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Intellettuali a favore del governo giallo-rosa: la Costituzione prima di tutto

 Red

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Pubblichiamo due appelli di intellettuali democratici a favore del governo Conte bis. La particolarità positiva dei due interventi è  ch’essi non esprimono una pura adesione all’idea di formare un nuovo esecutivo a maggioranza gallo-rosa, ma che in essi si danno delle indicazioni precise ed organiche sul che fare. L’elemento comune è il richiamo alla centralità della Costituzione. La Carta come base programmatica da sviluppare con appropriate misure legislative e amministrative così da rimettere al centro l’eguaglianza, i diritti dei lavoratori, l’ambiente, la questione morale, la scuola e l’accoglienza. Insomma, quell’insieme di questioni dalle quali Salvini aveva rozzamente allontanato il Paese.
Ecco. rimettere mano all’attuazione della nostra Costituzione è la svolta più importante e mobilitante. Ma, attenzione!, sembra un obiettico semplice e di agevole convergenza, ma - purtroppo - non è così. Gli scostamenti dalla Carta sono stati tanti in questi anni e non solo della Lega e delle destre. Non dimentichiamo che l’attacco più pericoloso è venuto dal PD con Renzi e che il centrosinistra ha adottato leggi contro i diritti dei lavoratori, favorendo l’estensione del precariato. Quindi l’alleanza M5S/PD non autorizza facili entusiasmi. Occorre vigilanza e mobilitazione. La c.d. sinistra, per troppo tempo succuba del PD, ha comunque l’opportunità di riacquistare spazio e svolgere una funzione autonoma. Il PD ha la possibilità di rinnovarsi. Il M5S di sviluppare un’azione senza l’assilo delle iniziative intollerabili e provocatorie di Salvini. Speriamo bene.

 

 

Per la salvezza della Repubblica

 

L’annunciata formazione di un nuovo governo sulla base di un accordo programmatico di lungo respiro può fornire le condizioni per sventare il colpo di mano tentato dalla Lega, che Salvini ha trasformato in un coacervo reazionario e pericoloso, se il nuovo Governo sarà in grado di avviare un processo per fare uscire il nostro paese dalla grave crisi economica, politica, morale ed istituzionale aggravata da 14 mesi di governo dominato dalla Lega con orientamenti palesemente avversi ai principi e ai valori costituzionali.
E’ necessario operare per un governo che si fondi e si ispiri alla Costituzione e che ripristini gli equilibri democratici; che garantisca e fortifichi la separazione dei poteri e l’autonomia della magistratura; che salvaguardi l’unità della Patria respingendo il progetto secessionista dell’autonomia differenziata; che recuperi il rapporto con i corpi sociali intermedi; che rispetti i trattati e gli accordi internazionali, compresi quelli riguardanti i soccorsi in mare, e riprenda una dialettica corretta con le istituzioni comunitarie; che intervenga per risolvere la crisi umanitaria del Mediterraneo; che rimetta al centro dell’azione di governo il lavoro e la sua tutela e l’ambiente, ripudiando l’idea della flat tax, chiudendo la fase dei condoni comunque mascherati e approvando un piano straordinario di lotta all’evasione, da realizzare anche con il concorso delle parti sociali.
Per questo condividiamo e facciamo nostro l’appello: dieci punti per un governo che riparta dalla Costituzione, osservando, in particolare, che la prevista riduzione del numero dei parlamentari, se attuata, renderebbe palesemente incostituzionale la nuova legge elettorale, che ha modificato il rosatellum per adeguarlo alla nuova geografia parlamentare. L’effetto combinato della riduzione dei parlamentari e della quota maggioritaria comporterebbe una distorsione inaccettabile della volontà popolare espressa dal corpo elettorale, con grave sacrificio del pluralismo e della rappresentatività delle assemblee parlamentari.
In questo modo resterebbe gravemente pregiudicata la centralità del Parlamento che deve piu’ che mai essere luogo di rappresentazione, mediazione e composizione delle domande sociali presenti nella società italiana. Un indebolimento della centralità del Parlamento porterebbe allo snaturamento della nostra democrazia, con la possibilità di derive preoccupanti.
Invece è proprio dalla centralità del Parlamento che bisogna ripartire per ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e garantire l’universalità dei diritti fondamentali.

 

Massimo Villone, Domenico Gallo, Alfiero Grandi, Silvia Manderino, Sergio Caserta, Antonio Caputo, Francesco Baicchi, Vincenzo Palumbo, Antonio Pileggi, Mauro Beschi, Alfonso Gianni, Alberto Asor Rosa, Nadia Urbinati, Armando Spataro, Giovanni Russo Spena, Maria Longo, Felice Besostri, Antonio Esposito, Angelo Masotti Cristofoli, Pier PaoloSuber, Emilia Duranti, Loredana Alajmo, Karin Munck, Anna Locchi, Francesca Conti, Francesca Candori, Maria Paola Patuelli, Carla Affaticati, Cristina Quintavalla, Bruno Abati, Mauro Volpi, Maria Ricciardi, Alessandra Ruffini, Cristina Maddoli, Paola Vissura, Valentina Degano, Maria Agostina Cabiddu, Paolo Maddalena, Paola Vassura.

