Un augurio forte, una bella notizia e una poesia

Un augurio forte, una bella notizia e una poesia

25 Dicembre 2019
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 Andrea Pubusa e Red

Nel farvi gli auguri di un sereno Natale e buone feste, vi diciamo che il 2020 riserva a Cagliari e alla nostra Isola una bella notizia. Non si tratta di un evento epocale, ma certo di un fatto importante. Il prossimo febbraio verrà inaugurata a Cagliari la sede della “Scuola di cultura politica Francesco Cocco” in via Marche n. 9. Locale acquistato dalla Scuola, che sarà anche un punto di riferimento per i democratici sardi singoli e associati. Compatibilmente con le attività della Scuola, il locale sarà a disposizione, nei modi che verranno stabiliti, anche delle associazioni per iniziative culturali e di dibattito.
E’ un’iniziativa partita dal CoStat - Comitato di iniziativa costituzionale e statutaria (ex Comitato per il NO), che ha coinvolto l’ANPI e ha costituito la Scuola come Onlus. Ne siamo molto orgogliosi, perché con la generosità di tanti compagni/e ed amiici/e offriamo alla città uno spazio libero e democratico.
Cosa sarà la scuola? Non uno strumento di formazione a fianco di un partito o di una componente politica, ma un luogo di cultura pensando sopratutto a dotare Cagliari e l’Isola di una classe dirigente consapevole e organica agli interessi dei sardi e della democrazia. Ecco perché l’abbiamo denominata Scuola di cultura e non di dormazione politica, proprio per distinguerla da tante altre iniziative fiancheggiatrici di uomini e correnti politiche. Scuola di cultura, palestra di libertà, di studio e di dialogo.
Pertanto, mentre vi facciamo gi auguri più belli, vi invitiamo ad unirvi a noi nel far vivere la Scuola. Abbiamo bisogno dell’apporto di intelligenza ed economico di tutte le persone di buona volontà. L’appuntamento inaugurale è fissato per febbraio. Prendetene buona nota e non mancate.

Ed ora ecco una poesia sul Natale di Sebastiano Satta

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 Vespro di Natale

Incappucciati, foschi, a passo lento
tre banditi ascendevano la strada
deserta e grigia tra la selva rada
dei sughereti, sotto il ciel d’argento.

Non rumori di madre o voci il vento
agitava per l’algida contrada.
Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada
ridea bianco nel vespro sonnolento.

O vespro di Natale! Dentro il core
ai banditi piangea la nostalgia
di te, pur senza udirne le campane:

e mesti eran, pensando al buon odore
del porchetto e del vino, e all’allegria
del ceppo, nelle loro case lontane.

 

La poesia Vespro di Natale di Sebastiano Satta è tratta dai Canti barbaricini (La vita letteraria, Roma 1901).

References

  1. ^ Nessun commento (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi

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