Mirasola, quale energia per quale sviluppo?

Roberto Mirasola a domanda risponde 

 

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- Caro Roberto, com’è andato il dibattito sull’energia di mercoledì?
- Dibattito di grande interesse. Si affronta il tema dell’energia in maniera chiara, priva di qualsivoglia ideologia, formulando proposte.

- Su questa questione si sentono spesso slogans, senza alcun aapprofondimento…
-  Proprio così. Non è un caso che si è voluto affrontare il tema coniugandolo con le problematiche relative allo sviluppo. Insomma è inutile parlare di energia se non ci si interroga su quale tipo di sviluppo economico si vuole perseguire.

- Già il titolo che avete scelto è tutto un programma…
- Il titolo della serata è chiaro e non lascia dubbi “Quale energia per quale sviluppo?”.

- Interessanti anche relatori e interventori…
- Si gente che studia e sta sul campo, come Sergio Sulas imprenditore agricolo, nonché Presidente del GAL Marghine, ha raccontato la sua esperienza di allevatore, dimostrando che è possibile fare agricoltura di qualità con metodi estensivi, rispettosi dell’ambiente.

- Bel terreno per sperimentare nuove energie, mi pare.
- Sì, proprio così, per farlo è sufficiente l’energia rinnovabile.

- Ma è possibile oggi affidarci subito alle energie rinnovabili?
- Fernando Codonesu,  Fisico e Presidente della Scuola di cultura Politica Francesco Cocco, spiega che ci serve un periodo di transizione per arrivare a quel tipo di energia, ma di certo le scelte che si stanno mettendo in campo non vanno nella direzione giusta.

. Cioè?
- Come dice Lilli Pruna, sono fuori tempo e fuori luogo. E’ fuori tempo perché è troppo tardi per investire risorse enormi in una infrastruttura che servirebbe a sviluppare il sistema industriale. Del resto un progetto come questo avrebbe senso se si avesse un sistema industriale forte, diffuso, radicato.

- C’è anche la dimensione europea, dove va l’Europa?
- Sì, non bisogna dimenticare come ci ricorda il Prof. Roberto Ricciu, che l’Europa va verso le rinnovabili e lo stesso governo non è interessato al progetto del gasdotto.

- Beh, Conte lo ha detto a Cagliari molto chiaramente. Quale prospettiva dunque?
- Non certo quello di ritornare alle candele o fare anacronistici balzi indietro.

- Penso anch’io, ma avete parlato dello sviluppo?
- Al riguardo Tonino Dessì è chiaro, serve una reindustrializzazione ad alta tecnologia, ad alto contenuto di know how in settori competitivi ad alto valore aggiunto, connotata da processi non inquinanti.

- Il tema è molto intrigante e centrale…interessa molto.
- Il pubblico partecipa con interesse e on modo critico, a dimostrazione che non è vero che le persone sono entusiaste dalle scelte che si stanno avanzando.

- Ma leggendo la stampa sarda sembra che in Satdegna non ci sia discussione…tutti allineati e coperti…
- Non corrisponde a verità quello che la stampa locale cerca di far passare, con i due maggiori quotidiani in testa,  ovvero che l’isola sia abbia un’idea positiva del  gasdotto in Sardegna.

- I soliti gruppi di interesse…
- Il timore è che le lobby del metano stiano giocando una partita di fondamentale importanza centrata sulla comunicazione, finalizzata a stimolare falsi consensi.

- Come ai vecchi tempi, qui non cambia nulla.
- Sì. Non è un caso che sia Vito Biolchini, giornalista e moderatore del dibattito, a ricordare i tempi in cui la stampa regionale era controllata da Rovelli, con tutto ciò che ne conseguì.

- E’ necessario che il dibattito pubblico su questo tema si sviluppi senza condizionamenti. Se continuiamo con le tifoserie e i gruppi di interesse siamo fritti…
- Sì e quanto stiamo cercando di fare. La battaglia va spostata sul piano della corretta informazione sviluppando sempre di più il dibattito. Siamo convinti che mercoledì abbiamo  fatto un passo in avanti in questa direzione.

- Su questi temi sarà interessante l’iniziatova della Scuola di cultura politica Francesco  Cocco, che in primavera muoverà i primi passi.
- Si credo che per la Sardegna sarà una gran cosa,  una fucina di idee e di circolazione delle idee.
 

Fonte: Democrazia Oggi

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