Che tragedia, il tuo ne fa più del mio!

Amsicora

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Vi capita ogni tanto di assistere a cose strane? O siete di quelli che ne hanno visto così tante da non stupirsi più di niente. Io, confesso, credo di appartenere a quest’ultima categoria, son di quelli che pensano che il mondo non riservi loro più alcuna sorpresa. Anche la storia, se conosci quella greca, si ripete. Certo, con qualche variante, ma niente più. E così spesso lascio basiti e indispettiti i miei interlocutori; credono di raccontarmi fatti eclatanti ed io non faccio neanche ba.
Eppure, nonostante questa mia convinzione o, se volete, corazza o, se preferite, atteggio, ogni tanto, mi sorprendo.
L’altro giorno, ad esempio, intorno alle 18 mi sono recato alla riunione del CoStat a Villanova, un orario per me inconsueto, almeno nei giorni feriali, per una passeggiata. E così in sequenza sono stato coinvolto in episodi ripetuti che mi hanno addirittura convinto che siamo in presenza di una mutazione della specie. E che mai è successo di così epocale? Bah, sentite, poi mi direte.
Appena esco dal mio studio vedo nella lunga prospettiva di via Tuveri più cani che persone. Come dicono, ridendosela i cinesi, i cani portano a spasso, al guinzaglio, gli umani. Ecco che uno fa per entrare nel portone del proprio condominio e, al cane che fa qualche resistenza (vuole ancora stare in giro) dice “neanche se ne parla!”, mentre lo tira energicamente all’interno. Più in là uno spiega all’amico che - come dice l’Enciclopedia del cane - ” la prima cosa da fare è stabilire chi è il capo branco: il cane o te”. “Caro mio - dice serio quel signore all’amico - se tu non stabilisci subito che il capo branco sei tu, quello ti schiavizza”. Poi, però la bestia lo tira contro da un’altra parte e lui segue senza se e senza ma. Che ne dite, amici? Chi è il capo e chi il gregario? Ha ragione l’Enciclopedia.
Non basta! Più avanti uno a voce alta, mentre il cane lo tira di qua e di là, sente al telefonino un’amica, che dice “non è che io non voglia bene a mia madre e a mio marito, ma voglio bene anche al cane, ed anzi se dovessi fuggire in un’isola deserta, preferire portarmi dietro il cane”. “C’è qualcosa di strano?, chiede ansiosa. Sono normale?”.
Per distrarmi guardo una vetrina di scarpe, anche se non ne devo comprare. Sono un po’ sconvolto e voglio liberare la mente da un cupo sospetto. Ma ecco che un cane fa le feste ad un altro e la proprietaria di uno chiede all’altra “è maschetto o femminuccia?”. Anch’io lo chiedo, ormai sempre più raramente… ma quando vedo neonati nella culla. Che sia antico?
Faccio uno scatto per superare l’intralcio dei due cani che si odorano, ma non faccio in tempo ad allontanarmi che una signora con una busta semivuota in mano dice sconsolata all’altra che ha una busta ben piena “il tuo ne fa piu’ del mio. Non riesco a sconfiggere la stitichezza. Come hai risolto il problema? Cosa mi consigli?”.
Mi assale il sospetto che parlino di cacca. Che disastro! Avere un cane che ne fa poca è una vera tragedia! Finalmente sono arrivato entro nella saletta per la riunione. Saluto tutti allegramente, bau, bau…

Fonte: Democrazia Oggi

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