Ferragosto di oggi e mesaustu d’altri tempi in bidda

Amsicora

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Cari amici e compagni, confesso: ci sono tante cose di questo mondo che non riesco più a capire, ammesso che ci sia riuscito in passato. Per esempio, nei giorni di ferragosto, tutti dai paesi costieri e non (anche da bidda mia), per riposarsi, si recano al mare, nelle stesse spiagge e negli stessi luoghi. Vedi così orde di umani che si mettono in coda e con ogni mezzo raggiungono la meta desiderata. Abbandonano case di paese con corte interna, con giardino alberato e/o fiorito, dove regna il più assoluto silenzio, e si uniscono a una fiumana vociante di gente che va ad ammassarsi negli stessi luoghi, che spesso sono stretti, ma anche quando sono spaziosi lo diventano, stretti, per la convergenza di masse enormi. Arrivati, scaricano carrelli con ruote di vario diametro e spessore e, con fatica, sudando come un porcetto in cottura, si dirigono decisi verso l’arenile, fanno a gara per arrivare prima degli altri, per stare in prima linea sulla battigia e spesso litigano con i contendenti. Poi scaricano quantità immani di oggetti, borse frigo pesanti, di varie dimensioni, sedie, ombrelloni, lettini, gommoni, e iniziano a montare, scavare, gonfiare, piazzare, misurare le distanze dai vicini, contestare ai nuovi arrivati il mancato rispetto del distanziamento. Poi, dopo ore di viaggio al sole, di trasporto faticoso di carrelli in stradelli sterrati e nella sabbia, finalmente hanno la desiderata pace. Possono stendersi sul materassino e chiudere gli occhi o mettersi nallo sdraio a leggere il giornale. Si rilassano finamente! lasciando quel cortile silenzioso di casa, dove l’unico movimento è quello del gatto che si sposta da un luogo all’altro per sonnecchiare meglio al fresco.
Ora, detto fra noi, non vi sembra questo un mondo di matti? Non sarebbe più razionale il contrario, disertare il mare e starsene in bidda sotto l’albero di agrumi, magari in una bella e riposante amaca?
So cosa state pensando. Il solito bastian contrario, a cui non va bene niente! Tutto critica. Adesso, magari, ci ricorda cosa avveniva nei tempi andati e li decanta, mentre erano tempi di merda! Sì, proprio così ora vi racconto il ferragosto abituale, unu mesuaustu di tant tempo fa, di un gruppo di amiconi de bidda mia.
Tziu Giorgi, zio Giorgio, insieme ad Efis, Giuannicu e una decina di amici, per rilassarsi, facevano così. Per tempo compravano un giovane asinello dalle carni ancora tenere, e - come si usava tanto tempo fa - lo munivano di sporte nel dorso, una da una parte e una dall’altra, come facevano i venditori ambulanti neglia anni ‘40 e ‘50. Le sporte, le riemivano di ogni ben di dio, cibraxiu, dolci sardi, malloreddus, pasta, pentole, pomodori, sindria e meloni, casu e binu, formaggio e vino in abbondanza, qualche porceddu da arrostire, craba e brebei da fare in cappotto, sartitzu e altre cose simili. Il povero asinello, trasportava tutto (non è chiamato anche sommaro?), e loro, leggeri, lo seguivano fino alla meta prescelta, una fonte d’acqua fresca e abbondante con ruscelli e corropus nei nostri bei monti, luoghi così sienziosi che si sente la mosca e l’ape volare e freschi che la notte la coperta non può mancare. Nell’acqua si rinfrescavano vino, meloni e angurie. Iniziavano così le ferie tra arrosti, bolliti, mangiate, giocate a carte, contus, canti sardi e discussioni, anche in rima, al modo delle antiche tenzoni poetiche fra pastori, su temi vari d’amore, di costume o di politica. Poi, nell’arco di una settimana vissuta come nei miti bucolici greci, le scorte immancabilmente finivano, di ciò che avevano portato rimaneva solo il povero asinello, che però, ahinoi!, non aveva alcun carico da trasportare. E la combriccola di amiconi cosa faceva allora? Come atto finale, mattava e pappava su burriccheddu o molenti che dir si voglia e poi, dopo questo sacrificio rituale, la sera, al fresco, il 17-18 de austu rientrava in paese, nelle proprie case, da mogli, figli, familiari e rompipalle vari.
Ora, vi pongo un quesito a cui voi dovete dare risposta in cuor vostro, con onestà intellettuale: secondo voi, si rilassano di più i vacanzieri di ferragosto d’oggi o tziu Giorgi e gli altri in bidda mia tanti anni fa? A me non dite niente, io un’idea me la sono già fatta.
Buon ferragosto, amici e compagni, dovunque voi siate.

Fonte: Democrazia Oggi

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