Matteo, nei tuoi discorsi di pancia lascia stare la sofferenza

Giulio Lobina

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Ci sono questioni sulle quali è meglio tacere. Cose che, non vivendole sulla nostra pelle, dentro il nostro corpo, nella nostra mente, non comprenderemo mai.
Siamo nati uomini, maschi, anche per questo, forse. Per non cercare di fingere di comprendere o di conoscere corpi, sentimenti, emozioni, paure diverse dalle nostre.
Quel metterci nei panni dell’altro deve funzionare nel rispetto dell’altrui Spirito, di una totalizzante essenza della persona. Di un tutto e di un noi viscerale che viviamo raramente in un atto d’Amore (ma a volte anche di sopraffazione e brutalità) per poi tornare, noi maschi, alle nostre vite quotidiane senza “pesi” che sono poi miracoli e privilegi, pure, che altre: le donne, portano dentro per 9 mesi.
E noi stiamo a guardare. Vicini.
Oppure assenti completamente.
Noi maschi, Matteo, a volte parliamo a sproposito. Consci del non dovere MAI fare certe scelte. Scelte coscienti o un po’ meno, ma certamente dolorose. Noi non le dobbiamo fare perché non abbiamo ricevuto dal Dio per il quale indegnamente sgrani rosari ai tuoi convegni, il dono della gravidanza.
Il dono. Matteo. La gravidanza.
Di un dono, come per la vita stessa, l’essere umano ha il diritto di fare ciò che desidera. Come quando capita che taluno si toglie la vita: proviamo a ragionare su ogni evento che avrebbe potuto evitarlo, quando i giudizi o i pensieri dovrebbero invece solo comparirne in silenzio l’assenza.
Non si può giudicare nessuno, Matteo, quando la vita non ci ha dato un metro di giudizio morale, ma solo di leggi umane.
La Spiritualità, l’Amore, il Dolore viaggiano per ciascuno su spartiti complessi e a volte indecifrabili.
Nè tu, Nè altri come te possono o possiamo ergerci a Giudici delle scelte di cui non conosciamo l’eziologia Spirituale.
L’aborto è prima di tutto sofferenza. E bisogna parlarne con una sensibilità diversa dalla tua. Perché quando entri in stanze di cristallo, devi renderti conto che, anche in punta di piedi, puoi fare danni.
Meglio che tu continui a parlare di Nutella e che ti faccia davvero processare “per aver difeso i confini nazionali”, così sull’immigrazione puoi continuare a sparare a zero per i tuoi fans…ma le donne, le loro scelte, la loro sofferenza non portarla nei tuoi discorsi di pancia, perché ci vuole empatia e cuore.
E non basta neppure immedesimarsi in certe situazioni, perché non tutto si può vivere dentro il proprio corpo. Nella propria pelle.
Potresti invece, da politico, lottare perché l’educazione sessuale che è educazione alla vita possa insegnarsi nei modi opportuni in ogni scuola. Ma non guadagneresti “like”quindi comprendo che tale impegno non ti appartenga. Un po’ come quello di partecipare agli incontri dell’Europarlamento sull’Immigrazione.
Sparare a zero contro un problema, contro le persone è facile. Risolvere i problemi con le giuste scelte che da uomo politico avresti dovuto fare, è un’altra cosa.
Certe frasi non andrebbero dette. O meglio, se dette, andrebbero ascoltate profondamente per comprendere appieno il cuore della persona che le pronuncia.
Perché al Governo di un paese dovremmo iniziare di nuovo a mandare chi conosce, chi studia e non vuole smettere di imparare. Chi è coerente nelle azioni dopo averne pronunciato gli albori. Non chi nulla sa, ma ha una opinione su tutto.
L’opinione politica guida un Paese.
L’opinione di un cittadino può vivere al bar tra gli amici o sui giornali, e il giorno dopo esser dimenticata. E rimane nella cerchia ristretta di una serata tra amici.
Forse sarebbe opportuno che tornassi sui tuoi passi, da buon cittadino, a cercare un lavoro dove puoi esser utile a te stesso e al Paese. Un po’ come proviamo a fare tutti.
Certi Argomenti fanno parte di una sfera alta della Coscienza umana e della Consapevolezza divina (per chi ha Fede), per elevazione dello Spirito, per il rispetto d’ogni etica, scelta, legge, cuore che nulla hanno a che vedere con le campagne elettorali perenni.
Con le campagne d’odio di chi voleva pieni poteri e finalmente si fa processare per aver sequestrato su una nave militare esseri umani pur avendo giurato di rispettare la Costituzione che, sulla libertà personale, come su ogni norma laica vale anche per uomini e donne straniere.
Buon tutto, “Onorevole”.
Alcuni uomini, ancora sanno tacere. Ma quando votano, ragionano provando a mettersi nei panni di chi li ha messi al mondo.

Fonte: Democrazia Oggi

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