’attenzione e della comprensione.
Ma richiedono l’assunzione del dovere morale e civile di agire per il bene comune.
Lo abbiamo scritto tempo fa in una lettera che abbiamo proposto a molte persone amiche, eccola.
Al referendum del 20-21 settembre voteremo NO.
Voteremo NO al taglio del Parlamento, alla strozzatura della rappresentanza democratica, all’estromissione delle minoranze dalle Camere, al compiuto asservimento dell’organo legislativo all’esecutivo e a centri di potere extraistituzionali ed antidemocratici.
Voteremo NO alla manomissione della Costituzione e alla compressione ed imprigionamento della sovranita’ popolare.
Voteremo NO alla negazione del principio su cui si fonda lo stato di diritto: la separazione, l’equilibrio ed il controllo dei poteri.
Voteremo NO al disegno di sostituire alla democrazia rappresentativa un potere oligarchico e opaco, abusivo e tracotante, effettualmente violento e tendenzialmente totalitario.
Voteremo NO condividendo l’appello degli illustri docenti di diritto costituzionale che hanno denunciato i guasti gravissimi della riforma costituzionale sottoposta a referendum.
Voteremo NO perche’ la democrazia, la liberta’, la giustizia, il diritto alla vita, alla salute e alla dignita’ sono beni troppo preziosi per permettere che siano “tagliati per risparmiare”.
Voteremo NO perche’ in quanto esseri umani preferiamo essere cittadini anziche’ sudditi.
*

Fonte: Democrazia Oggi

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