28/8/2019

 

 

IL GOVERNO RIPARTA

 

DALLA COSTITUZIONE

 

Il momento è serio: è il momento di essere seri. Non possiamo dire che c’è un pericolo fascista, e subito dopo annegare in quelle incomprensibili miserie di partito che hanno così tanto contribuito al discredito della politica e alla diffusa voglia del ritorno di un capo con “pieni poteri”. I limiti del Movimento 5 Stelle e del Partito democratico sono tanti, gravi ed evidenti. Ma se, per entrambi, può esistere il momento del riscatto: ebbene, è questo.
Da cittadini, da donne e uomini fuori dalla politica dei partiti, ma profondamente preoccupati dell’interesse generale, proponiamo di partire dall’adozione di questi dieci punti fondamentali, interamente ispirati al progetto della Costituzione antifascista della Repubblica: e in particolare al suo cuore, l’articolo 3 che tutela le differenze (di genere, di cultura, di razza, di religione) e impegna tassativamente a rimuovere le disuguaglianze sostanziali.
È del tutto evidente che ognuno di questi punti comporta un impegno pressante dell’Italia nella ricostruzione di una Unione europea che provi ad assomigliare a quella immaginata a Ventotene, e cioè in armonia e non in opposizione al progetto della nostra Costituzione.

1. Legge elettorale proporzionale pura: l’unica che faccia scattare tutte le garanzie previste dalla Costituzione. Per mettere in sicurezza la Costituzione stessa: cioè la democrazia.

2. L’ambiente al primo posto: la decarbonizzazione per combattere il cambiamento climatico, l’impegno per una giustizia ambientale, locale e globale, come unica strada per la salvezza della Terra. Dunque, difesa dei beni pubblici, a partire dall’acqua e dalla città. Unica Grande Opera: messa in sicurezza di territorio e patrimonio culturale, nel più stretto rispetto delle regole, e attuata attraverso un piano straordinario di assunzione pubblica. Moratoria di tutte le grandi opere (Tav incluso), e consumo di suolo zero. Un piano per le aree interne e un piano per la mobilità che parta dai territori, dalle esigenze delle persone e dei pendolari. Piano pubblico di riconversione ecologica della produzione e del consumo incentrato sull’efficienza energetica e sul recupero dei materiali di scarto.

3. Lotta alle mafie e alla corruzione. Costruire una giustizia più efficiente investendo risorse, mezzi e personale necessari. Garantire l’autonomia della magistratura e la sua rappresentatività nell’organo di autogoverno.

4. Ricostruzione della progressività fiscale e imposte sulla ricchezza (imposta di successione e patrimoniale) e revisione costituzionalmente orientata della spesa pubblica, a partire dalla drastica riduzione della spesa militare.

L’autonomia differenziata, che è di fatto la secessione delle regioni più ricche, va fermata: restituendo invece centralità alle politiche per il Mezzogiorno.

5. La libertà delle donne come metro di un’intera politica di governo: lotta senza quartiere alla violenza sulle donne; perseguire l’obiettivo della parità nella occupazione e salariale; congedo di paternità obbligatoria, asili nido pubblici e gratuiti, assistenza agli anziani e alle persone disabili, campagne per la condivisione dei compiti di cura, etc.

6. Lotta alla povertà: reddito di base vero (diretto a tutti coloro che percepiscono meno del 60% del reddito mediano del Paese, accompagnato da politiche attive del lavoro e interventi formativi volti alla promozione sociale e civile della persona), e attuazione del diritto all’abitare.

7. Parità di diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici (ovunque e comunque lavorino), a partire dal diritto soggettivo alla formazione per tutto l’arco della vita.

Lotta alla precarietà, salario minimo e ripristino dell’articolo 18.

8. Progressivo rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale e programma di assunzioni di operatori e professionisti del Servizio sanitario nazionale, i cui standard devono essere omogenei e non differenziati per regione.

9. Abolizione del reato di immigrazione clandestina, abrogazione dei decreti Sicurezza e politica di accoglienza verso i migranti orientata sulla Costituzione e sull’assoluto rispetto dei diritti umani.

10. Restituire scuola e università alla missione costituzionale, negata dalla stratificazione di pessime riforme: formazione dei cittadini e sviluppo del pensiero critico.

 

Appello firmato da: Velio Abati, Angela Barbanente, Piero Bevilacqua, Anna Maria Bianchi, Ginevra Bompiani, Adrian Bravi, Carlo Cellamare, Luigi Ciotti, Francesca Danese, Vezio De Lucia, Gianni Dessì, Donatella Di Cesare, Paolo Favilli, Giulio Ferroni, Goffredo Fofi, Nadia Fusini, Luca Guadagnino, Maria Pia Guermandi, Francesca Koch , Ernesto Longobardi, Maria Pace Lupoli, Laura Marchetti, Franco Marcoaldi, Lorenzo Marsili, Alfio Mastropaolo, Ignazio Masulli, Tomaso Montanari, Rosanna Oliva, Francesco Pallante, Enzo Paolini, Pancho Pardi, Rita Paris, Valentina Pazè, Livio Pepino, Tonino Perna, Anna Petrignani, Antonio Prete, Mimmo Rafele, Andrea Ranieri, Lidia Ravera, Marco Revelli, Pino Salmè, Battista Sangineto, Loretta Santini, Giuseppe Saponaro, Enzo Scandurra, Beppe Sebaste, Toni Servillo, Paola Splendore, Corrado Stajano, Sarantis Thanapoulis, Alessandro Triulzi, Nicla Vassallo, Guido Viale, Vincenzo Vita.

Fonte: Democrazia Oggi


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