Alcune riflessioni sul passato prossimo, pensando al futuro

Andrea Pubusa

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Se si vuole essere impietosi e “vendicativi”, si può fare l’elenco oggi di quanti erano, a suo tempo, contrari al reddito di cittadinanza e severi critici dei pentastellati.
Ricordate il tono sarcastico nei riguardi dei musi gialli e financo offensivo verso la povera gente? E ricordate quale era l’oggetto più evocato? Il divano, sì proprio il divano. Ora che sul divano dobbiamo stare per decreto, è forse bene riflettere, con pacatezza, su quelle assurde e ingiuste polemiche.
Certo, discutere della disciplina del reddito di cittadinanza si poteva e si può, ci mancherebbe!, ma disconoscerne la necessità era ed è un grave errore. C’è in giro tanta povera gente, ahinoi!, che non ha di che vivere; prevedere un reddito minimo è nei loro riguardi un atto doveroso di solidarietà, di attuazione del più dimenticato dei tre mitici principi: fraternité. Anzi, in una società giusta, questo reddito dovrebbe essere dato a tutti e fin dalla nascita. Per il solo fatto di venire al mondo, la persona dovrebbe avere il minimo vitale. E non dite che sono un folle estremista, perché mi limito a riprendere teorie di eminenti economisti, che il reddito universale[1] hanno sostenuto sulla base di considerazioni, difficilmente confutabili.
Di questo, a Cagliari, e sulla base dello stimolo dell’amico prof. Gianfranco Sabattini,  abbiamo discusso più volte in seno al CoStat e abbiamo tenuto anche dei convegni, alla presenza di eminenti studiosi come Domenico De Masi, ed abbiamo prodotto anche un libro, curato da Fernando Codonesu.
Ma tornando all’oggi, in cui sotto i colpi del coronavirus, sprofondano nella indigenza fasce che finora si reggevano sulle proprie gambe, cosa sarebbe stato il paese, senza il reddito di cittadinanza? Come sarà possibile salvare il quadro democratico se subito non si varano misure per venire incontro a chi sprofonda nella morsa del bisogno?
Volete sapere la verità? Chi si opponeva, non voleva un intervento dello Stato nel sociale e ne faceva una istintiva questione di classe. Ora, che il virus mette impietosamente a nudo il ruolo delle persone e dei gruppi nella società, che dà risalto senza nascondimenti alle attività essenziali per la vita (perfino i raccoglitori neri in nero appaiono - come sono sempre stati - essenziali), qualcuno riscopre lo Stato, la necessità della sua presenza, del suo intervento, rimettedo profitto e mercato al suo posto. Si riscopre l’uovo di Colombo: l’essenzialità del Welfare per inverare i diritti sociali fondamentali di cui solennemente ci parla la Costituzione a partire dalla sanità e dal lavoro.
Andando su linee più generali, molti hanno attaccato Grillo e i pentastellati fino a considerarli fascisti, o i più benevoli, inconcludenti, incapaci, politici da strappazzo, da mettere alla berlina. Ed ora, ditemi voi, cosa sarebbe stato del Paese senza di loro? Senza i Conte, i Di Maio, i Fico e senza quel grande vecchio di nome Beppe avremmo la fiducia che abbiamo sulla tenuta del quadro democratico?  Avremmo altrettanta certezza sulla fermezza del governo nella difesa a livello europeo delle sacrosante ragioni italiane, spagnole e mediterranee, contro il gelido calcolo finanziario dei paesi del centro-nord? Chi difende lo spirito europeo, Conte o gli sciocchi servitori di quanti ci hanno governato negli anni scorsi? Anche Mattarella, che certo non è un barricadero, ha sentito la necessità di pronunciare parole forti verso le autorità europee. E guardate come si stanno comportando in queste ore Germania, Olanda & C.! Stanno affogando l’Europa nell’acqua gelida del mero calcolo. Follemente vogliono replicare la Grecia in tutta l’Europa mediterranea.
Ecco, credo che nell’area democratica, ci sia molto da riflettere e da rivedere, non per abbandonarci ad acritiche adesioni, ma per non commettere errori esiziali in un momento così delicato e drammatico. Non ci servono i salvatori della patria alla Monti (oggi alla Draghi), dobbiamo molto più realisticamente affidarci e rafforzare chi, tutto sommato, sta dando buona prova e con buon senso.

References

  1. ^ reddito universale (www.beppegrillo.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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