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Cagliari: se il M5S piange, il centrosinistra non ride

Andrea Pubusa

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Se il M5S a Cagliari piange, il centrosinistra non ride. I primi - lo ha già scritto Codonesu[1] in questo blog - hanno bruciato nello spazio di pochi mesi un risultato elettorale esaltante (42% alle politiche), infilando quattro autogol di seguito, facendo ciò che proprio in politica non si deve fare: di fronte alla posizione di Mura, alla candidatura alle suppletive, con replica alle regionali e getto della spugna prima dell’inizio alle comunali.
Che Mura non fosse animale da seggio, ma pesce d’oceano, lo sapevamo tutti. Candidarlo per staccarlo dal mare era una fesseria prima e una pretesa sbagliata dopo. Non c’entrano le regole, che - come tutti sanno - soffrono eccezioni o deroghe di fronte a casi del tutto particolari. I principi si salvano, le regole si adattano. E Mura era un caso speciale. Poteva fare da testimonial con la sua vela e avanzare anche qualche interessante proposta in quel campo. Certo, si sarebbe parlato molto più di lui che dell’armata dei ben 15 parlamentari pentastellati sardi, una vera potenza, di cui più nulla si sa. Ricorda l’armata “perduta” di Cambise, figlio di Ciro il Grande, inviata nella primavera del 524 a.C. all’oracolo di Amon dell’oasi di Siwa, per conquistarla e distruggerla. Anche i magnifici 16 sono stati inviati a Roma per difendere la Sardegna. Ma son spariti, proprio come i 50 mila uomini di Cambise, dei quali nulla si è più saputo. Ma Mura fu silurato schioccamente, come fu irresponsabile il rifiuto di un appoggio di una lista di personalità democratiche per le elezioni regionali. La scelta poi di carneadi o quasi ad un mese dal voto è un non senso, perché gli elettori vogliono conoscere i loro rappresentanti, avere una qualche familiarità, almeno televisiva, con loro. E - col massimo rispetto - Caschili e Desogus, non ce l’avevano. Facile per Frailis e Zedda far cappotto. La vicenda Murenu e il siluramento di Pino Calledda vanno dalla farsa alla tragedia.
Fatto sta che ora quanti non sono del centrosinistra non hanno altra alternativa se non l’astensione.
Del resto, il centrosinistra non fa nulla per conquistare questi voti. Prendete la questione RWM. Direte che c’entra con Cagliari? E invece c’entra e molto. I lavoratori portuali di Genova e le associazioni pacifiste nei giorni scorsi hanno bloccato la nave saudita Bahri Yanbu attraccata al porto per caricare materiale bellico da utilizzare nella guerra in Yemen. Hanno tenuto duro, come già i portuali di Le Havre, e la nave, vista la mala parata,  ha levato gli ormeggi per dirigersi ad Alessandria D’Egitto. Quel che è più importante tuttavia è il fatto che, grazie alla mobilitazione, non ha potuto imbarcare nulla di quanto previsto, neppure i generatori  elettrici ad uso militare. Bene, perché Massimo Zedda, da sindaco, non ha mai aperto bocca per dire che che navi di quel tipo non avrebbero mai caricato materiali RWM a Cagliari? Una posizione di principio forte. Cosa impedisce alla Ghirra di fare di questa battaglia un punto del suo programma? O si pretende di avere il voto pacifista in favore di uno schieramento che tace e, peggio, annovera fra i suoi più “promettenti” esponenti il giovane sindaco di Iglesias, che ha autorizzato il raddoppio di RWM, costringendo le associazioni pacifiste e ambientaliste a rivolgersi al giudice amministrativo?
E il silenzio sulla difesa della Costituzione al referendum del 2016? Non penseranno i centrosinistri che è acqua passata. Non crederanno che è storia archiviata, senza neanche un cenno di autocritica. Muti, sordi e zitti mentre Renzi tentava lo scasso della Carta nata dalla Resistenza.
Si può poi parlare del bilancio partecipato o di altre esperienze amministrative avanzate, su cui Zedda e la sua giunta non hanno mai detto alcunché. O ancora della destinazione delle tante sedi militari dismesse e chiuse per le attivitù culturali delle  molte associazioni prive di sedi.
I giardinetti li faceva Delogu al pari di Zedda, e li farà, dio non voglia!, anche Truzzu, la partecipazione, la cultura, il pacifismo, l’ambientalismo e l’attenzione ai quartieri e ai ceti popolari sono stati il tratto distintivo della sinistra. Ricordate cosa fecero le giunte Argan e Petroselli a Roma nel campo della cultura? Renanto Nicolini s’inventò “l’estate romana“, un evento culturale straordinario, poi copiato in tutto il mondo. Quella era innovazione vera, amministrativa e politica. Ecco se la Ghirra non centra questi temi, non può sperare di avere il voto di chi il PD lo ha lasciato da molto o non lo ha mai votato. PD e dintorni, ovviamente.

References

  1. ^ già scritto Codonesu (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi


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