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Il M5S, sotto attacco, rincula e perde pezzi. Che dio ce la mandi buona!

Andrea Pubusa

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Beppe Grillo ha compiuto un capolavoro politico, ma non il miracolo. Il capolavoro è aver messo su un movimento capace in dieci anni di avere più voti del PCI, che pure aveva fatto la Resistenza, fondato la Repubblica, approvato la Costituzione, ed aveva dietro sindacati e organizzazioni di massa. Lo strumento prodigioso è stato il web. Per  propagare parole d’ordine e messaggi, dare la sensazione di partecipare e decidere il web è l’ideale, è formidabile. Ma non è un mezzo che può fare il miracolo, creare una classe dirigente capace ed affidabile.
Grillo ha pensato che - come diceva Lenin - la cuoca possa e debba governare. Ma quella cuoca - che pure non ha governato neanche lì - aveva attorno i soviet e il partito e lì poteva forgiarsi, acculturarsi e formarsi. Dove si è formato Di Vittorio, da bracciante semianalfabeta a segretario generale della Cgil? Ma la tastiera non ha questo effetto magico, e lo si è visto impietosamente alla prova del governo. Non che i ministri cinque stella fossero o siano peggiori degli altri. Anzi, hanno qualcosa in più, sono onesti. Toninelli è stato messo alla berlina dai grandi media di lor signori perché ha detto che chi ammazza automobilisti per danaro non può avere concessioni di autostrade. Come dire che non si deve mettere la testa di Capuccetto rosso in bocca del lupo. Come la Raggi che è anzitutto colpevole di aver spazzato via dalla scrivania del sindaco il malaffare. O Buonafede che vuole combattere la corrusione. Loro tutto sommato reggono. E’ il movimento  come struttura che non regge. Ci son quelli che, abituati alla paghetta del padre o al misero e precario salario, fanno due più due e scoprono che, se si intascano tutta l’indennità di carica, la tanto vituperata fonte del privilegio della casta, a fine mandato possono comprarsi almeno un tetto. C’è chi, parlamentare per caso, pensa di poter avere qualche agio, sempre desiderato ma vituperato come fece la volpe con l’uva. Poi,  costoro, non avendo saldi fondamentali, anzi non avendone proprio, sotto l’attacco concentrico di destra, centro e sinistra hanno finito per perdere la bussola e sbandarsi. Non sanno perché son lì, tradiscono nel modo più plateale quella rappresentanza che prima hanno considerato sacra. Un gruppo dirigente maturo sa che non può rompere il tran tran della politica quotidiana, fatta di cmpromessi e affarucci (spesso anche affaroni) senza reazione esetesa e rabbiosa, la dà per scontata, si prepara,  si compatta e contrattacca e la truppa sta in trincea senza defezioni, e, quando necessario, va all’assalto del nemico. Qui invece troppi sbandano. Ma ci credo, quando candidi l’ex direttore della Padania! Cosa ci si può aspettare quando col web metti in lista ed eleggi dei frustrati che nella società contano nulla o poco e lì trovano sbocco senza sudare e dar prova di tenacia e impegno sul campo.
Ecco Grillo ha fatto un capolavoro, ma non un miracolo, ha fatto bene tutto per riunire la truppa, ha trovato qualche buon sottufficiale, ma non dei veri leader, non un esercito consapevole e compatto.
Ad essere onesti i 5 stelle tutto sommato, pur con errori snchr non lievi, hanno fatto bene. Non hanno rubato! Hanno rimesso in auge i temi della povertà (reddito di cittadinanza) e del lavoro (salario minimo), della giustizia (prescrizione e riforma del processo) ed altro ancora. Ma tutto potevano pensare ma non di incontrare ls resistenzza e l’ostilità della sinistra, non di quella dirigente, che sinistra non è, ma anche nella base popolare. Anziché guardare al merito, anche non pochi compagni di base si sono lasciati convincere che hanno perso voti per causa loro e non che questo è l’effetto del tradimento dei propri dirigenti, diventati liberisti. Hanno tratto da questo falso convincimento un atteggiamento non critico, come è legittimo, ma ri pregiudiziale rancore. Ora che il M5S è sotto tiro delle destre e rincula, si intravedono i risultati di tutto questo. Non c’è un’idea di ricomposizzione di un fronte progressista che li comprenda, uno schieramento vasto di rinnovamento del paese. La destra becera avanza impetuosamente e solo un miracolo può fermarla. Destra, non si dimentichi, nella persona di Salvini rilanciata da errori congiunti di M5S e PD. Almeno si tentasse di porre rimedio ora che si è cacciato Salvini dal governo! Ora che ci sono le sardine a creare movimento. No, ora si pensa più a formare grupppetti che dureranno lo spazio d’un mattino senza lascoar traccia. Che dio ce la mandi buona! Amen.

Fonte: Democrazia Oggi



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