Revelli: ecco i punti chiave di Salvini. Ma son quelli?

Andrea Pubusa

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In un’intervista al Fatto Marco Revelli enuncia i punti chiave di Salvini e della Meloni: le tre O (odio, oblio e oltranzismo). Sono il gancio, così lo chiama Marco Revelli, a cui si appende la triste e crudele eredità del ‘900. Quel tempo del Male si rifrange e si ripropone, ora come esibizione scenica ora come piega intellettuale.
Il politologo fa una analisi della situazione politica e del ritorno di fenomeni di estrema destra. Il mercato fascista e nazista in crrescita con ciondoli, manganelli e perfino il vino “nero” sono la tragicomica replica del simbolismo del ventennio. Una tragedia, “che è incredibile ci sia qualcuno che possa augurarsi di rinverdire o farla rivivere“. Un simbolismo del male. Ed ecco le tre O. “Odio non di classe o di sistema, ma individuale, anarcoide, che si aggrega occasionalmente,  si riversa e ribolle in mille tinelli“. E l’oblio? “Narcosi della memoria, pulizia mentale, un reset, che pialla le teste e seppellisce le responsabilità“. Infine l’oltranzismo. “Proliferano i demaghoghi, ci somministrano le idee più enormi, eccessive, improbabili, l’ipertrofia come sistema“.
Le sue tre “O” hanno un grande mercato politico, chiede Caporale, l’intervistatore. La risposta di Revelli è affermativa:”Producono un fatturato invidiabile. È sangue vivo per leadership altrimenti anemiche. Noi abbiamo Salvini e la Meloni che hanno costruito la propria fortuna. L’ America ha Trump“. Noi abbiamo Truzzu e Solinas, aggiungo io.
Ora è difficile togliere o aggiungere una virgola all’analisi di Revelli. Eppure, sempre tenendo a mente le sue considerazioni, a me pare che Salvini e la Meloni e più in generale le destre, Truzzu e Trump compresi, non vincono per le tre O, o soltanto per quelle, vincono perché parlano di problemi reali e danno risposta ad esigenze materiali di persone in carne ed ossa.
Prendete a Cagliari. Agli abitanti di Marina interessano le tre O? Oppure sono disposti a dare a Truzzu il consenso perché affronta la questione del casino notturno nel quartiere? Chi non dorme la notte per il chiasso di nottambuli sfacendati o maleducati e all’indomani deve recarsi al lavoro, pensate che stia a sottilizzare su odio, oblio e oltranzismo. O vuole semplicemente riposare in pace? E appoggia gli amministratori per ragioni ideologiche o perché risolvono questo problema? E chi vive o passa in piazze e quartieri dove stazionano in permanenza soggetti, bianchi o neri poco importa, che rendono difficile il passaggio e impossibile la sosta? Pensate che siano affascinati dai ciondoli fascisti o dal desiderio di vedere quei luoghi ricondotti alla normalità? Forse più che del vino “nero”, sono desiderosi di una bella pattuglia che passi e si fermi con frequenza in modo da scoraggiare presenze indesiderate, fonte d’insicurezza, vera o presunta.
Insomma, la sicurezza è di destra o di sinistra? Poter uscire la notte tranquilli, non solo le donne, ma anche gli uomini, che segno politico ha? Ho sempre pensato che limitare gli spazi ai male intenzionati sia sicuramente di sinistra e che i malintenzionati, consapevoli o no, sono obiettivamente di destra o non progressisti.
La leader del centrosinistra cagliaritano in consiglio comunale ha denunciato lo sgombero dei portici di via Roma dai clochards che vi stanzionano giorno e notte. Ha lamentato la drastica pulizia del luogo in vista delle feste natalizie. Ma pensate che curare la pulizia e la decenza della più importante via della Sardegna sia di destra? O si tratta di una semplice e doverosa misura di buon senso? E il problema dei poveracci è una questione da affrontare non occupandosene (ognuno faccia come vuole) o, invece, è un tema da discutere in sede politica e ammistrativa e da risolvere nel rispetto assoluto delle persone, ma anche del decoro dei portici?
E se andiamo ai temi del lavoro, della moralità pubblica, della serietà della politica, cosa pensate voglia la popolazione? Vuole esponenti che dicono d’essere di sinistra e fanno cose da liberisti? O ama quelli che dicono di volere la trasparenza e si fanno i cavoli loro nelle secrete stanze?
Insomma, le cose che dice Revelli sono importanti e da tenere sempre presenti, ma i temi su cui si batte la destra sono altri. Sono le questioni del lavoro, delle prestazioni pubbliche (sanità, scuola, etc.), sono i temi della democrazia e dell’uguaglianza in concreto. E’ qui che si vince o si perde la partita.Il resto è contorno. O no?

Fonte: Democrazia Oggi

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