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Cronache da Villa Devoto ai tempi del coronavirus

Peppino Pentumas

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Gentile Direttore, Gentile Professore,
Sollecitato da quel buontempone complottista di Amsicora, che continua ad imbastire una serie di congetture sul corona virus, torno a disturbarla per raccontarle alcuni retroscena verificatisi recentemente a Villa Devoto: attore principale il Sergente Garçia, alias Presidente della Giunta Regionale, quasi Dottor, Christian Solinas. Come lei ben sa, oltre ad essere un suo ex allievo all’Università di Cagliari nella Facoltà di Giurisprudenza, sono stato per vari anni Segretario generale del piccolo staterello di Truncu Is Puddas. Forte di questo ruolo, nonchè di particolari servigi di qualche fidato informatore, sono venuto a conoscenza di alcuni fatti  retrostanti che hanno inciso e condizionato il quasi dottor Presidente, nell’emanazione delle Ordinanze di contrasto in Sardegna del corona virus.
Per chi non lo sa, Villa Devoto è un edificio con annesso parco situato  nel centro  di Cagliari. Sede istituzionale della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna, si trova nel quartiere di Stampace e ha l’ingresso principale in via Oslavia, un secondo in viale Luigi Merello e un terzo in via Vittorio Veneto.
Come potrà ben capire, caro Professore, questa particolarità ha consentito ai Presidenti di turno, soprattutto nelle occasioni di assedio da parte di manifestanti imbufaliti, di poter sgattaiolare indenni da una delle uscite secondarie. Nonostante ciò la Villa è particolarmente vulnerabile. Infatti due ex agenti informatori, con la qualifica di Barraccelli, di Truncu Is Puddas, spacciandosi per giardinieri sono riusciti a trasmetterci quanto successo il 26 maggio 2020.
Mi scuserà, pertanto, se userò un certo linguaggio adottato dai miei informatori nel raccontare i fatti.

