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Sardegna. Coronavirus, stop a navi e aerei. Viaggiano solo merci e autorizzati: quid juris per i non residenti nell’isola, finita la quarantena?

A.P.

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 Ecco la notizia. Stop al trasporto di passeggeri verso la Sardegna. Il ministero dei Trasporti dopo l’appello[1] del presidente della Regione, Christian Solinas, ha disposto la sospensione dei collegamenti aerei e navali per il trasporto passeggeri da e per la Sardegna. Il decreto firmato dalla ministra Paola De Micheli, già operativo e valido fino al 25 marzo, permette soltanto i voli tra Roma Fiumicino e Cagliari, mentre sulle navi potranno viaggiare solo le merci. Attenzione, però, il trasporto delle persone su traghetti e velivoli può avvenire soltanto su autorizzazione della Regione e per dimostrate e improrogabili esigenze. Il Ministero ha giustificato la decisione “per contrastare il diffondersi del Covid-19 in Sardegna, in relazione anche alla particolare situazione dell’organizzazione sanitaria della stessa Regione”.
Data, l’eccezionalità della situazione, c’è tuttavia un quesito interpretativo che Solinas dovrà sciogliere. Che ne è di quanti sono allegramente venuti in Sardegna dopo l’inizio dell’epidemia? Beninteso di quanti sono sbarcati al solo fine di sollazzarsi ed hanno invaso fino ai giorni scorsi le spiagge, rese più suggestive dal fatto che sono quasi deserte, anche perché noi sardi ce ne stiamo, ubbidienti alle regole, a  casa: cioè eseguiamo l’appello “stiamo a casa!”.
Ora, è evidente che chi è venuto dal “continente”, sardo o no, deve stare in quarantena per 14 giorni. Ma, finita, la quarantena, chi non è residente nell’isola e non è qui per lavoro o altra causa consentita dal decreto Conte, a che titolo sta qui? Può farlo, richiamando il decreto ministeriale che limita gli spostamenti dalla  Sardegna? O deve chiedere l’autorizzazione a Solinas? E Solinas deve autorizzare la permanenza o consentire o, addirittura, disporre il rientro nelle rispettive residenze in base al decreto Conte? Costituisce questo uno dei casi in cui, in base al combinato disposto dei decreti del Presidente del Coniglio e del Ministro dei Trasporti, Solinas può o, addirittura, deve ordinare il rientro nella residenza della penisola?
Ci son regioni, dalla Toscana al Trentino, che hanno invitato i non residenti a rientrare nelle loro città. C’è la preoccupazione legata alle debolezze del rispettivo sistema sanitario regionale, e ai gravi oneri che tutta l’amministrazione ha di dover provvedere non solo per i residenti, ma per un numero di gran lunga superiore di persone, esterne al sistema sanitario e alla rete comunale e regionale. E c’è anche una non immotivata indignazione verso cittadini, che, mentre tutti stiamo buoni a casa, si comportano in modo,  a dir poco, indisciplinato. Comunque, quid juris?, come dicono i giuristi. Come deve sbrogliare la matassa Solinas? Aggiungo un elemento per risolvere il rebus: in una gerarchia fra decreti, direi che il DPCM (decreto del Presidente) prevale su un semplice D.M. (decreto ministeriale), il che dispiega effetti anche nell’intepretazione e applicazione.

References

  1. ^  l’appello (www.sardiniapost.it)

Fonte: Democrazia Oggi


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