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Coronavirus. Le Regioni forti mostrano i muscoli, pretendono che le altre aprano le porte all’aumento dei contagi

Andrea Pubusa

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Ormai non sono più pischello e conosco il vecchio trucchetto: si mette in bocca ad un avversario qualcosa che non ha detto e lo si massacra con supponenza. Non vi pare sia questo il giochino che Boccia ed altri stanno praticando contro Solinas e Musumeci? Contro quanti sono preoccupati che l’imprevidenza di talune regioni possa, aperte le porte, scatenare un focolaio di nuovi contagi, dove tutto sommato la situazione è sotto controllo e quasi tranquilla?
Anziché ammettere che il problema esiste e va discusso, con pacatezza, c’è chi tira fuori una prepotenza che evidentemente ha sempre avuto, anche se l’ha accuratamente celata. Sala minaccia ritorsioni: “Mi ricorderò di chi chiede patente di immunità ai lombardi”. Se non fosse arrogante, dovrebbe riconoscere che il presidente di una regione con contaggi e morti oramai vicini allo zero, ha il dovere di preservare questa situazione. Boccia interviene a gettare cortine fumogene: “Il passaporto sanitario è contro la Costituzione. Sulla mobilità no a distinzioni tra le regioni”. E chiama a supporto nientemeno che la Carta: “Rileggete - dice - l’articolo 120 della Carta. Una regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione”. Manco a dirlo, interviene Ainis, il costituzionalista, a dare man forte. Ma Solinas e anche Musumeci non dicono che vogliono imporre unilaterlamente un passaporto sanitario, chiedono al governo di farsi promotore di una iniziativa a salvaguardia delle regioni a bassa diffusione Covid contro il pericolo di indiscriminate aperture a regioni ad alto contagio e a basso tasso di responsabilità. De Magistris giustamente osserva: “Se Napoli fosse stata epicentro dell’epidemia avrebbero costruito un muro!”
Ma tornando a Boccia, chiama a supporto sempre in modo forzato perfino gli studiosi: “Se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”. D’accordo, ma ci sono misure di prevenzione o no?
E allora è bene fare un piccolo riepilogo. E’ vero che l’art. 120 vieta alle regioni di ostacolare il transito di persone e merci fra regioni, ma non vieta allo Stato con legge di stabilire limiti alla libertà di circolazione e soggiorno per motivi di incolumià e sicurezza pubblica. Art. 16. “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”. Solinas, Musumeci ed altri quando dicono “al mare con il passaporto sanitario”, chiedono allo Stato di provvedere e hanno a supporto non solo l’art. 16, ma anche l’art. 32, che tutela la salute come diritto fondamentale e anche l’art. 3, che ammette discipline differenziate per situazioni differenti. E certo di fronte al coronavirus  Lombardia e dintorni non possono essere considerati uguali alle regioni del centro sud, tutte abbastanza virtuose.
La richiesta di un patentino immunitario per i turisti lombardi in arrivo sulle spiagge di Sicilia e Sardegna non pare un adempimento impossibile o gravoso. E’ una elementare regola di rispetto verso le popolazioni isolane, del resto sempre molto ospitali ed accoglienti. Certo non è un test sicuro al 100%, ma è meglio di niente. A ben vedere Solinas e Musimeci non pongono divietialla circolazione, come vogliono far credere taluni, aprono le porte, ma chiedono una atto, seppure non a prova di bomba, di prevenzione. Mi viene in mente la richiesta ai turisti di entrare nelle chiese non in “divisa” da spiaggia. Il parroco non chiude le porte, anzi le spalanca, ma chiede un piccolo atto di rispetto. Chi capisce, credente o no, si adegua. Chi non lo fa non manca di riguardo e mostra scarsa educazione.

Boccia dovrebbe mostrare maggiore buon senso (come ha fatto in questi mesi difficili) e deve ricordare che è un ministro della Repubblica e dunque deve tutelare la salute di tutti, anche a costo di  una mobilità differenziata a livello regionale, che ovviamente non è lui a stabilire e neanche Conte, ma deve avere una precisa base legislativa. Art. 16! Ma forse non c’è bisogno di scomodare la Costituzione nè il legislatore, in fondo un piccolo attestato medico chi dice di amare la nostra terra dovrebbe avere perfino il piacere di procurarselo.

Fonte: Democrazia Oggi

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