I fatti
Il giorno 26 maggio 2020, avvolto in un elegantissimo abito blu Corneliani, suggeritogli dal suo fido maestro Mariolino Floris, arriva a Villa Devoto il Presidente Christian Solinas, accompagnato dall’autista Boi. Dopo una breve sosta al piano terra, in religioso silenzio di fronte alle fotografie degli ex Presidenti della Regione, il quasi dottor Solinas  sale fino al primo piano della Villa poggiando, una borsa color volpe sulla scrivania nella stanza presidenziale. Schierati ad attenderlo nella stanza l’untuoso capo cerimoniere Falconi, elegantissimo anche lui, e due assistenti. Indaffarata come sempre, attorno alla sua scrivania, anche la Segretaria Dott.ssa Veronica Vacca, jeans e maglietta casual. Un po più indietro,  la Dott.ssa Minuccia Mereu, tailleur rosso fucsia, ex collaboratrice di vari Assessori dell’arco costituzionale ma di provata fede socialdemocratica, poi passata nelle schiere del Partito Sardo d’Azione, che con sguardi ammiccanti cerca di ottenere l’attenzione del Presidente Solinas: Presidè…….Presidè, implorò con voce querula, quelli della regione Lombardia hanno già mandato il documento. Solo che  lo abbiamo  perso, non riesco più a trovarlo maledizione!!!
Provi a chiamare Deriu, su in Archivio, oppure le signore Anna e Carla. Loro fanno miracoli. Nooo…Presidè….il documento è segreto. S’immagini se lo vedono…..quelli sono tutti comunisti. Erano tutti nella segreteria dell’ex Presidente Cabras.
Allora provi con il Capo di Gabinetto oppure con il Segretario Generale, loro dovrebbero aver ricevuto per conoscenza il documento. Altrimenti provi con l’Assessore alla Sanità Mario Nieddu. Presidè… hanno appena telefonato dal Gabinetto della Sanità chiedendo anche loro notizie del documento. Poi se devo parlare con quelle due… (Segretario Generale e Capo di Gabinetto), rischio di dover lavorare il doppio. Mi danno subito da fare quelle Ordinanze piene di Visto…, Considerato che.., Premesso inoltre… A me piace essere operativa.
Dott.ssa Mereu, chiede il Presidente, mi tolga una curiosità: chi ha chiesto il documento alla Segreteria di Fontana. Presidè mi pare i suoi consulenti: il geometra Franco Magi e il perito tecnico Christian Stevelli. Come lei ben sa, avrebbero dovuto predisporre un documento preliminare per la redazione delle Delibere di Giunta e delle Ordinanze sul corona virus. Siccome lei ha dato due giorni per la consegna hanno pensato bene di accorciare i tempi chiedendo al Presidente della Lombardia il loro Documento preliminare che ha fatto da cornice agli atti susseguenti. Per favore chiamatemi Franco e Christian, urlò infuriato il Presidente, che  me li aggiusto io……quei due.
Dottoressa Minuccia !!! incalza il Presidente, perché oggi siete tutti con la mascherina e i guanti. Hoi, Hoi  Presidè….ma si è dimenticato di aver convocato per le 11.00 un vertice di maggioranza per decidere gli ultimi divieti sul corona virus da inserire nella prossima Ordinanza. Mhmmm chissà chi tutto arriva… oggi?. Eppoi le ricordo che la segretaria di Boccia ha già chiamato almeno tre volte chiedendo di lei. Chiii…..Bocci  burriccu? Nooo…Presidè quello è il suo vicino di casa, di Poggio dei Pini (Capoterra). Quello che chiama lamentando il fatto che il suo cane abbaia tutta la notte disturbando lui e i vicini. Sta sbagliando Dottor Christian, io le sto parlando del Prof. Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali, il marito della Di Girolamo quella che è sempre in TV da Giletti.
Anzi le ricordo, a tale proposito che avete lo smart working alle 16.30 questa sera. Ma quale smart working, disse apostrofando Signora Minuccia, dobbiamo solo aprire la videoconferenza con le altre regioni e il Ministro. Mi raccomando dica ai tecnici del Ministero che io preferisco il sistema dell’altro giorno….credo zoom, quello che mi snellisce un pochino. Va bene Dottor Christian ci penso io.
A proposito Dottoressa Mereu non si preoccupi più di tanto, il documento che lei cercava lo porta Eugenio Zoffili tra qualche minuto.
Ahhh…. dimenticavo !! Mi chiami per favore Falconi e gli dica di farsi trovare tra un minuto in Sala Giunta con il metro perchè dobbiamo organizzare la riunione di maggioranza.
“Ita dimoniu depi fai su Presidenti cun su metru”, esclamò in cuor suo Minuccia. Questi politici sono un pò strani. Facendo finta di nulla andò nella stanza attigua alla Sala Giunta dove vide il Presidente, con il metro ed un altro aggeggio, che stava misurando, insieme al cerimoniere, le distanze tra le poltrone dei partecipanti alla riunione. Minuccia, seppure lontana, sentì il Presidente che diceva: Zoffili lo mettiamo almeno a quattro metri di distanza perché viene dalla Lombardia. Qui, a circa tre metri, facciamo sedere Giorgio Oppi, perché ha avuto qualche linea di febbre anche lui. Eppoi tutti gli altri distanziati almeno due metri l’uno dall’altro, compresi i riformatori che chiedono sempre le doppie poltrone.
Presidente, esclamò il saggio cerimoniere Falconi, con queste restrizioni qualcuno rischia di saltare. Pazienza rispose il Presidente. Se ne farà una ragione. Del resto il corona virus non l’ho inventato io. Allestite, quindi, una platea di 15 sedie e dite agli accompagnatori di accomodarsi li. Non voglio rischiare niente.
Presidè… Presidè….c’è una zuffa furibonda, all’ingresso di Via Oslavia e una all’ingresso di Viale Merello.
In realtà all’ingresso di Viale Merello il Coordinatore della Lega in Sardegna e la guardia giurata stavano discutendo animatamente perché Zoffili non voleva sottoporsi al controllo del termo scanner, così come ordinato dal presidente Solinas, ritenendo di essere “autoimmune” e addirittura di possedere, cosi come previsto dal prode Christian, un regolare certificato rilasciato dalla ATS della Lombardia che recava la dicitura “soggetto immune da corona virus”. Il certificato riportava, in caratteri piccolissimi, anche questa postilla: soggetto colpito recentemente da corona virus. Il virus è morto stecchito dopo tre ore dall’avvenuto contagio. Nessun pericolo. Dopo pochi minuti il prode Zoffili, accompagnato dalla Signora Minuccia, entra trionfante nella stanza del Presidente Solinas e gli consegna un pacchetto inviato da Salvini con dentro un altro pacchettino e un documento dal titolo: Raccomandazioni per la stesura della prossima Ordinanza regionale.
In contemporanea nell’ingresso principale di Via Oslavia, si era invece, formato un assembramento di almeno di 10-12 persone, appartenenti alle delegazioni della maggioranza capitanate da Giorgio Oppi dell’UDC. Tra gli altri anche Pierpaolo Vargiu e Pietrino Fois dei Riformatori sardi, Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia, Ugo Cappellacci per Forza Italia, Quirico Sanna vice Segretario Psd’Az e un codazzo di accompagnatori.
Oppi, forte della sua esperienza, apostrofando la guardia giurata e il Maresciallo Calledda del Corpo Forestale. Voi non siete nessuno: non ci potete misurare la febbre. Mica siamo in aeroporto. Dite al Presidente che noi non ci sottoponiamo a nessun termo scanner e che la febbre c’è la siamo misurata, prima di salire a Villa Devoto, nella Farmacia Piga di Via Pola. Dopo vari tentativi il Maresciallo Calledda, usando il savoir faire che lo contraddistingue, riesce a misurare la temperatura a tutti dando cosi  il via libera alla riunione.
Nella Sala Giunta seduti a distanza di tre metri l’uno dall’altro inizia, dopo un’ora di ritardo, la riunione di maggioranza. Il Presidente espone finalmente le ragioni che dovrebbero ispirare l’Ordinanza regionale per costringere i turisti e i cittadini a sottoporsi ai test sierologici o al tampone, attingendo a piene mani dal documento inviatogli da Salvini. Il Presidente Solinas propone, inoltre, un misuratore sonoro, prodotto da una ditta di Brescia, in grado di rilevare sulle persone, con una semplice goccia di sangue l’eventuale immunità da corona virus. Cosi, prosegue il Presidente,  potremo chiedere il “passaporto sanitario” per i turisti che arrivano in Sardegna per trascorrervi le vacanze. Questa sera parlerò con il Ministro Boccia per avere il lasciapassare del Ministero per gli Affari Regionali.
Caro Professore, tutti sanno come è andata a finire. Il Ministro richiamando i principi stabiliti dall’Art 120 della Costituzione ha deluso, poche ore dopo, sia il Presidente Solinas, sia il suo amico Amsicora che non ama i lumbard. Non se ne farà niente.
Comunque tutto andrà bene.

Fonte: Democrazia Oggi

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