Solinas, se non sei leghista, i non residenti (fuori dal decreto Conte) devi reimbarcarli!

Andrea Pubusa

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Come al solito, c’è in giro un po’ di gente che rivela nelle occasioni topiche, la sua piccineria. Cosa può dirsi, se non questo, per quei continentali che si sono riversati nelle loro seconde case in Sardegna. A Villasimius pare mille, a Calasetta non si sa quanti e così via. Mossi dal loro egoismo, vengono in un luogo poco colpito dal coronavirus, e però anche con poche strutture (ah! i 150 milioni al Mater Olbia!).
Ora, credo che questo comportamento non possa essere tollerato, perché va contro quello spirito di solidarietà e rispetto delle persone che informa la nostra Costituzione fin dai primi articoli. Si può fare qualcosa per reimbarcali, ossia per reprimere una condotta e ancor prima un’istinto animalesco, antisolidale?
Intanto ribadiamo che l’art. 16 Cost. ammette le limitazioni della libertà di circolazione e soggiorno con misure generali per motivi di sanità e di sicurezza pubblica. Art. 16. “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche“.
Quindi una limitazione per motivi di sanità e sicurezza dei sardi può essere adottata. I decreti del presidente Conte si fondano, per l’appunto, sull’art. 16.
Si potrebbe obiettare però che un ordine di Solinas nel senso indicato non supererebbe il limite del carattere generale (in via generale) perché riguarda soltanto i non residenti nell’isola. Ma  non è così. La generalità delle restrizioni nell’art. 16 è riferito ai luoghi, ossia la limitazione deve prendere in considerazione, non le persone, ma una circoscrizione territoriale (il comune, la provincia o la regione) interessata. Nel caso dei continentali furbacchioni si deve disporre che in Sardegna possono stare, per le note ragioni sanitarie e d’incolumità degli isolani, soltanto coloro che risiedono stabilmente da noi, non gli altri.
Solinas dovrebbe dunque procedere a reimbarcarli immediatamente, anche perché le nostre strutture sanitarie non sono in grado di curare neanche i sardi ove, malauguratamente, il coronavirus si dovesse estendere.
A ben vedere Solinas deve solo dichiarare, esplicitare un ordine già contenuto nel decreto Conte. In questo si stabilisce che ognuno deve stare in casa propria, se non per i casi eccezionali espressamente previsti, nei quali non è contemplata la paura, la furbizia e tantomeno la coglioneria. Il decreto Conte già vieta lo spostamento dalla propria residenza effettiva (abitazione abituale) al di fuori dei casi ammessi (far la spesa, recarsi al lavoro etc.), e venire dal “continente” nella casa al mare o in albergo o in affitto, per allontanarsi dalle zone più critiche, non rientra fra queste, anzi le viola palesemente. Del resto neanche noi sardi possiamo spostarci nella nostra casa al mare o in campagna.
Anche perché se non si interviene e se la situazione (Dio non voglia!) peggiorasse, in molti piccoli centri, dove tutti si conoscono, potrebbero rispolverare un vecchio indirizzo proprio della antica scuola pedagogica sulcitana. Così, ad esempio, mi segnalava un amico del mio paese che una coppia di continentali che si sono presentati, con aria furbesca e di chi la sa lunga, per le vie di un paesino sulcitano, sono stati presi a male parole e, lui, ha subito anche la vecchia sanzione prevista da una norma consuetudinaria: ai prepotenti e ai furbi una “card’e corpus“!  Un bel po’ di botte …proporzionate, s’intende, all’entità dell’arroganza del reo! Insomma, fuori dallo scherzo, potrebbero sorgere problemi d’ordine pubblico.

Fonte: Democrazia Oggi

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