Niente illusioni, il clima è ancora plumbeo

Tonino Dessì

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Domenica mattina, con Vincent, prima di andare al mare siamo usciti sul presto per comprare roba da leggere e passare al bancomat.
In via Danimarca, a Quartu, il bancomat di un noto istituto di credito non è esterno, ma occorre accedere a un apposito vano interno.
Sono entrato mentre mio figlio aspettava fuori, accanto all’ingresso.
Ho anche ceduto il passo a una signora bionda, ben vestita, appena scesa da un BMW in cui era rimasto un signore ad attendere.
Ho concluso al mio terminale prima che lei al suo il prelievo e stavo andando via, quando mi ha chiesto: “Può tenermi compagnia un momento? Sa, … quel ragazzo lì fuori”.
Vincent è un bel ragazzo dall’aspetto buono, è sempre ben vestito (ha un gusto per l’eleganza tipico dei giovani congolesi di Kinshasa), è visibilmente una persona educata e pacifica.
Ho risposto alla donna con tono neutro: “Quel ragazzo è mio figlio”. Lei ha risposto un “Ah.”, non meno neutro.
E me ne sono andato, mentre le mie preoccupazioni, sempre tenute a bada, ma mai del tutto sopite, mi han messo più ansia che malumore.
Non è cambiato ancora, il clima, non vi fate illusioni.
E non solo non è finito il razzismo più o meno conclamato, ma nemmeno è rifluita la complicità diffusa e connivente, nè lo è la paura del diverso.
Per parte mia ho sempre una disposizione a pensare che i fatti e il tempo possano produrre cambiamenti evolutivi.
Ma al momento il mio solco personale con quanto è successo e con chi, politici e persone, hanno provocato, accompagnato, giustificato, tollerato quel che è accaduto in Italia in poco più di cinque anni, non riesco a colmarlo.
La Lega non aveva ancora dilagato, quando Di Maio (perché fu il primo), cominciò a usare l’espressione “taxi dei clandestini” per le ONG. La tematica razzista era ancora politicamente confinabile e confinata, quando Minniti aderì alle medesime tesi.
Poi abbiamo avuto il Governo M5S-Lega, nato da un accordo al peggio tra il partito che aveva vinto le elezioni e uno dei partiti più estremi dello schieramento che non era riuscito a vincerle, a seguito del rifiuto del partito pur sempre uscito secondo alle medesime elezioni di accettare esso un accordo di governo col primo.
In quattordici mesi il clima è diventato plumbeo e si è come aperto il Vaso di Pandora del peggio possibile praticato e del peggio immaginabile propagandato.
Chi ancora non tien conto di questo è semplicemente irresponsabile.
Così come lo sarebbe chi, delle due componenti del nuovo Governo o delle sue frazioni, giocasse col fuoco per far cadere il precario nuovo equilibrio raggiunto.
Il via libera alla Ocean Viking ha dimostrato che affrontare in modo ragionevole un’emergenza di concerto con alcuni Paesi europei è possibile al costo minore e che Salvini tutto voleva tranne una gestione finalizzata alla gestione “normale” e conveniente per l’Italia dell’emergenza.
Un laido poltrone intenzionato solo alla propaganda.
Bene quindi il cambio di linea annunciato e quello prospettato.
Bene Conte, bene Zingaretti, non bene la ritrosia di Di Maio, ma transeat.
Se a questo cambio di linea su un’emergenza relativamente minore, si accompagnassero misure economico-sociali attese e popolari, tre anni si potrebbero affrontare con successo e consenso.
Lascerei perdere stupidaggini come quelle proposte dall’Ufficio studi di Confindustria sulla tassazione dei prelievi in contanti (pensavo che Confindustria avesse staff di consulenti migliori) e proposte risibili come quella del Ministro della pubblica istruzione di tassare le merendine dei distributori automatici nelle scuole.
Andiamo al sodo: taglio del cuneo fiscale sui redditi dei lavoratori, investimenti infrastrutturali e su scuola, innovazione, ricerca.
Se l’Europa come pare sta per affiancare alle ultime misure monetarie lasciate in conclusione di mandato da Draghi, una revisione della politica economica in chiave espansiva, accettata finalmente anche dalla Germania per evitare che il rallentamento della sua economia piombi il continente in una nuova lunga recessione, gli spazi per l’Italia si riaprono tutti.
La stabilità attesa ha già avuto conseguenze positive sullo spread e sul costo del servizio del debito pubblico.
Dalla spirale sovranista, populista e reazionaria si può uscire.
Quel che temo è una classe politica che viaggia ancora su lunghezze d’onda arretrate.
Non sembri che poi anch’io retroceda sulla solita polemica col centrosinistra.
Eppure ci son cose che trovo o dissennate oppure tanto oscure da essere inspiegabili, perché altrimenti dovrei pensare di aver a che fare con dei puri e semplici deficienti (mi scuso per la caduta su un’espressione non aulica).
Io non ho capito per esempio le ragioni di Debenedetti (senior) e del gruppo editoriale diretto oggi dal figlio, che continuano a mostrarsi risentiti perché non si è andati a elezioni. Ma chi pensavano che le avrebbe vinte?
Peggio mi sento quando, a fronte dell’apertura di una campagna della Lega per un sistema elettorale seccamente maggioritario, leggo che gli “Ulivisti” del PD, Prodi, Parisi, Veltroni, più qualcun altro - D’Alema: ne azzeccasse mai una! - considerano luttuosamente la linea che sembrerebbe ispirare l’accordo di governo verso una legge elettorale proporzionale.
Ma questi, oltre a non aver capito oppure ad aver capito, ma non digerito che l’equilibrio della Costituzione regge soltanto se il sistema elettorale impedisce forzature nella composizione delle rappresentanze tali da determinare uno squilibrio fra i poteri della Repubblica, dico, questi, pensano davvero ancora che il csx potrà rivincere le elezioni cannibalizzando o mettendo fuori gioco altri soggetti politici (stavolta il M5S, immagino) e costringendo quote crescenti di elettori all’astensionismo?
Anche qui, ammetto che i postumi del referendum costituzionale del 2016 e il solco con chi aderì all’iniziativa di stravolgimento della Carta non li ho ancora smaltiti.
Poi, detto per inciso: ma Franceschini e altri come possono proporre al M5S di allearsi col PD alle elezioni regionali, quando il persistere de sistema elettorale regionale presidenziale e maggioritario rende politicamente del tutto impossibili, oltre che ad alto rischio di sconfitta, coalizioni in cui PD e M5S confondessero le proprie identità in liste o coalizioni calderone?
Insomma, ancora i fili sono molto aggrovigliati e, da una situazione quasi miracolosamente rimessasi su binari di ragionevole positività, i rischi di deragliamento ci son tutti.
Ma tornando da dove sono partito: non molliamo la guardia e non facciamo cazzate, perché il clima è ancora torbido.
Lo è anche sempre più quello planetario: ma a quello sembra stiano intensamente pensando i ragazzini, come Greta Thurnberg e forse la causa è messa in mani che inducono a qualche ottimismo.
Il mondo salvato dai ragazzini.
Sintonizziamoci: forse ne vale la pena.

Fonte: Democrazia Oggi

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