I bambini ed il Coronavirus

Rosamaria Maggio

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Se fossi una scrittrice per bambini, mi immaginerei questo Coronavirus come un principe del male, pericoloso, infido perché invisibile, cui bisognerebbe contrapporre un personaggio ricco di umanità capace di sconfiggerlo.Pur essendo stata una insegnante delle scuole superiori, mi sono sempre occupata di bambini, da quando a 16 anni ero stata responsabile di un gruppo scout di bambine.In questi giorni difficili il mio pensiero va anche a loro. Non sono mancate polemiche in relazione ad un eventuale diritto dell’infanzia alla passeggiata all’aperto. Le fazioni si sono schierate. Chi è assolutamente favorevole ad una regolamentazione possibilista e chi grida allo scandalo di genitori che usano i bambini per uscire.Basta un parziale giro, senza andare molto lontano, per vedere come ci siano case dotate di giardini, terrazze o verande, case ampie per una media di 120mq a famiglia, ma anche vi siano famiglie che vivono in 50 mq senza balconi, con sole finestre. Questo è evidente anche vicino a casa mia. E non voglio addentrarmi in situazioni ancora più difficili. Forse non è male ricordare che per una parte di noi stare a casa, magari di proprietà, aspettando stipendi o pensioni, è un lusso che molti non hanno o non si possono permettere.Le norme criticate sia del DPCM che nella circolare del Ministero dell’interno sono generali ed astratte, meglio, quelle della circolare ministeriale sono indirizzate alle forze dell’ordine ed hanno lo scopo di dare istruzioni a coloro che devono applicare le disposizioni a noi indirizzate, e cioè quelle restrittive del DPCM. Quindi, le forze dell’ordine avranno la possibilità di verificare se in ogni caso specifico ci sia una violazione o sia comprovato lo stato di necessità. Insomma, le istruzioni andranno applicate con buon senso, guardando al caso concreto, sempre nel rigoroso rispetto delle misure di sicurezza.I social, però, sdoganano ormai la parte più sanguigna di ognuno, promuovendo i tuttologi, sempre esistiti, ad opinionisti del web. Giuristi, virologi, epidemiologi, esperti di politica sanitaria, di politiche emergenziali, economisti, esperti di politiche internazionali, ecc. Per non parlare dei media…In conclusione, abbassiamo i toni, utilizziamo questo tempo per stare con i nostri cari, con i quali possiamo stare, pensiamo che molti di noi devono stare soli, leggiamo, seguiamo le informazioni meno faziose o mettiamo a confronto le varie fonti, facciamoci una nostra idea senza pretendere che sia condivisa da tutti, raccogliamoci in noi stessi, fidiamoci di chi ha responsabilità istituzionali, senza abbandonare lo spirito critico, comprendiamo i bambini e i ragazzi ai quali è caduta in testa una meteora nell’età della scoperta, della tempesta ormonale, dell’incoscienza, dell’innocenza… neanche per loro potrà essere tutto come prima.

 

Fonte: Democrazia Oggi

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